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Sister (2012)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Sister: minimo
Ritmo ritmo in Sister: presente
Impegno impegno in Sister: forte
Tensione tensione in Sister: forte
Erotismo erotismo in Sister: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Sister

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Sister (voti: 11 media: 3,73) 11

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locandina di Sister

Trailer italiano ufficiale

Sister Trailer italiano ufficialeplay

La trama

Il dodicenne Simon (Kacey Mottet Klein) vive a ridosso di un lussuoso ski resort nei pressi delle montagne svizzere, in una località frequentata da gente benestante e altolocata. Per sopperire ai bisogni dettati dallo stato di povertà in cui vive, Simon si arrangia rubando le attrezzature dei turisti per poi rivenderle per pochi spiccioli, utili a lui e alla sorella Louise (Léa Seydoux). Fingendosi figlio di ricchi genitori, Simon riesce a conquistare la fiducia dei turisti e, in particolar modo, di una famiglia inglese che si lascia conquistare dai suoi modi gentili. Dopo esser rimasta senza lavoro, Louise comincia a dipendere sempre più dai soldi del fratello, che li baratta in cambio di piccole attenzioni e affetto. 

Ursula Meier, dopo un esordio smaccatamente metaforico, si muove in equilibrio sul filo di un cinema dove ogni inquadratura è immagine realistica e insieme simbolica, pedina i suoi strepitosi protagonisti fino a farci sentire l’affanno della vita quotidiana, mentre i due si dimenano per svestirsi di quel che sono costretti a essere, recitando ciò che non sono. Per poi, infine, farsi coscienti. Perché non è per dimostrarsi ladri o grandi uomini, l’occasione che cercavano. Ma per riconoscersi e comprendersi, lì, sospesi su quella funivia che collega e divide la terra e il cielo, la miseria dello stato delle cose e quella volontà di vivere chiamata desiderio

Incluso nelle taglist:

UN RICORDO D'INFANZIA

Dopo aver cominciato le riprese di Sister, la regista Ursula Meier si è ricordata improvvisamente di un episodio dimenticato o forse rimosso, la cui memoria è giustamente riaffiorata non appena si è trovata di fronte al tournage: una vicenda a proposito di un ragazzo che aveva conosciuto molto tempo prima. Cresciuta ai piedi del Giura, una catena montuosa tra Francia, Svizzera e Germania, la regista era infatti solita recarsi a sciare in compagnia degli amici e si era ritrovata spesso a osservare un giovane coetaneo, che invece sciava quasi sempre da solo. Su di lui, circolavano strane voci e un giorno seppe che era stato allontanato da un ristorante perché accusato di aver commesso dei furti ai danni dei clienti. Non conobbe mai il suo nome ma ricorda perfettamente che lei all'epoca aveva 12 anni, la stessa età che nel suo film ha il piccolo Simon: una strana coincidenza che neanche lei sa spiegarsi. Forse la sua memoria aveva bisogno di rielaborare qualcosa che l'aveva colpita e di cui tante volte si era chiesta il perché.

UN FILM VERTICALE

Dopo aver realizzato Home (2008), un film in cui tutto si svolge in pianura, analizzando gli effetti della costruzione di un'autostrada sulle case circostanti, Ursula Meier ha sentito l'esigenza di realizzare un'opera che ribaltasse tale paesaggio e contenesse una visione verticale. Così, ha pensato di riprendere cosa accade in due mondi differenti: uno inferiore (una località posta in valle) e uno superiore (la stazione sciistica di montagna), collegati attraverso i cavi della funivia che attraversano il vuoto per salire verso la luce e scomparire tra le nuvole. Nella parte superiore, come in una metaforica scala delle classi sociali, si trovano i ricchi turisti, che provengono da ogni parte del mondo per godere dello spettacolo del sole che brilla sulla neve e che rappresentano il consumismo ostentato e dell'ozio. Nella parte inferiore, invece, c'è l'universo degli operai, continuamente in ombra e senza sole, dove la neve si è già sciolta, le case sono circondate dai fumi neri dei camini e gli edifici sono isolati.

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DIETRO AL MONDO DEI RICCHI

Il mondo dei turisti è un circolo esclusivo a cui Simon può però accedere grazie alla fiducia e alla tranquillità con cui loro si relazionano gli uni agli altri: sono tutti ricchi e quindi non sospettano mai che qualcuno potrebbe derubarli tanto che, il più delle volte, ogni cosa viene lasciata incustodita. Per introdurvisi, Simon ha tuttavia bisogno di passare inosservato e di non destare i sospetti di nessuno. Per questo motivo, lo si vede sempre, dopo che si è cambiato nei bagni della stazione, vestito in maniera diversa: con tute, sci e occhiali di diverso colore che diventano quasi la sua divisa d'ordinanza, come fosse - mutata mutandis - quella indossata da un comunissimo lavoratore stagionale o il suo costume da ladro. Attraverso i suoi occhi è possibile, per la prima volta al cinema, addentrarsi all'interno di una stazione sciistica e scoprirne i segreti.

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IL POTERE DEI SOLDI

Il denaro è al centro delle interazioni tra i personaggi. Banconote e monete passano di mano in mano: dai bambini della stazione sciistica a Simon, da Simon a Louise e, poi, di nuovo da Louise a Simon. Anche se all'inizio della storia, Simon e Louise si trovano in una posizione finanziaria precaria, Sister non è un film di denuncia sociale ma poggia sulle paure di un bambino che prova a lenire le sue angosce tramite un continuo movimento di soldi, come se questi fossero un riconoscimento al suo valore e alle sue capacità e potessero sopperire alla mancanza d'amore che avverte intorno a sé. Nel momento in cui si integra all'interno di una famiglia di ricchi turisti inglesi, Simon cambia radicalmente carattere proprio perché per la prima volta ha l'illusione di essere felice.

ESPANDI +

La recensione di FilmTv

Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 19/2012

«L’occasione non fa solo il ladro, fa anche il grand’uomo». Simon è piccolo, all’anagrafe, un petit voleur orfano che abita in un ecomostro addomesticato dalla povertà e vive rivendendo accessori sottratti ai turisti sulle piste da sci. Dal basso della sua abitazione sale ogni giorno nell’alto dei monti, poi ridiscende dalla piramide sociale coperta di neve, per smerciare, prendersi cura della sorella Louise, a stento sopravvivere. Sulla carta, un’opera alla Dardenne. Ma nelle immagini ad alta definizione di Agnès Godard la definizione di realismo vacilla. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di alan smithee scritta il 13/05/2012 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

Nel week end dei film francesi ecco un altro piccolo grande film, coproduzione franco-elvetica ed opera seconda di quella Ursula Meier fattasi notare un paio di stagioni fa con il curioso Home.
Un film sull'importanza della famiglia, sull'indigenza di una classe sociale completamente abbandonata a se stessa, reietta in una valle che accoglie poco piu' in alto "la crème" della societa', quella che alloggia in baite lussuose e passa le giornate a sciare e a prendersi il sole nelle splendide vallate tra le Alpi elvetiche. Ad arrangiarsi per sopravvivere e' il dodicenne Simon, che vive con la sorella disoccupata in un palazzo popolare a fondo valle, e di giorno sale sulle piste per fare razzia di sci ed equipaggiamento da neve, che poi ricetta e svende a clienti piu' o meno abituali. In questo modo il ragazzo riesce a raccimolare quanto basta per sopravvivere ed assicurare pure una dignitosa esistenza alla bella sorella, giovane insicura che sembra dipendere sempre di piu' dal piccolo ma sveglio fratello. Una pellicola che ricorda, per temi e drammaticita', molta filmografia dei fratelli Dardenne, con particolare riferimento al loro ultimo bel film "Le gamin au velo", e pure il Loach degli strati sociali piu' deboli e problematici, quelli su cui piovono pietre sette giorni su sette per intenderci. Il film percorre le imprese truffaldine del giovane, a cui si aggiungono le complicita' di un ricettatore inglese addetto alle cucine della struttura alberghiera sulle piste (il Martin Compston sempre molto efficace e molto "loachano"), e si sofferma sulla sua tenera e disperata solitudine del protagonista, che lo spinge a trovare in una ricca mamma americana (una inedita Gillian Anderson) almeno un punto di contatto con cui poter comunicare, in mezzo a tutta quella assordante e affollata solitudine di turismo di massa frenetico ed indifferente. E ci rivela poco per volta segreti di famiglia che spiegano nella loro drammaticita' il bisogno di affetto e tenerezza di cui sono alla ricerca, ancor piu' dei semplici mezzi di sussistenza, questi due particolari "fratelli".
Titolato qui da noi in modo davvero anomalo (ma non lamentiamoci che e' gia' un miracolo che sia uscito nei nostri spesso superficiali circuiti!), questo "Bambino dall'alto" e' un film davvero notevole e spiazzante, figlio di quell'eccellente neorealismo europeo che e' lo specchio di una nuova drammatica poverta' (di mezzi ma anche di sentimenti) che sta travolgendo questa attuale Europa, mai cosi' divisa e a brandelli da quanto e' cosi' disomogeneamente unita. Ottimi sia Léa Seydoux, seducente e quasi star da quanto e' apparsa per pochi indimenticabili minuti nell'ultima "Mission Impossible", sia il giovane Kacey Mottet Klein. I due, teneramente abbracciati nel letto di lei quando lui arriva ad offrirle ben 200 franchi pur di non dormire da solo, sembrano davvero pure nella vita reale i due parenti stretti che la finzione filmica prevede che siano.
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SI

Opinioni su Sister


21 maggio 2012 Opinione di zombi su "Sister"
zombi

simon e louise vivono in un casermone popolare isolato nella valle ai piedi di impianti sciistici frequentati da gente più o meno facoltosa. vivono in condizioni di sopravvivenza dove louise che è la più grande del nucleo familiare lavora un pò si e un pò no. chi porta a casa i soldi e il dodicenne simon. indotto dall'esigenza di avere il necessario per poter sopravvivere in una società che ha smesso da tempo di accampare nelle grotte, i due sbarcano il lunario in un non luogo di raro...

voto al film: zombi assegna il voto sufficiente a Sister (2012)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

20 maggio 2012 Opinione di barabbovich su "Sister"
barabbovich

Dalla casa popolare dove vive con la sorella maggiore (Seydoux), tutte le mattine il dodicenne Simon (Mottet Klein) parte, prende la funivia e va a rubare attrezzatura da sci ai facoltosi villeggianti delle Alpi svizzere, per poi rivendersela e comprare "carta igienica, pane e pasta", come confessa al cuoco della baita che lo coglie in flagrante durante uno dei tanti furti. Sua sorella è una sbandata che non fa che passare dalle braccia di un uomo a quelle di un altro e a dover provvedere...

voto al film: barabbovich assegna il voto sufficiente a Sister (2012)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


18 maggio 2012 Opinione di miss brown su "Sister"
miss brown

Anche in Svizzera ci sono i poveri, e sono bianchi, biondi e con gli occhi azzurri. Davanti a questa amara, quasi ironica "scoperta" ci mette fin dall'inizio la regista Ursula Meier. Simon, 12 anni e Louise, 25 (?) vivono in un blocco di case popolari sito ai piedi della teleferica che porta gli altri, i ricchi sui campi da sci. Louise fa l'operaia, ma è umorale e litigiosa, perde ripetutamente i lavori che trova, fuma compulsivamente, beve parecchio e si porta a casa un uomo diverso ogni...

voto al film: miss brown assegna il voto buono a Sister (2012)

1 commento
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16 maggio 2012 Opinione di bufera su "Sister"
bufera

Questo é un film in cui l'aspetto estetico del cinema come tale domina per bellezza delle immagini, escursioni di inquadrature, luci ,colori  e nitidezza. L'aspetto sociale  neorealstico, che nasce ormai anche in Europa, là dove comincia a sentirsi e a vedersi l'indigenza, per non chiamarla  miseria, è trattato altrettanto coerentemente, senza patetismi, sdolcinature o drammi forti ( materiale ce ne sarebbe a iosa) ma anzi con durezza e pudorela.  La  sceneggiatura è asciutta, i...

voto al film: bufera assegna il voto buono a Sister (2012)

nessun commento
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13 maggio 2012 Opinione di alan smithee su "Sister"
alan smithee

Nel week end dei film francesi ecco un altro piccolo grande film, coproduzione franco-elvetica ed opera seconda di quella Ursula Meier fattasi notare un paio di stagioni fa con il curioso Home. Un film sull'importanza della famiglia, sull'indigenza di una classe sociale completamente abbandonata a se stessa, reietta in una valle che accoglie poco piu' in alto "la crème" della societa', quella che alloggia in baite lussuose e passa le giornate a sciare e a prendersi il sole nelle splendide...

voto al film: alan smithee assegna il voto buono a Sister (2012)

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