Rust and Bone (2012)
Con Marion Cotillard, Matthias Schoenaerts, Bouli Lanners, Céline Sallette, Corinne Masiero, Alex Martin, Tibo Vandenborre
10/05/2012
Cannes 2012, Rust and Bone: Prime clip e trailer
In Francia è il film più atteso. In Italia, acquistato dalla Bim (come Beyond the Hills), lo si vedrà la prossima stagione. Dopo il trailer, dall'ufficio stampa del Festival...
di Spaggy
La trama
Durante un incontro clandestino di boxe, Ali si è rotto una mano, di cui fatica a riprendere il pieno uso tanto da decidere di abbandonare il ring e il guadagno facile che ne derivava. Appena venticinquenne, ha anche scoperto di avere un figlio di ormai cinque anni da una precedente relazione e di dover provvedere al suo mantenimento dato che la madre ha pensato di affidarlo a lui. Per guadagnare qualche soldo, comincia a lavorare come buttafuori in una discoteca dove una sera conosce Stephanie, la bellissima addestratrice di orche del parco acquatico di Antibes. I loro sono due mondi distanti e lontani che faticano a collimare fino a quando una tragedia sconvolge la vita di Stephanie, facendole perdere l'uso delle gambe. Il dramma fa sì che tra i due si sviluppi un rapporto intenso e carnale che spinge Ali a ritornare al violento mondo degli incontri clandestini pur di rimediare il denaro necessario per salvarle la vita.
Libero adattamento di un racconto di Craig Davidson.
TERZO ADATTAMENTO LETTERARIO PER AUDIARD
Quando il regista Jacques Audiard e lo sceneggiatore Thomas Bidegain hanno deciso di lavorare al loro nuovo film, la scelta è ricaduta sulla raccolta di racconti Ruggine e ossa dello scrittore Craig Davidson. Per Audiard si è trattato di lavorare per la terza volta, su sei film realizzati in carriera, a un adattamento da opera letteraria, dopo aver portato sullo schermo Triangle di Teri White in Regarde les hommes tomber e Un héros très discret di Jean-François Deniau nell'omonimo film (Un héros très discret). Ruggine e ossa di Davidson ha colpito il regista poiché presenta al suo interno la descrizione di un mondo moderno vacillante, in cui gli Stati Uniti sono rappresentati come un universo razionale e gli esseri umani sono in lotta per trovarvi un proprio posto e smarcarsi dal destino, amplificato da drammi o incidenti, a loro riservato.
UN MELODRAMMA ESPRESSIONISTA
Ali e Stephanie, i protagonisti del film, non appartengono però ai personaggi della raccolta di Davidson: la loro storia prende semmai spunto da questa per la forza e la brutalità del contesto della narrazione, che da dramma viene sublimata in melodramma attraverso una scelta che Audiard stesso definisce visivamente "espressionista". La realtà circostante, descritta con un'estetica di contrasti brutali e violenti, dal regista viene resa combinando un forte realismo a un'oscurità da trincea. Così facendo, in Rust and Bone si riflette un mondo violento e sull'orlo del disastro economico, in cui i due protagonisti vivono la loro quotidiana guerra per la sopravvivenza della loro storia d'amore e per uscire dalla loro disperata situazione.
PICCOLE BUGIE DA SET
Un curioso aneddoto lega la protagonista Marion Cotillard, premio Oscar per La vie en rose, alla realizzazione del film. Nonostante in Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno la Cotillard avesse un piccolo ruolo, la produzione del blockbuster di Nolan aveva vietato per contratto a tutti gli attori del cast di assumere altri impegni in contemporanea con le riprese. Per interpretare il film di Audiard, l'attrice ha mentito sulla data delle riprese e la stessa produzione francese ha dovuto avviare il tournage in gran segreto.
L'opinione più votata
Di alan smithee scritta il 23/05/2012 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
Caspita che peccato! un film da quattro stelle meritate che mi frana nell'ultimo suo quarto! Che peccato davvero, perche' l'aspettativa su un regista bravo, sensibile, asciutto come Audiard era per me molto alta, tenendo oltretutto conto del livello magistrale della sua penultima opera, lo splendido "Il profeta" e del ricordo positivo che serbo in me relativo alle sue due notevoli opere precedenti (Tutti i battiti del mio cuore e Sulle mie labbra). L'incontro tra Ali - pugile con problemi ad una mano, disoccupato e con un figlio spuntato dal nulla, circostanza che lo fa propendere per raggiungere la sorella nel sud della Francia, e Stephanie, addestratrice di orche nel parco acquatico di Marineland ad Antibes (pochi km da Cannes) - fa nascere tra i due un rapporto freddo e distaccato che le drammatiche circostanza della vita contribuiranno a rinsaldare oltre ogni immaginazione. La ragazza rimane coinvolta in un gravissimo incidente a causa del quale un'orca le trancia entrambe le gambe, mentre il giovane si installa presso la sorella e trova impiego in una societa' di servizi di sorveglianza. La solitudine e la disperazione della donna fanno si che questa ricontatti Ali - conosciuto grazie ad un soccorso in suo favore dopo una rissa da discoteca - e che tra i due nasca presto un rapporto focoso di sesso e reciproca comprensione che si sviluppa oltre ogni aspettativa, spingendo pure il ragazzo a tornare a combattere in incontri clandestini. In una altalena in cui a periodi cupi per uno dei protagonisti corrisponde un periodo migliore per l'altro, Audiard ci stupisce con un racconto serrato e per nulla melodrammatico che accentua il realismo e la crudezza senza falsi pudori di una menomazione esibita con smagliante naturalezza (grandi effetti speciali che ci spingono a credere - non conoscessimo la celebre attrice premio Oscar - che si tratta di una vera amputazione). Purtroppo l'episodio del lago ghiacciato (non aggiungo nulla piu', che forse ho gia' detto troppo....) rischia di far debordare tutto quanto era stato mirabilmente trattenuto da una composta freddezza e da un realismo spiazzante e lodevole, compromettendo (ma non pregiudicando completamente) il valore di una pellicola che ha il suo punto forte nei due interpreti protagonisti, con una Cotillard gigantesca che potrebbe tranquillamente ambire al premio come miglior attrice. Pellicola dunque quasi buona, con un bellissimo titolo (allude alla struttura del nostro corpo e a quella delle protesi che talvolta pur nel loro sinistro apparire, giungono come una salvezza insperata), ma che non puo' certo ambire al premio maggiore, nonostante le lodi unanimi di certa stampa patriottica (ma non solo per la verita'), sempre tendenzialmente un po' troppo generosa nei confronti delle pellicole francofone che affollano a dismisura, come di consueto, il cartellone della sezione piu' importante.
23 maggio 2012 Opinione di alan smithee su "Rust and Bone"
CANNES 2012 - IN CONCORSO Caspita che peccato! un film da quattro stelle meritate che mi frana nell'ultimo suo quarto! Che peccato davvero, perche' l'aspettativa su un regista bravo, sensibile, asciutto come Audiard era per me molto alta, tenendo oltretutto conto del livello magistrale della sua penultima opera, lo splendido "Il profeta" e del ricordo positivo che serbo in me relativo alle sue due notevoli opere precedenti (Tutti i battiti del mio cuore e Sulle mie labbra). L'incontro tra...
voto al film: 
18 maggio 2012 Opinione di Tato88 su "Rust and Bone"
Sono sicuro che la campagna marketing italiana tenterà in tutti i modi di associare questo film al recente Quasi amici, per la comune provenienza francese e per l’accostamento di due caratteri profondamente distanti (di cui uno fisicamente menomato). Mi raccomando, non lasciatevi ingannare! Non perché uno sia migliore dell’altro. Semplicemente sono diversi, a partire dall’approccio drammatico adottato da Audiard, che riserva gli unici cinici spunti di riso all’immaturità del...
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