Gli anni in tasca (1976)
Con Nicole Felix, Chantal Mercier, Jean-François Stévenin
La trama
Protagonisti sono alcuni ragazzini, colti da Truffaut nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Uno di loro si invaghisce della madre di un compagno e le manda dei fiori, che lei crederà inviati dal padre del ragazzo. Al cinema avvengono i primi flirt e la colonia estiva porterà finalmente l'amore.
L'infanzia è uno dei temi favoriti da Truffaut, che qui sceglie semplicemente di trattare la vita quotidiana dei giovani protagonisti. Con lo stesso piacere provato davanti a "I 400 colpi" e a "Il ragazzo selvaggio", ritroviamo la freschezza e il rispetto che allontana ogni sdolcinatezza.
L'opinione più votata
Di dedo scritta il 07/07/2011 - utile per 23 utenti
Voto al film: 
Io ho avuto un’infanzia difficile, non tragica come quella di Julien, ma difficile e mi ricordo che ero molto impaziente di crescere, perché vedevo che gli adulti hanno tutti i diritti, possono decidere della propra vita. Un adulto infelice può ricominciare la vita altrove, ripartire da zero. Un bambino infelice nemmeno lo pensa. Sa di essere infelice, ma non può dare un nome a questa infelicità e soprattutto, dentro di lui, non può neanche mettere in discussione i genitori o gli adulti che lo fanno soffrire. Un bambino infelice, un bambino martire si sente sempre colpevole ed è questo che è orribile. Fra tutte le ingiustizie che ci sono al mondo, quelle che colpiscono i bambini sono le più ingiuste, le più ignobili, le più odiose. Il mondo non è giusto e forse non lo sarà mai, ma è necessario lottare perché vi sia giustizia. Bisogna…bisogna farlo. Le cose cambiano, ma lentamente, le cose migliorano, ma lentamente. Quelli che ci governano cominciano sempre i loro discorsi dicendo: ”il governo non cederà di fronte alle minacce”. Invece è il contrario: cede solo alle minacce e i cambiamenti si ottengono solo reclamandoli energicamente. Da qualche anno gli adulti hanno capito ed ottengono in piazza quello che gli si rifiuta negli uffici.
Vi dico tutto questo soltanto per dimostrarvi che gli adulti, quando lo vogliono veramente, possono migliorare la loro vita, migliorare il loro destino. Ma in tutte queste cose i bambini sono dimenticati. Non c’è nessun partito politico che si occupi veramente dei bambini, dei bambini come Julien, dei bambini come voi. Esiste una spiegazione: i bambini non sono elettori. Se i bambini avessero diritto al voto, voi potreste chieder più asili nido, più assistenti sociali, più di qualsiasi cosa e l’otterreste perché i deputati vorrebbero i vostri voti. ESPANDI +
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7 luglio 2011 Opinione di dedo su "Gli anni in tasca"
“Dunque. Io so che state pensando tutti la stessa cosa e cioè a Julien Leclou. Avrete visto i giornali, i vostri genitori ne avranno parlato fra di loro o con voi. Domani ve ne andrete tutti in vacanza ed anch’io voglio parlarvi di Julien. Non è che sappia di Julien molto più di voi, ma voglio…voglio dirvi quello che penso. Se è vero quanto mi hanno detto, Julien sarà affidato all’assistenza pubblica e mandato presso una...
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18 giugno 2011 Opinione di barabbovich su "Gli anni in tasca"
Le gioie, i tormenti, le paure e i sentimenti dei bambini di Thiers, una piccola cittadina francese. Tra i tanti, uno (Philippe Goldmann) viene vessato dalla madre e dalla nonna; un altro (Geory Desmouceaux) è innamorato della madre di un suo compagno, mentre un bambino cade dalla finestra nel tentativo di prendere un gatto, senza riportare danni. Scritto da François Truffaut e Suzanne Schiffman ma privo di un soggetto in senso proprio, Gli anni in tasca è uno dei...
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10 maggio 2010 Opinione di OGM su "Gli anni in tasca"
La delicata complessità dell’universo infantile è una sfida al mondo degli adulti, che, però, il più delle volte, rifiutano il confronto, trincerandosi dietro una barriera da cui esercitano la loro azione protettiva o autoritaria. Eppure il muro di incomunicabilità non basta a nasconderli agli occhi dei bambini, per i quali, invece, sono figure di riferimento pubblicamente esposte in vetrina. Sono modelli da imitare, di cui, magari per gioco, si...
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12 aprile 2009 Opinione di bebe84 su "Gli anni in tasca"
Cosa si può dire di questo film se non che si tratta di poesia pura, di un inno alla gioia e alla spensieratezza che solo i bambini hanno, di un tributo ai bambini di tutto il mondo, rappresentati da quei 200 che compaiono nella pellicola??? Nulla... è Truffaut... è magia!
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2 febbraio 2009 Opinione di mm40 su "Gli anni in tasca"
Infanzia ed adolescenza secondo Truffaut, uno dei massimi teorici del cinema sull'argomento. Qui il regista francese sintetizza la sua visione del periodo della vita più complesso con una serie di episodi inanellati fra loro. Non è un Quattrocento colpi, biografico, c'è solo un intento narrativo in forma corale che comprenda tutta una serie di situazioni e sensazioni tipiche e fondamentali del periodo della crescita. La tirata nel finale del maestro che chiede il diritto di voto per i...
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15 novembre 2008 Opinione di sasso67 su "Gli anni in tasca"
Pochi come Truffaut hanno saputo avvicinarsi al mondo dei ragazzini ed interpretarlo. Il regista parigino si è sempre reso interprete rispettoso e delicato dei sentimenti di chi si è accostato alla vita da poco, sapendo infondere questa sua sensibilità ad una sapienza di cineasta che era di pochi. Il titolo originale del film è L'ARGENT DE POCHE: saranno anche spiccioli, ma sono preziosissimi.
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24 settembre 2008 Opinione di LorCio su "Gli anni in tasca"
È uno di quei film che nasce dall’esigenza personale. François Truffaut aveva il bisogno di dedicare una sua opera all’universo infantile. In fondo Antoine Doinel comincia la sua piccola epopea nell’adolescenza, non conosciamo il suo passato. E fino a quel momento il buon François non ancora aveva soddisfatto questo desiderio. Il motivo per il quale riesce a focalizzare l’attenzione su tale mondo è semplice: ha lo sguardo di un bambino. Non è infantile, attenzione: ha una...
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18 luglio 2008 Opinione di bradipo68 su "Gli anni in tasca"
Adoro Truffaut e in parrticolare adoro questo film che come pochi riesce a tratteggiare con poche pennellate il mondo dei bambini di questo piccolo borgo alsaziano.le varie storie si intrecciano tra loro ma senza distacco,gli equivoci,i primi approcci sentimentali,i problemi a casa(tra i personaggi c'è un bambino picchiato dalla madre e dalla nonna),il racconto è di fluidita'eccezionale,Truffaut superati i 40 è,se possibile ,ancora piu'sensibile e delicato verso un mondo che sente come...
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30 ottobre 2005 Opinione di Darjus su "Gli anni in tasca"
Truffaut dipinge un meraviglioso affresco sull'infanzia e su questo stato (di grazia) della vita. E i suoi bambini sono incredibili: saggi, incantati, buoni, furbi, romantici, sognatori, indisciplinati e addirittura indistruttibili (uno di loro cade dal balcone in una scena molto inquietante, ma non si farà nulla), a sottolineare come con gli anni si perda quella forza e quella vitalità così incredibile, che ci fa sentire in grado di affrontare qualsiasi sfida. Che solo i grandi possono...
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