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Hemingway & Gellhorn (2012)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Hemingway & Gellhorn: assente
Ritmo ritmo in Hemingway & Gellhorn: assente
Impegno impegno in Hemingway & Gellhorn: assente
Tensione tensione in Hemingway & Gellhorn: assente
Erotismo erotismo in Hemingway & Gellhorn: assente

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05/03/2011

Nuovi progetti/1: Kidman, Cruise, Soderbergh, Parker, Bier, De Lillo e Johnnie To con De Niro

Seguire i progetti futuri dei vari attori e registi è quasi un'impresa da dribbling. Notizie che si rincorrono, set che scompaiono improvvisamente, copioni mandati all'aria e cast in...

di Spaggy

La trama

Nel 1936, in un bar in Florida, Ernest Hemingway (Clive Owen) incontra per la prima volta Martha Gellhorn (Nicole Kidman). Lui è già uno scrittore affermato e sposato mentre lei ha conquistato popolarità come corrispondente di guerra, divenendo nel giro di poco tempo una delle giornaliste americane più affermate. Da quell'incontro scaturisce un'attrazione che diventa amore quando i due si incontrano nuovamente dopo il loro trasferimento in Spagna dal 1936 al 1939 per seguire da vicino e documentare l'evolversi della guerra civile. Al loro ritorno dalla guerra, Ernest e Martha decidono di fermarsi a Cuba e sposarsi ma il matrimonio è destinato a infrangersi col divorzio appena quattro anni dopo, in concomitanza con la fine della seconda guerra mondiale che aveva portato Martha troppo spesso lontano da casa. 

 

LA PRIMA COPPIA DI POTERE

“Siamo stati bravi nell’occuparci della guerra e, solo quando non ci saranno altre guerre, potremmo occuparci di noi stessi”. Questa semplice massima, attribuita a Martha Gellhorn, racchiude il pensiero della più grande corrispondente di guerra statunitense, capace agli inizi del XX secolo di imporsi in un ambiente competitivo in cui i maggiori riconoscimenti andavano a rappresentanti del sesso forte. Il lavoro prima di ogni cosa, si potrebbe semplificare così, anche a dispetto della vita privata che dal 1936 al 1945 la vide protagonista di un’intensa e turbolenta storia d’amore con Ernest Hemingway, già affermato scrittore di successo e futuro autore di Per chi suona la campana, da molti inspirato dalla fine del suo terzo matrimonio proprio con la Gellhorn.

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LA PAROLA AL REGISTA

Prodotto dalla rete televisiva via cavo HBO, Hemingway & Gellhorn è affidato alla regia del premio Oscar Philip Kaufman che, insieme al fratello Peter produttore esecutivo, ha lavorato sul progetto per ben otto anni. «Non ero interessato a realizzare il film tanto per farlo. È stata un’avventura di cui mi sono innamorato subito, rimanendo affascinato da infinite ricerche che si sono protratte per anni. Il copione scritto da Alex Ryan e Barbara Turner, rielaborato poi dalla sceneggiatura di Jerry Stahl, mi ha permesso di costruire una storia universale che parlando di Martha parla di tutte quelle donne che, nonostante il successo che autonomamente raggiungono, sono costrette a vivere all’ombra di un uomo ancora più importante.

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GLI INTERPRETI

Per dare volto ai due protagonisti, il regista ha scelto personalmente Clive Owen e Nicole Kidman.

Clive Owen non aveva mai letto l’intera opera di Hemingway ma quando gli è stata proposta la sceneggiatura è stato letteralmente rapito dalla storia e dal suo ruolo, tanto che per prepararsi al meglio si è buttato a capofitto su tutto il materiale disponibile, necessario per aggiungere dettagli a un personaggio così forte e iconico: «Non puoi interpretare qualcuno come Hemingway e non dedicargli la giusta attenzione.

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LA REALIZZAZIONE

Nonostante presenti molte scene girate in luoghi esotici o all’estero, l’intero film è girato a San Francisco, dove nei sobborghi di Oakland, Livermore e Marin County, è stato possibile ricreare gli ambienti e la atmosfere di Florida, Spagna, Cina, Cuba, Finlandia, New York, Londra e Germania.

Come ha tenuto a dichiarare Kaufman, sin dall’inizio delle riprese si sapeva che si doveva girare solo a San Francisco per non sforare con il budget messo a disposizione e la scelta della città californiana non è stata casuale: San Francisco ben si prestava con il suo meltin’ pot di culture e stili architettonici a rappresentare le varie parti del mondo senza far avvertire il disagio di essere fuori contesto.

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LA VERA STORIA DEL LEGAME HEMINGWAY-GELLHORN

Nel 1936, mentre si trova all'interno dello Sloppy Joe, un bar di Key West in Florida, lo scrittore Ernest Hemingway rimane affascinato dalla bellezza della giornalista Martha Gellhorn. La incontra nuovamente qualche mese dopo, quando lei per conto del settimanale Collier's Weekly è stata mandata come corrispondente di guerra in Spagna per seguire l'ascesa al potere del dittatore Franco che, con l'aiuto di Hitler e Mussolini, pose fine al precedente governo eletto democraticamente. Anche Hemingway si trovava in Spagna dove era arrivato, dopo aver lasciato la moglie Pauline e i loro due figli in Florida, per dare una mano ai suoi amici Joris Ivens, John Dos Passos e Robert Capa a girare un documentario contro il nuovo regime. Unendosi al gruppo di amici, la Gellhorn comincia a lavorare a fianco di Hemingway imparando da lui alcuni dei trucchi del mestiere e il suo importante codice di valori che metteva l'onore, il coraggio, la spavalderia e la perseveranza davanti ad ogni avversità. Con il passare dei giorni, tra i due si crea una forte complicità che esplode al loro rientro quando, anziché tornare nelle loro rispettive case, i due si fermano sull'isola di Cuba, nella mitica villa Finca Vigia, culla della loro vita insieme e della genesi del di lui romanzo Per chi suona la campana.

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L'opinione più votata

Di Tato88 scritta il 28/05/2012 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto buono

Non poteva trovare migliore presentazione se non qui al festival di Cannes, questo biopic che custodisce incastonato nel suo cuore, esattamente a metà pellicola, nel momento in cui scoppia la passione tra Erny & Marty, un omaggio al cinema francese. Mentre i bombardamenti devastano la spagna e dai soffitti piovono detriti di intonaco, i due famosi scrittori si amano per la prima volta accarezzandosi i corpi impolverati di bianco. Philippe Kaufman, mon amour.
Certo non basta una sola scena a rendere grandioso un intero film (lunghissimo). No, a farlo ci pensano una sceneggiatura ineccepibile (con l’unica pecca di dilungarsi un po’ troppo in onor di completezza); due interpretazioni formidabili; una regia accorta e sempre giovane, che irradia suspense da ogni scena, anche la più apparentemente noiosa; un montaggio (di Walter Murch! Quello delle teorie murchiane, per intendersi) accurato, spesso innovativo e che ricerca l’attrazione (quella ejzenstejniana); e una fotografia perfetta e che non disdegna (parecchie volte) di giocare a trasformare il girato in materiale di repertorio, così che il suddetto montaggio possa opportunamente mescolarvi vero materiale d’archivio a mò di ellissi temporali. Da notare, anche se il “trucco” è meno riuscito, l’ulteriore intromissione della Kidman e di Owen in vero materiale di repertorio (green screen e compositing), tecnica da premio oscar che avevamo avuto modo di conoscere ai tempi di Forrest Gump, con Tom Hanks che stringeva la mano a Kennedy.
Essendo un film realizzato per la televisione dall’emittente ABC (ne avessimo noi di simili sceneggiati televisivi), non so quando e come vi sarà l’occasione di visionarlo in Italia. Tenete gli occhi aperti allora, perché è un film che non vorreste perdervi.
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SI

Opinioni su Hemingway & Gellhorn


28 maggio 2012 Opinione di Tato88 su "Hemingway & Gellhorn"
Tato88

Non poteva trovare migliore presentazione se non qui al festival di Cannes, questo biopic che custodisce incastonato nel suo cuore, esattamente a metà pellicola, nel momento in cui scoppia la passione tra Erny & Marty, un omaggio al cinema francese. Mentre i bombardamenti devastano la spagna e dai soffitti piovono detriti di intonaco, i due famosi scrittori si amano per la prima volta accarezzandosi i corpi impolverati di bianco. Philippe Kaufman, mon amour. Certo non basta una sola...

voto al film: Tato88 assegna il voto buono a Hemingway & Gellhorn (2012)

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