Tortura (1976)
Con Olga Karlatos, Roland Bertin, Philippe Adrien, Mehmet Ulusoy, Armand Abplanalp, Christiane Tissot, Jean-Louis Broust, Anna Douking, Jacques Ebner, Annick Fougery
La trama
Nella Parigi degli anni Settanta, Galaï (Olga Karlatos) è una giovane attrice di origine nordafricana, chiamata dal suo compagno, il regista Hamdias, a interpretare il ruolo di una terrorista algerina sottoposta a tortura. Lei deve cercare di immedesimarsi il più possibile nella parte, lui è un rivoluzionario di professione: per entrambi la finzione si confonde pericolosamente con la realtà, mentre il mondo circostante cerca di ostacolarli in tutti i modi.
Tortura è anche il titolo della canzone italiana che fa da colonna sonora al film ed è interpretata dall’attrice Olga Karlatos. L’autore del testo è Nikos Papatakis, e la musica è di Nico Fidenco.
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 10/02/2012 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
Nessuno nella realtà può essere solidale con un morto, se non da morto, o prossimo a morire, per la sua stessa causa; con un torturato, se non si mette in condizioni di subire la tortura, affinché un giorno tutto questo finisca. [...] Non c’è nessuna forza al mondo, nessun sistema, che possa recuperare, a parte i nostri cadaveri, gli ultimi secondi della nostra vita, il nostro ultimo respiro. Certo, si potrà sempre distorcere il significato di questo atto, massacro, carneficina, bagno di sangue, suicidio collettivo. Ma gli umiliati, gli oppressi, nella loro rivolta, sono i soli a dare un senso ai loro atti, che tu qualifichi come abietti, tu, comunità internazionale, tu che hai concesso loro l’abiezione come unico stile di vita.
Nell’aprile del 1976, subito dopo l’uscita del film, uno dei tre cinema parigini in cui veniva proiettato venne distrutto da un attentato dinamitardo, mai rivendicato, ma di probabile matrice reazionaria. L’opera fu immediatamente ritirata, e fu riportata alla luce solo nel 2005. Sono passati più di trent’anni, ma nulla è cambiato, e udire quelle parole ci fa ancora molto male. La violenza continua a chiamare la violenza. Il pianeta ribolle, e nessuno si sente al sicuro.
10 febbraio 2012 Opinione di OGM su "Tortura"
Che cos’è la rivoluzione, se non un dolore autoinflitto, in risposta all’orrore perpetrato ai danni di altri? Si può cercare il martirio nella tortura e trovare nel proprio grido l’autentica voce della verità. L’attrice Galaï non deve fingere di essere una terrorista algerina: deve esserlo realmente, provare strazio e paura quando trasporta una borsa esplosiva o subisce le scariche elettriche dei suoi aguzzini, ed incutere le stesse sensazioni nello spettatore. Il popolo è...
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