Roba da matti (2011)
La trama
La legge di Riforma Psichiatrica n° 180 ha portato alla chiusura di quelli che un tempo venivano chiamati manicomi e ha predisposto la realizzazione di strutture alternative nelle quali possano trovare ospitalità pazienti affetti da sofferenza mentale. Stanca di non trovare un posto adeguato in tutta la Sardegna per la sorella Paola, Gisella Trincas decide di risolvere da sola il problema fondando senza l'aiuto delle istituzioni Casamatta, una residenza socio-assistenziale con sede a Quartu Sant'Elena. Poiché la residenza non ha ricevuto alcuna autorizzazione al funzionamento per via della presenza di barriere architettoniche tipiche di un'abitazione civile e il proprietario non è disposto a rinnovarle il contratto di affitto, Gisella deve escogitare una soluzione affinché il suo sogno non vada in frantumi.
Il 51enne Enrico Pitzianti (già conosciuto per lavori assai interessanti, tra cui Tutto torna) denuncia (supportato dalla Società Umanitaria e dalla Cineteca Sarda) il vergognoso stato delle cose con un documentario al contempo tenero e arrabbiato, filmando e registrando la vita quotidiana degli straordinari inquilini di Casamatta e di coloro (quasi esclusivamente donne mai dome, a partire da Gisella Trincas) che hanno ancora voglia di lottare contro i soprusi, i pregiudizi e le follie (queste sì) della Pubblica Amministrazione. Un film militante senza furori e stimmate, attraversato da volti, gesti, abbracci, lacrime, sorrisi, pugni ideali e materiali sbattuti (con pudore) sul tavolo, che non si dimenticano.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 16/2012
L'opinione più votata
Di reginaldo scritta il 19/03/2012 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
Così nel Paese di Basaglia e dei Manicomi chiusi da trent’anni il capriccio di un operatore pubblico, uno psichiatra pieno di invidia e rancore verso “i basagliani”, complice il quotidiano del luogo, innesca una bomba. La bomba è carica di menzogne e stupidità (in quella casa si compirebbero irregolarità e violenze), ma i suoi effetti divengono micidiali se maneggiata in un clima fatto di ignoranza e arretratezza culturale. Attraverso le conseguenti peripezie dei personaggi, i magnifici operatori e la prodigiosa famiglia, scopriamo su uno sfondo a tratti grottesco, le pieghe più indecorose e meschine di una diffusa “società del rifiuto”. Il contrappunto poetico ma reale, a cui il regista da splendidamente risalto con il tocco delicato di una cinepresa che interagisce familiarmente, è dato dalla fierezza e dignità dei nostri paladini, armati di una grande maturità affettiva e da una piena consapevolezza dei loro diritti. Alla fine saranno loro a spuntarla e il “casaccio” si sgonfierà come neve al sole (Casamatta è un luogo socio-assistenziale, riproduce una normale situazione familiare, e non può e non deve attenersi alla normativa prevista per le strutture sanitarie). Ma Pitzianti, attraverso la vicenda ci costringe ad interrogarci su quanto ognuno di noi fa, o può ulteriormente fare perché in Italia cresca la cultura dei diritti e del valore della responsabilità (quanta, nel film, quella del medico del Servizio Sanitario Nazionale, del giornalista in cerca di scoop e del Carabiniere dei NAS che del primo avvalora implicitamente le dichiarazioni calunniose?)
aldoom
19 marzo 2012 Opinione di reginaldo su "Roba da matti"
Il merito principale di Pitzianti è stato di “entrare in gioco nel tempo reale”, senza nessuna esitazione, quando un macigno tutto umano si abbatteva sulla Casamatta e di aver scelto di testimoniare “in diretta” le vicende degli ospiti. Così lo spettatore, ricondotto nel 2009, si trova ad essere, a fianco ad una famiglia di otto persone, toccanti nella loro sensibilità e amabili per la commovente tenacia, testimone di fatti incredibili (roba da matti) ma purtroppo tipici, e...
voto al film: 
















