La parola ai giurati (1957)
Con Henry Fonda, Lee J. Cobb, Ed Begley, E. G. Marshall, Jack Warden
13/04/2011
Sequenze. La parola a Lumet.
“Le testimonianze che possono mandare un ragazzo alla sedia elettrica debbono essere precise”. Questo dice il giurato “numero otto”, che usa le parole per smascherare un...
di Peppe Comune
La trama
Dodici giurati sono riuniti in consiglio per decidere della sorte di un diciottenne accusato d'omicidio. Undici lo ritengono colpevole. Soltanto uno, Davis, lo considera innocente; trattandosi di una possibile condanna a morte, è necessaria l'unanimità. Con appassionata eloquenza e con il rigore dei suoi ragionamenti, Davis convince gli altri uno a uno che l'accusa non regge.
Esordio registico di Sidney Lumet, da un teleplay di Reginald Rose, è uno dei suoi film migliori. Tutto si svolge in un unico ambiente, i personaggi non sono mai schematici e la tensione è fortissima grazie anche al perfetto lavoro degli interpreti, guidati dagli antagonisti Fonda e Lee Cobb.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 19/05/2010 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
[Lee J. Cobb a Henry Fonda]
L'esordio sul grande schermo di Sidney Lumet, dopo alcuni anni di frequentazioni televisive: per la sua prima regia sceglie un testo dello sceneggiatore Reginald Rose (qui anche produttore insieme ad Henry Fonda) già rappresentato in tv (per la regia di Franklin J. Schaffner) in un episodio della serie Studio One trasmesso a settembre del 1954 con straordinario successo di pubblico, ovvero una sottile disquisizione, nelle forme del court room drama, sul principio del ragionevole dubbio alla base del sistema giuridico americano. Nel chiuso della camera di consiglio di un tribunale si riuniscono i dodici giurati chiamati ad emettere il verdetto su un caso di omicidio. L'imputato, un giovane diciassettenne, è accusato di aver accoltellato il padre dopo un furibondo litigio, perciò un verdetto di colpevolezza unanime, su cui non sembrerebbero esserci dubbi, lo condannerebbe alla sedia elettrica. All'inizio delle consultazioni, però, uno dei giurati (Henry Fonda) esprime un parere controcorrente, costringendo tutti gli altri a riesaminare attentamente il caso. Uno script congegnato al millimetro, incalzante nelle sue evoluzioni drammaturgiche, che, rispettando le unità aristoteliche di tempo, luogo e azione, ricostruiscono i dettagli della vicenda processuale lasciandoli emergere dal dibattito infuocato tra i giurati. Lumet padroneggia suspense e tensione immergendoli negli angusti spazi della messinscena grazie al taglio serrato del montaggio (curato da Carl Lerner), evocando atmosfere sempre più claustrofobiche ed opprimenti man mano che il crescendo della narrazione raggiunge il suo climax emotivo. Girato in poco più di due settimane con un budget di 340000 dollari, candidato a tre premi Oscar (Henry Fonda, Lee J. Cobb e sceneggiatura, ma dovettero arrendersi alla messe di statuette piovuta su Il ponte sul fiume Kwai) e vincitore dell'Orso d'oro al festival di Berlino, ammantato dai toni suggestivi del magico bianco e nero della fotografia di Boris Kaufman (il fratello minore di Dziga Vertov), alla prima collaborazione con Lumet (seguiranno, poi, Pelle di serpente, Il lungo viaggio verso la notte e L'uomo del banco dei pegni), La parola ai giurati si avvale di un cast d'interpreti strepitoso, dai superbi Henry Fonda e Lee J. Cobb che si rimpallano le scene madri più coinvolgenti, allo straripante Jack Warden che da subito ammonisce i colleghi: "Ho telefonato all'ufficio meteorologico, oggi sarà la giornata più calda dell'anno"...
28 ottobre 2011 Opinione di jonas su "La parola ai giurati"
In un tribunale sta per concludersi un processo contro un giovane dei quartieri malfamati, accusato di aver ucciso il padre: le prove a suo carico sono schiaccianti, ma per condannarlo a morte ci vuole l’unanimità. Dei dodici giurati, undici sono convinti della sua colpevolezza e solo uno nutre un ragionevole dubbio. Nel corso del dibattito emergono i diversi caratteri degli uomini, i loro pregiudizi, le loro debolezze, i moventi a volte inconfessabili delle loro azioni (c’è chi vuole...
voto al film: 
20 ottobre 2011 Opinione di Ramses72 su "La parola ai giurati"
Un film che dura 95 minuti effettivi!Ovvero la storia si svolge in questo lasso di tempo.Tutto svolto in una stanza.Tutto basato sul dialogo.Tutto basato sulla trama,sulla capacita' e personalita' degli attori.Per fortuna esistono tanti film vecchi da vedere.....
voto al film: 
19 agosto 2011 Opinione di AlexPortman80 su "La parola ai giurati"
“The true administration of justice is the firmest pillar of good government” (la frase che campeggia sulla facciata del Palazzo di Giustizia di New York) Voto: 10/10. Esordio sul grande schermo memorabile per Sidney Lumet (6 anni dopo il debutto in televisione), con un’opera complessa nella sua apparente semplicità: la scelta di raccontare tutto in un’unità di spazio e tempo evidenzia ancora di più la qualità della messa in...
voto al film: 
31 luglio 2011 Opinione di Baliverna su "La parola ai giurati"
Certo che per far funzionare così bene un film tutto ambientato in una stanza ci voleva proprio Sidney Lumet, che si sarebbe poi rivelato un esperto degli spazi piccoli e chiusi. Tuttavia anche la sceneggiatura attenta e precisa ai dialoghi e alla definizione dei personaggi ha una parte non piccola del merito della riuscita di questo film. Esso è un forte atto d'accusa ai procedimenti giudiziari che portano alla condanna a morte di un presunto colpevole; le strutture...
voto al film: 
18 luglio 2011 Opinione di Mazinho su "La parola ai giurati"
Unico e poderoso film!!!!!! Davvero eccellente!
voto al film: 
17 luglio 2011 Opinione di chribio1 su "La parola ai giurati"
quando lo vidi,penso che avevo verso i 12 anni su un canale privato locale,ne rimasi molto colpito per il fitto intensificarsi dei colloqui fra i vari giurati fino ad arrivare al grande colpo a sorpresa finale per la liberazione dell'imputato.voto.9.
voto al film: 
10 aprile 2011 Opinione di LorCio su "La parola ai giurati"
La parola ai giurati, titolo esplicativo dell’originale 12 Angry Men, è tante cose. È l’esordio di Sidney Lumet, probabilmente il più onesto e raffinato artigiano della Hollywood del secondo Novecento, e dio solo sa quanto abbiamo bisogno di registi che non conoscono il significato della parola “boria”. È un prodotto tutt’altro che vanaglorioso, senza un eccessivo dispiego di mezzi tecnici, tratto da un teledramma (e questa operazione...
voto al film: 
10 settembre 2010 Opinione di barabbovich su "La parola ai giurati"
Capolavoro di Sidney Lumet, alla sua prima regia cinematografica dopo anni di televisione, tratto da un teledramma di Reginald Rose (qui in veste anche di coproduttore), servito da un cast stellare e capace di imprimere forza e tensione a un'opera estrema con elementi da cinema espressionista, girata tutta all'interno di un unico spazio chiuso, l'auletta adiacente al tribunale. Il film ha avuto due rifacimenti: uno diretto da William Friedkin nel 1997 e un altro da Nikita Mikhalkov nel 2008.
voto al film: 
4 settembre 2010 Opinione di luca826 su "La parola ai giurati"
VOTO 8+ SUPERBO (Tv Marzo 99) Secco, preciso film di denuncia con una regia di matematica perfezione. Lumet (esordiente!), prende di petto il problema morale ma anche giudiziario messo in questione dalla storia per vibrare un violento atto d'accusa al bigottismo, al menefreghismo, alla superficialità ed alla mancanza di valori della società americana del periodo. Tanto è vero che ogni personaggio racchiude in sè un difetto, tranne Fonda che è la miccia che...
voto al film: 
18 agosto 2010 Opinione di Peppe Comune su "La parola ai giurati"
Dodici giurati, al chiuso di una stanza, devono decidere sulla sorte di un giovane ragazzo accusato di aver ucciso il padre a coltellate dopo una violenta lite. E' necessaria l'unanimità di giudizio perchè la pena prevista per i casi di omicidio è la condanna a morte. Undici giurati sono persuasi che le prove portate dall'accusa siano sufficienti per formulare una sentenza di condanna. Uno solo non ne è convinto, il giurato "numero otto"(Henry Fonda) che, con un...
voto al film: 






























