Peccato che sia una canaglia (1954)
Con Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica
La trama
Il tranquillo taxista si innamora di uma bella popolana specializzata... in truffe
La vita di Paolo (Mastroianni), un tranquillo e indolente autista di taxi, viene sconvolta dall'incontro con Lina (Loren), una bella popolana, abile in borseggi e piccole truffe. Lina e la sua famiglia, sconclusionata come lei, affascinano Paolo che ce la mette tutta per redimere la ragazza.
Tratto da un racconto di Moravia, il film è una commedia di costume arguta, narrata con maestria e ricca di trovate. La Loren sguazza nel ruolo, Mastroianni acerbissimo e simpatico fa da spalla.
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 24/04/2011 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Ma si sa quando siamo innamorati, noi uomini riusciamo a farci prendere per il culo a 360 gradi.
Il film ha un ritmo comico irresistibile, un susseguirsi di eventi e situazioni esilaranti che la sapiente sceneggiatura sostiene con vigore. Ai duetti serrati (dialoghi botta e risposta vivacissimi) Marcello Sofia si aggiunge la ciliegina sulla torta di un De Sica in stato di grazia, capace con la sua falsa flemma inglese e la sua filosofia esistenzial-furbesca di scatenare in sala irrefrenabile riso.
Lo stile e il tono di voce con il quale il grande De Sica pronuncia “Questi giovani d’oggi, non vogliono impegnarsi, sono pigri” riferendosi a furtarelli di poco conto (lui è invece è un mago nel far sparire le valige alla stazione Termini) o quando esclama “Signor commissario è tutto uno spiacevole disdicevole malinteso” (incastrato insieme alla figlia Sophia da un furibondo e vendicativo Marcellino nell’atto di commettere l’ennesimo scippo) valgono da soli il prezzo del biglietto. E poi la Loren è davvero irresitibile in quel volere avere sempre l’ultima parola o quando intona l’ossessionante ritornello di Bingo Bongo e la sua prorompente bellezza e bravura ci fanno dimenticare l’improbabile ma inevitabile lieto fine.
Tratto da un racconto di Alberto Moravia, la sceneggiatura vede tra gli autori i mitici Ennio Flaiano e Suso Cecchi D’Amico ( e si sente).
23 ottobre 2011 Opinione di steno79 su "Peccato che sia una canaglia"
Un film di puro divertimento, una commedia forse un pò leggerina, ma che si segue con piacere e che regala allo spettatore un'ora e mezza di evasione in maniera garbata e spassosa. Mastroianni fa il tassista innamorato di una simpatica ladra interpretata dalla Loren, qui giovanissima (solo vent'anni) ma già al culmine del proprio splendore fisico, e anche la sua interpretazione mi sembra più spontanea e meno artefatta di molte altre performances successive. I suoi duetti con Marcello...
voto al film: 
24 aprile 2011 Opinione di Snaporaz68 su "Peccato che sia una canaglia"
Di questo film ho un ricordo particolare legato al Festival di Berlino 2006: faceva parte di una retrospettiva dedicata al cinema italiano e venne applaudito calorosamente e con convinzione dal pubblico della Berlinale. Alessandro Blasetti dirige magistralmente Vittorio De Sica, Marcellino Mastroianni e la canaglia Sophia Loren. Direi una simpatica canaglia (ladra, come il padre De Sica) anche se martirizza il povero Marcellino, ingenuo e pronto a bersi l’ennesima fregnaccia della...
voto al film: 
18 giugno 2010 Opinione di bradipo68 su "Peccato che sia una canaglia"
La commedia di Blasetti,date le sue indubbie capacità registiche, è assai piacevole.Ottimo ritmo,un ottimo gruppo di attori,uno sguardo sereno e ironico su quello che si agita nel sottobosco romano,un tentativo di furto di un taxi sarà solo il primo accadimento che porterà a ben altro.La cosa curiosa è che pur essendo Mastroianni molto più esperto della Loren è lei che diventa il fulcro del film con il suo vitino da vespa e le forme...
voto al film: 
22 ottobre 2008 Opinione di mm40 su "Peccato che sia una canaglia"
C'è un trio di attori che lavora impeccabilmente (De Sica-Loren-Mastroianni), la regia di Blasetti che fa il suo dovere, c'è una storia tratta da Moravia e qualche spunto in chiave di commedia all'italiana (vedi la scena del commissariato, quando De Sica ordina al garzone del bar per tutti i presenti). E' una commediola senza grandi pretese che vive di queste componenti, già di per sè sufficienti a renderla gradevole.
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13 marzo 2008 Opinione di teaestefano su "Peccato che sia una canaglia"
Gradevole e divertente film, che ricorda non poco "Susanna" di Hawks. Si ride più volte, specie quando al trafelato Mastroianni capita un inconveniente dopo l'altro sempre a causa della Loren, e quando De Sica fa il gran signore onesto (ruolo che gli era congeniale). Credo che le divertenti battute sul ladroneccio della famiglia De Sica (dai bambini alla vecchia) siano farina del sacco di Suso Cecchi d'Amico, sceneggiatrice come oggi non ce ne sono più. Da ridere soprattutto la sequenza...
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30 dicembre 2006 Opinione di ilmarchese su "Peccato che sia una canaglia"
Ottimo film, frizzante e tipicamente anni '50. Merito di un cast di attori di primissimo ordine e del bravo Blasetti, regista purtroppo spesso dimenticato. L'ambientazione romana, popolare e genuina, contribuisce a dare quel tocco in più. Voto: 8
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28 dicembre 2006 Opinione di Giobbe su "Peccato che sia una canaglia"
Il film è un vero e proprio capolavoro!
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21 dicembre 2006 Opinione di sonicyouth su "Peccato che sia una canaglia"
Gradevolissima commedia con un trio d'interpreti che l'Italia non avrà più.
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17 ottobre 2006 Opinione di emmepi8 su "Peccato che sia una canaglia"
Un film di Blasetti va sempre guardato con un occhio di riguardo, il film ottenne un certo successo, ma come ci si era prospettati, da un racconto di Moravia e sceneggiato dallo stesso regista con Continenza e Suso Cecchi d'Amico. Il film era destinato alla coppia Mastroianni/Lollobrigida ed il regista ci teneva in modo particolare, avendo scoperto la Lollo in Altri Tempi, ma l'attrice era impegnatissima all'epoca e dovette rinunciare all'operazione, la sostituzione non fu di quelle felici...
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20 ottobre 2002 Opinione di woody su "Peccato che sia una canaglia"
Il tormentone Loren associato al micidiale brano non può non far uscire dai gangheri il povero Mastroianni. Naturalmente si sorride per le numerose beffe di cui è vittima l'ingenuo tapino. La maliziosa birba, il padre e la famiglia intera, infatti, son scaltri imbroglioncelli e lesti borsaioli ma, naturalmente, di buon cuore; prima che le cose possano però risistemarsi ed i due protagonisti comprendere a fondo la natura dei loro sentimenti, incapperanno in diverse traversie. L'operazione...
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