Opinione di Snaporaz68 su Peccato che sia una canaglia
Con Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica
- sufficienti [3]
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Sul film
Di questo film ho un ricordo particolare legato al Festival di Berlino 2006: faceva parte di una retrospettiva dedicata al cinema italiano e venne applaudito calorosamente e con convinzione dal pubblico della Berlinale. Alessandro Blasetti dirige magistralmente Vittorio De Sica, Marcellino Mastroianni e la canaglia Sophia Loren. Direi una simpatica canaglia (ladra, come il padre De Sica) anche se martirizza il povero Marcellino, ingenuo e pronto a bersi l’ennesima fregnaccia della bellona.
Ma si sa quando siamo innamorati, noi uomini riusciamo a farci prendere per il culo a 360 gradi.
Il film ha un ritmo comico irresistibile, un susseguirsi di eventi e situazioni esilaranti che la sapiente sceneggiatura sostiene con vigore. Ai duetti serrati (dialoghi botta e risposta vivacissimi) Marcello Sofia si aggiunge la ciliegina sulla torta di un De Sica in stato di grazia, capace con la sua falsa flemma inglese e la sua filosofia esistenzial-furbesca di scatenare in sala irrefrenabile riso.
Lo stile e il tono di voce con il quale il grande De Sica pronuncia “Questi giovani d’oggi, non vogliono impegnarsi, sono pigri” riferendosi a furtarelli di poco conto (lui è invece è un mago nel far sparire le valige alla stazione Termini) o quando esclama “Signor commissario è tutto uno spiacevole disdicevole malinteso” (incastrato insieme alla figlia Sophia da un furibondo e vendicativo Marcellino nell’atto di commettere l’ennesimo scippo) valgono da soli il prezzo del biglietto. E poi la Loren è davvero irresitibile in quel volere avere sempre l’ultima parola o quando intona l’ossessionante ritornello di Bingo Bongo e la sua prorompente bellezza e bravura ci fanno dimenticare l’improbabile ma inevitabile lieto fine.
Tratto da un racconto di Alberto Moravia, la sceneggiatura vede tra gli autori i mitici Ennio Flaiano e Suso Cecchi D’Amico ( e si sente).
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