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Il piccolo fuggitivo (1953)

[The Little Fugitive, USA 1953, Commedia, durata 75', b/n]   Regia di Ray Ashley, Morris Engel, Ruth Orkin
Con Richie Andrusco, Ricky Brewster



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il piccolo fuggitivo: presente
Ritmo ritmo in Il piccolo fuggitivo: presente
Impegno impegno in Il piccolo fuggitivo: presente
Tensione tensione in Il piccolo fuggitivo: presente
Erotismo erotismo in Il piccolo fuggitivo: assente

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FilmTV assegna il voto buono a Il piccolo fuggitivo

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La trama

Per fare uno scherzo a Joey, 7 anni, gli vien fatto credere di aver ammazzato il fratello maggiore alle cui cure era temporaneamente affidato. Joey scappa di casa e va a Coney Island, dove passa un giorno e una notte di sogno fra la folla, i luna park, la spiaggia. Con una rara sensibilità di osservazione i tre autori hanno confezionato un piccolo grande film che ha la verità del documentario e, al tempo stesso, la compattezza di una favola sull'infanzia. 

L'opinione più votata

Di 21thcentury schizoid man scritta il 02/01/2011 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto buono

Caso più unico che raro di film la cui regia risulta accreditata a ben tre nomi, Morris Engel, Ruth Orkin e Ray Ashley, “Il piccolo fuggitivo” (vincitore del Leone d’Argento alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1953) è un’opera fieramente indipendente, girata con uno stile libero e creativo, che fa dell’improvvisazione la propria bandiera. Il film racconta, senza alcuna retorica, il complesso e articolato mondo dell’infanzia attraverso le disavventure di cui rimane vittima un bambino di sette anni, Joye, al quale viene fatto credere di essere il responsabile della morte di suo fratello, Lennie. Tra Lennie e Joye intercorre un rapporto di amore-odio; lo capiamo sin dall’inizio quando, mentre gioca per strada, il secondo dice del primo: “Lui è Lennie, il mio fratello maggiore, oggi compie dodici anni. Questo è il suo regalo di compleanno: un’armonica. Lennie è bravo a suonare l’armonica e anche a giocare a baseball. Non si merita un regalo perché mi prende in giro di continuo. Non mi lascia neanche toccare la sua armonica”. Lennie, dal canto suo, ribatte: “Lui è Joye, il mio fratello minore. Tutti dicono sempre: ” Non è da baciare?” E baciatelo, allora! Joye non è male, ma in estate è una rottura perché la mamma lavora e devo badare io a lui. Sono contento che sia sabato. Joe è molto sveglio per la sua età, sa tutto sui cavalli, non pensa ad altro. Non conoscerete mai un bambino così matto per i cavalli”.
La morte di Lennie a cui abbiamo accennato prima, in realtà, è una messa in scena ordita da egli stesso: il suo scopo è quello di punire Joye, “colpevole” di avergli fatto perdere la possibilità di festeggiare il compleanno come avrebbe tanto desiderato, cioè passandolo alle giostre di Coney Island. Tutto nasce quando la mamma dei due ragazzini, residenti in un modesto appartamento a Brooklyn, deve partire improvvisamente per andare a trovare la propria madre malata: prima di lasciare i figli a casa da soli con sei dollari e una lista della spesa, la donna prega Lennie di prendersi cura del fratello minore.
Costretto controvoglia a badare a Joye, Lennie deve così rinunciare a festeggiare il suo compleanno assieme agli amici. Ebbro di rabbia a causa di ciò, per vendicarsi del torto subito, il ragazzo pensa bene di organizzare uno scherzo crudele: far credere a Joye di averlo ucciso con un colpo di fucile. Lo sparo, ovviamente, è finto ma Joye, completamente ignaro del fatto che sia tutto una burla, da quel momento si convince di essere il colpevole della morte del fratello. Divorato dal senso di colpa, Joye se ne scappa tutto solo a Coney Island.
Qui lo vediamo passare una giornata prima al luna park, dove, tra giostre varie, tiro al bersaglio, enormi ruote panoramiche e leccornie di ogni tipo, spende tutti i soldi che sua madre gli aveva lasciato prima di partire, poi sulla spiaggia, dove trascorre il tempo a recuperare le bottiglie vuote, che si premura di riportare al deposito dal quale le stesse provengono, al fine di ottenere cinque centesimi per ogni vuoto ritrovato. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Il piccolo fuggitivo


2 gennaio 2011 Opinione di 21thcentury schizoid man su "Il piccolo fuggitivo"
21thcentury schizoid man

Caso più unico che raro di film la cui regia risulta accreditata a ben tre nomi, Morris Engel, Ruth Orkin e Ray Ashley, “Il piccolo fuggitivo” (vincitore del Leone d’Argento alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1953) è un’opera fieramente indipendente, girata con uno stile libero e creativo, che fa dell’improvvisazione la propria bandiera. Il film racconta, senza alcuna retorica, il complesso e articolato mondo...

voto al film: 21thcentury schizoid man assegna il voto buono a Il piccolo fuggitivo (1953)

4 commenti
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6 maggio 2008 Opinione di Zardoz su "Il piccolo fuggitivo"
Zardoz

Un bambino, a causa di uno scherzo fugge di casa e passa un giorno intero al parco dei divertimenti di Coney Island. Sincero, poetico ma realistico al tempo stesso, totalmente privo di retorica, è visto in modo efficace dal punto di vista dei bambini. Parla di piccole cose, racconta una storia minimale, e con pochissimi mezzi, ma lo fa in modo stupendo e oserei dire insuperabile. Ci sono molti capolavori della storia del cinema che sono di gran lunga inferiori a questo film.

voto al film: Zardoz assegna il voto buono a Il piccolo fuggitivo (1953)

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