Pickpocket (1959)
Con Martin Lassalle, Marika Green, Pierre Leymarie, Jean Pélegri
La trama
Sorpreso in un tentativo di scippo, dopo una lunga "carriera" di furtarelli vissuti come trasgressione, Michel finisce in carcere. Quando esce diventa ladro professionista. Un nuovo arresto e la relazione con una ragazza-madre saranno veicolo di una ritrovata pace con se stesso. Al centro della parabola dostoevskiana, asciutta e anti-narrativa, un personaggio intrappolato tra gli opposti automatismi dell'integrazione sociale e della rivolta. Bresson dirige un "romanzo breve" senza musica, giocando siu dettagli delle mani e su piani emricani di non-attori, costruendo un realismo dell'anima, assolutamente terreno, che mostra l'invisibile nel visibile.
L'opinione più votata
Di barabbovich scritta il 2011-01-07 20:24:11 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [1]
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2011-06-21 16:41:45 Opinione di Axeroth su "Pickpocket"
«Talvolta non comprendo quegli individui che lanciano il sasso nello stagno e scappano. La coscienza galoppa e le gambe sono troppo corte e lente per fuggirla» Il processo della coscienza è come questo sasso. Michel, di madre malata e senza un lavoro, sceglie la carriera del borseggiatore. Di tentativo in tentativo diventerà sempre piu' abile fino a divenire un vero e proprio destreggiatore dell'arte del taccheggio come un chirurgo del furto. Finisce in...
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2011-05-14 14:48:46 Opinione di mm40 su "Pickpocket"
Quinto film in quasi quindici anni per Bresson, che dimostra di sapersi contenere anche nella durata (settantacinque minuti appena di pellicola) e di avere ormai fatto di un cinema sobrio, asciutto, riflessivo, di personaggi e situazioni minimali la propria bandiera, il proprio 'marchio di fabbrica'. Anche se in realtà questo è puro artigianato: autore personalissimo, il regista francese prosegue infatti in Pickpocket (in Italia intitolato anche Diario di un ladro) un discorso...
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2011-02-07 20:13:38 Opinione di ligeti su "Pickpocket"
I film più disperati vengono scambiati spesso per film freddi e senza sentimento. Ad un’analisi superficiale, rischiano infatti di risultare intellettualistici, cerebrali e forse addirittura insinceri. Come se la disperazione emergesse dalla mente e non invece dal profondo del cuore. Come se costituisse una dichiarazione di resa e coincidesse con una non-volontà di cambiamento. In realtà, la disperazione rappresenta quasi sempre una manifestazione, forse la...
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2011-01-10 15:28:44 Opinione di silvia25 su "Pickpocket"
il pickpocket(borsaiolo) del film è Michel,ladro per orgoglio e passione,almeno fin quando non lo riconoscerà nella frase finale del film:"Oh Jeanne,per giungere fino a te, che strano cammino ho dovuto intraprendere". Opera principale di Bresson che raccoglie gli elementi fondamentali del suo cinema:dal diario alla voce fuori campo di Diario di un curato di campagna alla prigione e al gioco con le mani di Un condannato a morte è fuggito,fino a quegli sguardi, così...
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2011-01-07 20:24:11 Opinione di barabbovich su "Pickpocket"
Ispirato da ideali superomistici secondo cui le persone troppo dotate sono anche al di sopra della legge, Michel (La Salle) dà inizio, a Parigi, alla sua carriera di borseggiatore. Dopo essersi messo in società con due complici e avere trovato rifugio in Italia ed in Inghilterra per un breve periodo, Michel viene acciuffato dalla polizia. Vedendo il sole a scacchi pensa al suicidio, ma il nascente amore per Jeanne (Marika Green), una ragazza madre, lo farà...
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2010-04-26 08:42:17 Opinione di OGM su "Pickpocket"
Il personaggio-tipo del cinema di Robert Bresson è l’individuo insolito e fragile, penosamente affezionato alla propria singolare condizione, la quale, però, appare insostenibile di fronte al mondo. Come ne Il diario di un curato di campagna o in Quattro notti di un sognatore, anche in Pickpocket il protagonista è colui che, a dispetto del giudizio altrui, crede appassionatamente al proprio essere, e persevera nel proprio “errore” con una...
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2010-04-23 20:23:38 Opinione di Peppe Comune su "Pickpocket"
Michel è un borseggiatore abbastanza bravo che però non trasforma mai la sua destrezza in un miglioramento della sua condizione di vita. Ruba ma non fa fruttare i guadagni delle sue malefatte e tiene pericolosamente la refurtiva con se. Vive in una stamberga, veste sempre trasandato e ha la tristezza stampata sul volto. Sembra non avere interessi se non quello di coltivare la sua abilità con le mani per migliorarsi in una pratica che, prim'ancora di rappresentare un...
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2009-10-28 15:42:00 Opinione di AIDES su "Pickpocket"
Pickpocket ha la sottigliezza pesante di una pagina dostoevskiana, il minimalismo prezioso e naturale di un semplice diario. La redenzione di un misero borsaiolo di nome Michel è ripercorsa con stile sintetico e laconico, sulla superficie di un destino segnato e rassegnato all'interno del piccolo mondo dei poveri cristi, ai margini della società ci-vile. Il passivo e incerto ladro incarna con vacuità e paIlore la mancanza di un autentico sentimento di vita, e l'anima di...
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2008-09-12 14:58:29 Opinione di steno79 su "Pickpocket"
VOTO 10/10 Insieme al Condannato a morte è fuggito, il capolavoro assoluto del regista: un'altra odissea spirituale di autodistruzione e di redenzione finale, amaro e toccante ritratto di un personaggio reso schiavo dall'insana passione per il furto. La scena finale con il bacio fra le sbarre del carcere raggiunge una commozione devastante (soprattutto quando si ascolta la celebre frase "O Jeanne, che strano cammino ho dovuto percorrere per arrivare fino a te"), ma sono molti i momenti...
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