Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
scrivi la tua opinione

Opinione di barabbovich su Pickpocket

[Pickpocket, Francia 1959, Drammatico, durata 75', b/n]   Regia di Robert Bresson
Con Martin Lassalle, Marika Green, Pierre Leymarie, Jean Pélegri




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

Non ancora bookmarkato  
07/01/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Ispirato da ideali superomistici secondo cui le persone troppo dotate sono anche al di sopra della legge, Michel (La Salle) dà inizio, a Parigi, alla sua carriera di borseggiatore. Dopo essersi messo in società con due complici e avere trovato rifugio in Italia ed in Inghilterra per un breve periodo, Michel viene acciuffato dalla polizia. Vedendo il sole a scacchi pensa al suicidio, ma il nascente amore per Jeanne (Marika Green), una ragazza madre, lo farà desistere dai suoi propositi. Girato, come di consueto, con uno stile scarno, sobrio, in bianco e nero, privo di qualsiasi ammiccamento alla spettacolarità, senza suscitare alcuna simpatia verso il destino pure amaro di questo personaggio dostoevskijano, Pickpocket riesce ad essere un film di altissima tensione emotiva e morale. Da una parte, infatti, le scene dei furti - che richiesero la collaborazione di un ladro di professione (Kassagi) - sono girate con rara maestria, alternando piani medi e primi piani, ed accompagnate da un montaggio di rigore scientifico. Mentre tutto ciò alimenta, sul piano narrativo, una tensione emotiva fortissima - accentuata dall'algida indifferenza alle proprie azioni del suo protagonista, dal suo sguardo imperturbabile, il suo abbigliamento dimesso e fuori misura - dall'altra si coglie tutta la tensione morale che anima il personaggio. Mosso da un'etica giansenista che privilegia l'ascesi del singolo, il film è anche un viaggio nell'interiorità lacerata del suo protagonista, non a caso raccontata attraverso la lettura dei passi del suo diario. Sulla deriva esistenziale di un ladruncolo, lo stesso Bresson tornerà anni più tardi con L'argent.


SI

Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?