Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
scrivi la tua opinione

Opinione di degoffro su La pietra che scotta

[The Hot Rock, USA 1973, Commedia, durata 101']   Regia di Peter Yates
Con Robert Redford, George Segal, Zero Mostel, Ron Leibman




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

Non ancora bookmarkato  
28/02/2003 voto al film: voto buono

Sul film

Perché oggi non si riescono più a realizzare opere così riuscite, divertenti senza essere volgari, intelligenti e spiritose, con un cast molto azzeccato, sceneggiatura ad orologeria (dell'esperto William Goldman) in cui ogni elemento è al posto giusto? L'ambasciatore di uno stato africano che ha appena raggiunto l'indipendenza ingaggia un gruppo di simpatici e decisamente pasticcioni rapinatori, affinché recuperino da un museo di Brooklyn una pietra preziosa simbolo del suo paese. La compagnia è quantomeno sui generis: George Segal è un tipo molto agitato e casinista, si esalta perché il loro colpo, peraltro non riuscito, è sulle prime pagine dei giornali, ha grande ammirazione e totale fiducia nel cognato Robert Redford, l'esperto del gruppo, compassato e all'apparenza tranquillo e sicuro di sé (si scoprirà poi che anche lui ha diversi problemi allo stomaco e che inoltre è anche piuttosto sprovveduto se è vero che si fa rubare il suo prezioso orologio da un poveraccio in una sequenza di grande humor: al barbone che gli dice quanto apprezzi il suo orologio, Redford risponde di scrivere a Babbo Natale, magari ne riceverà in regalo uno identico); c'è poi l'esperto di esplosivi e un quarto soggetto, meccanico, che colleziona i Gran premi acustici di Formula Uno, ascolta cioè dischi in cui sono riportati i rombi e ogni minimo rumore delle macchine sui circuiti di gara!! I nostri eroi comunque sono pronti per un'impresa che non pare impossibile, soprattutto perché l'ambasciatore è disposto a fornire loro ogni mezzo necessario pur di riavere la sua pietra. Già nel museo però sorgono i primi problemi: George Segal ha delle difficoltà a scardinare le serrature e, una volta riuscito, rimane intrappolato nella campana di vetro dove è protetta la pietra (sequenza davvero esilarante e spassosa). L'arrivo delle vere guardie giurate, distratte con un finto incidente, costringe i nostri a fuggire e uno di loro, arrestato, pur di non cedere la pietra la ingoia. Dopo essere riusciti a far evadere il loro compagno, vengono a scoprire che ha lasciato la pietra nella sua cella. Grazie alla continua e paziente collaborazione dell'ambasciatore, al quale presentano liste sempre più impegnative (l'ambasciatore si domanda se prima o poi avranno bisogno anche di un potente sommergibile per riprendere il prezioso), i nostri improvvisati banditi volano con estremo pericolo (per sé e per la città) con un elicottero sopra New York e non senza difficoltà e sbagli (atterrano anche sopra un palazzo nella convinzione che sia la prigione, salvo poi scoprire, grazie a due vecchietti piuttosto increduli, che avevano sbagliato indirizzo e che devono volare ancora per due isolati) riescono a penetrare, certo senza passare inosservati, nel penitenziario (la guardia chiede loro se non hanno sbagliato posto!!!) ma qui trovano un'altra sorpresa: la pietra non c'è più. Chi l'avrà presa? A questo punto entra in gioco un losco e avido avvocato (uno strepitoso e come al solito irresistibile Zero Mostel capace di corrompere il fino ad allora irreprensibile ambasciatore) e ci sarà bisogno addirittura dell'aiuto di una maga ipnotizzatrice (Afghanistan/Bananistan) prima della sorpresa finale. Ritmo indiavolato (Peter Yates è un artigiano con i fiocchi, di quelli di cui Hollywood ormai da tempo ha perso lo stampino), battute a gogò, interpreti brillanti e spassosi (grande Redford, scintillante Segal), divertimento allo stato puro senza un attimo di noia, colpi di scena a ripetizione, situazioni esagerate ed incredibili come nei cartoon più assurdi, ironia sagace e contagiosa. Cinema di puro intrattenimento, rilassante, intrigante e allegro, piacevole e mai monotono: dunque cinema da rimpiangere profondamente. Voto 7+


SI

Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?