Il portaborse (1991)
Con Nanni Moretti, Silvio Orlando, Angela Finocchiaro, Giulio Brogi
La trama
Luciano Sandulli, professore di lettere, arrotonda scrivendo libri e articoli per un autore in crisi. Un giorno viene convocato a Roma dal ministro Botero, che lo assume perché gli stenda discorsi e interventi. Sandulli esita, sconsigliato dalla fidanzata, ma poi accetta. Dopo il primo momento di infatuazione per l'ambiente e per il capo, si accorge però che Botero è un politicante volgare e senza scrupoli, dedito soltanto al culto del potere. Saprà abbandonarlo ritrovando la propria dignità. Film "premonitore", che dà occasione a Luchetti, Rulli e Petraglia (sceneggiatori)e Moretti di mostrarci brillantemente il volto nascosto della politica. Pur un po' semplice nelle soluzioni e con una regia incerta, è un film coraggioso e a tratti acuto.
L'opinione più votata
Di bukowski91 scritta il 20/05/2011 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
Ma oltre alle malefatte economiche e giudiziarie ci sono anche quelle umane, come l’ipocrisia. Ne è un esempio la morte di del poeta Carlo Sperati, a cui Botero rinunciò il vitalizio per meriti artistici, per poi elogiarlo ai suoi funerali per avere il solito riscontro elettorale…in fin dei conti posso benissimo affermare che non è un film superato, anzi è di un’attualità sconvolgente
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15 aprile 2012 Opinione di marcopolo30 su "Il portaborse"
Magnifico ritratto dell'Italia sul finire della cosiddetta Prima Repubblica (non troppo differente dalla Seconda, non in senso negativo, quanto meno). Luchetti riesce ad imbastire una storia ricca di significati, ma che al tempo stesso scorre via piacevole. Grandiose le musiche: richiamano in un certo senso le vecchie commedie anni '50.
voto al film: 
24 febbraio 2012 Opinione di Enrique su "Il portaborse"
Ascesa e caduta di un giovane brillante letterato alla corte di uno spregiudicato, cinico e ipocrita personaggio di spicco del panorama politico italiano, uomo (ahimè) del nostro tempo. La sceneggiatura è estremamente ricca di spunti e intelligente, sia per la scrupolosa evidenziazione del deprecabile sistema clientelare, sia per l'attenzione nel delineare i crescenti sensi di colpa del professore (paradigmatica la scena dove, al termine di un funerale, lui e altri 2 si danno degli...
voto al film: 
20 maggio 2011 Opinione di bukowski91 su "Il portaborse"
Siamo nel 1991 alle porte di Tangentopoli, che scoppierà nel febbraio dell’anno successivo. Il sistema ormai è avvertito da tutti come sporco e corrotto e si comprende anche che sotto sotto si sta covando qualcosa…Il sistema è visto con gli occhi di un sincero e onesto professore di italiano, che non se la passa molto bene economicamente e decide di lavorare ai discorsi del ministro Cesare Botero, diventandone col tempo anche uno degli uomini di fiducia. Ma...
voto al film: 
17 febbraio 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "Il portaborse"
Moretti è ottimo in un personaggio completamente sgradevole ma è bravo anche Orlando e parte della forza del film si deve a loro. Incerta la regia di Luchetti. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:1 ritmo:2 impegno:3 tensione:2
voto al film: 
9 dicembre 2010 Opinione di Artemisia1593 su "Il portaborse"
Efficace ritratto di uno spregiudicato ministro socialista pre-Mani Pulite. Trovo che il film sia superiore al piu' recente Caimano. Nanni Moretti magistralmente odioso.
voto al film: 
7 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "Il portaborse"
Il professor Luciano Sandulli (Silvio Orlando) conduce la sua tranquilla vita di provincia sulla costa amalfitana finché non entra nello staff elettorale del ministro delle Partecipazioni Statali Cesare Botero (Nanni Moretti), uomo politico rapace e iattante che non ha tutti i mercoledì in ordine. In cambio dei discorsi per il ministro, Sandulli ottiene molto più di quello che gli entra in busta paga, salvo poi schifarsi delle malefatte del suo datore di lavoro al punto...
voto al film: 
30 maggio 2010 Opinione di supadany su "Il portaborse"
VOTO : 6/7. Un film in cui qualcosa non funziona a dovere, ma che in fondo riesce a coinvolgere grazie ai due protagonisti (intesi sia come attori ma soprattutto per la tipologia dei personaggi). Un politico arrogante ed arrivista per cui conta solo raggiungere i suoi obiettivi ed il suo ghost writer, un uomo qualunque che prende questo compito per arrotondare le entrate. All’inizio di questa “collaborazione” piace al professore di lettere che si trova in un mondo...
voto al film: 
2 dicembre 2009 Opinione di bradipo68 su "Il portaborse"
Essere ghost writer di un ministro ha i suoi vantaggi.Scrittore noto agli addetti ai lavori,anche professore di un piccolo liceo di provincia,viene assunto come scrittore di discorsi nello staff del ministro Botero.E cominciano a fioccare i vantaggi,i finanziamenti per ristrutturare il palazzo gentilizio in rovina nel quale dimora arrivano in men che non si dica,arrivano soldi cash e un auto,una BMW cabrio rossa.Ma arriva anche l'inquietudine perchè più si avvicina al mondo...
voto al film: 
6 novembre 2009 Opinione di michel su "Il portaborse"
FACCIAMOCI DEL MALE L’attacco al cinismo della classe politica colpisce di riflesso l’intera società italiana ormai assuefatta e forse soddisfatta del malcostume dei suoi dirigenti. “Meglio un politico brillante e disonesto che un uomo onesto e grigio” può dire impunemente ai suoi elettori il ministro Botero. “Il portaborse” non è un Agit-Prop, anzi se ne esce con l’impressione che ormai è troppo tardi per cambiare...
voto al film: 
21 ottobre 2009 Opinione di hallorann su "Il portaborse"
Un paio di anni fa Angelo Barbagallo ha lasciato la SACHER FILM, piccola casa di produzione indipendente fondata vent’anni fa con Nanni Moretti. E’stata una bella realtà del nostro cinema recente perché ha concretizzato la possibilità di fare film in modo autonomo sganciati dalle grandi case di produzione e distribuzione, se non accuratamente ricercate e altrettanto libere da vincoli di sorta. Insieme non hanno solo prodotto le opere dirette da Moretti...
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