Prénom Carmen (1983)
Con Jean-Luc Godard, Maruschka Detmers, Myriam Roussel
La trama
Una ragazza di nome Carmen (Detmers), invischiata in un gruppo terrorista, sta organizzando un sequestro di persona. Chiede aiuto a uno zio stralunato (Godard), regista cinematografico, perché crei un diversivo con la troupe. Il piano però non funziona e, nello scontro a fuoco, un poliziotto, innamorato di Carmen, la uccide. La lotta dei sessi, le vite polverizzate e possedue dai media, in un mix visivo-sonoro ndi grande fascino (splendida la scena con lo stacco da uno degli ultimi quartetti di Beetthoven a "Ruby's Arms" di Tom Waits). Alla mostra di Venezia del 1983 ottenne il Leone d'oro. Maruschka Detmers, al suo primo film importante, si impose come attrice dalla dirompente carica erotica.
L'opinione più votata
Di callme Snake scritta il 05/05/2010 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
Cosa viene prima del nome? Un nome definisce, mette ordine (non a caso, "ordet" significa "parola"), o così dovrebbe essere.
Ma se il significante ha perso i contatti con il significato, allora la parola è generatrice di caos, è inutile e vuota.
Sia Kaj Munk che Dreyer lo sanno molto bene, è uno dei temi che carsicamente scorre sotto i comportamenti delle due famiglie di Ordet, apparteneneti a diverse professioni di fede che si scontrano su dispute teologiche, riempiendosi la bocca di parole e perdendo di vista la Parola nonché la fede stessa (in Ordet ci sono tantissime allusioni allo scontro tra pietisti, grundtvighiani, razionalisti. Al contrario, nel Johannes rinsavito e nei bambini abbiamo una fede "kierkegaardiana", più personale, autentica, poetica).
Godard porta avanti una riflessione laica sulla parola oggi, in una società che la priva di significato, e mette in scena lo scontro tra ordine e disordine con ironia e leggerezza.
Da un lato abbiamo la musica, le prove del concerto, i Quartetti di Beethoven e Ruby's Arm di Tom Waits: la musica è ciò che viene prima del nome, è il logos, l'armonia. La ragazza di Joseph (l'equivalente del Don Juan nell'Opera), o aspirante tale, è una concertista. Joseph la ripudia poiché troppo diversa da lui, che invece è impulsivo e tende a improvvisare, caoticamente e tragicamente.
Dall'altro lato abbiamo la Carmen del titolo e il suo mondo, un'accozzaglia di pseudo-terroristi (simili a tanti altri ridicoli "sovversivi" del cinema godardiano) che agiscono senza un vero perché. Lei stessa si presenta come "quella che non dovrebbe chiamarsi Carmen". Se la protagonista dell'Opera infatti era una dominatrice, una manipolatrice, una vamp ante litteram, quella del film è più simile ad una femme fatale, una ragazza che agisce senza logica, in base al puro sentire del momento (ripete sempre "non lo so", rimanda sempre a domani), facendo innamorare più di un uomo e causando la sua stessa fine (chiunque nella vita abbia avuto a che fare con una donna del genere sa quali ferite possa lasciare in un uomo. L'autodistruzione finale al contario sembra più un'invenzione tardo ottocentesca e borghese per impaurire qualche Madame Bovary di turno).
Della Carmen di Bizet, ironicamente, rimane solo un motivetto fischiato in un bar, il finale, uno spunto iniziale, ed un nome. Un nome vuoto e insignificante.
"Come si chiama quando abbiamo da una parte i colpevoli e da una parte gli innocenti?" chiede Carmen più volte, senza, coerentemente con il suo carattere, ricordare la risposta. Sembra non esserci aurora, l'equivalente laico di un giudizio universale, nel Godard sociologo del mondo contemporaneo, se non fosse che, almeno nei suoi film, almeno nel suo stile, il segno torna prepotentemente a trovare un significato, mentre il suo cinema si fa composizione musicale di fronte ad un altro cinema (diciamo "della parola") che non comunica più niente.
- negative [5]
- sufficienti [1]
- positive [4]
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17 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "Prénom Carmen"
Questo film non è un film, non si tratta di pura e materialistica finzione riflessivo-dialogica di un patema vitale esistente e penetrante l'entità della natura in tutta la sua interezza, ma, d'altro canto, di un'ulteriore ripresa infinitesimale del percorso di idealizzazione e noeticizzazione metaparacinematografica ( ogni termine che abbia come prefisso "meta" rientra nella mia categoria di gradimento verbale).In tale opera "falsamente" ricostruita, ricomposta e volutamente...
voto al film: 
7 febbraio 2012 Opinione di ZioMaro su "Prénom Carmen"
Rende omaggio agli “small movies” con la sua durata contratta rispetto agli “aurei” 90 minuti, ma “Prénom Carmen” è uno dei più poetici e impetuosi capolavori di Jean-Luc Godard, perché per lui è un ritorno alla vita cinematografica. Alla sua Carmen, per cui “Zio Jean” ha una speciale predilezione, in apertura fa dire: “Finché sarà possibile, continueremo”. La storia di Carmen è un nuovo pretesto per raccontare di un amore folle e impossibile, questa volta...
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6 aprile 2011 Opinione di bluefalcon su "Prénom Carmen"
due sole parole Estremamente Noioso Anche la Detmers in fondo non è sto granche e ciò non giova al film
voto al film: 
5 maggio 2010 Opinione di callme Snake su "Prénom Carmen"
Quella di Prénom Carmen è un'altra storia che fatica a svilupparsi, un altro plot ed un altro spunto di partenza (la Carmen di Bizet) che si perdono nei meandri della (anti)narrazione di Godard, come nei precedenti Passion e Sauve Qui Peut (La Vie). Cosa viene prima del nome? Un nome definisce, mette ordine (non a caso, "ordet" significa "parola"), o così dovrebbe essere. Ma se il significante ha perso i contatti con il significato, allora la parola è generatrice...
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24 settembre 2009 Opinione di mm40 su "Prénom Carmen"
Elegantemente confuso, Godard procede storto per la sua strada (dritto sarebbe impossibile per lui) e mette in scena un lavoro come sempre pretenzioso e dai dialoghi molto più importanti delle azioni, ma anche un bel po' convulso e noiosetto. Discretamente forte la componente erotica, fuocherello sotto la cenere della costruzione narrativa, colonna sonora con brani di musica classica che si alternano (evidenziando la preoccupante mancanza di punti di riferimento nel lavoro) a Tom...
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31 dicembre 2008 Opinione di kotrab su "Prénom Carmen"
La Carmen vera è un sottotesto labile, ma persiste la carica erotica in questo contestato film di Godard, sempre sperimentale nello stile frammentario del montaggio visivo e sonoro, spesso oscuro nel significato, forse sopravvalutato ma almeno qui affascinante. Il regista si affida al repertorio musicale del quartetto d'archi, a sottolineare la struttura del film. Citando Giuseppe Ghigi, Prénom Carmen sviluppa infatti quattro diverse storie o luoghi narrativi. La prima...
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17 settembre 2008 Opinione di LorCio su "Prénom Carmen"
La Carmen di Bizet è un’opera lirica seducente. Appassiona col suo brio ardente e furioso, gioca con l’amore e la morte volando di scena in scena sul palcoscenico (che poi è la rappresentazione esibizionistica della vita). Il motivo per cui Godard sbaglia clamorosamente sta proprio qui: non azzecca il tono. Ora, io mi rendo conto benissimo che la poetica di un autore è un labirinto mentale nel quale è difficile addentrarsi. E poi: capire un autore non vuol dire condividere la sua...
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3 novembre 2007 Opinione di lucaskiesling su "Prénom Carmen"
godard non si smentisce mai: il suo cinema "rivoluzionario" spacca e spazza ogni sintassi, blocca il montaggio in una follia di ammasso, trasforma i dialoghi in farneticazioni tra l'assoluto e il televiso, ma fa almeno tre o quattro grandi sequenze, prenendosi abilmente in giro, recitando sostanzialmente se stesso. la detmers era veramente brava, un'attrice che non si lascia domare, ma il film è abbastanza sopravvalutato. la storia di carmen si prestava ad essere qualcosa di effettivamente...
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14 luglio 2006 Opinione di spopola su "Prénom Carmen"
Godard è indubbiamente un nome che è stato fondamentale nella mia formazione, un autore così importante e personale da lasciare segni profondi e indelebili nel mio immaginario, eppure nemmeno per lui riesco ad avere una “venerazione assoluta e incondizionata” sempre e comunque per tutto ciò che ha prodotto (è davvero singolare questo mio probabilmente esagerato “spirito critico” che tende spesso a cercare persino il “pelo nell’uovo”, ma non c’è davvero – purtroppo -...
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