Opinioni del pubblico su I pugni in tasca
Con Lou Castel, Paola Pitagora, Marino Masé, Pier Luigi Troglio, Liliana Gerace
L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su I pugni in tasca (1965)
3 novembre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "I pugni in tasca"
I PUGNI IN TASCA di Marco Bellocchio I DOLORI DEL GIOVANE MARCO “Sono convalescente da una scuola di odio e amore; nell'azione cattolica odiai la gioventù comunista. Qualche anno dopo, provai un senso di rancore per gli assistenti dell'azione cattolica. Poi sopraggiunse la fase della pietà universale. Comprensione per tutti. Dopo di che una breve fase di cinismo. Tutti ipocriti, tutti corrotti. Un paesaggio umano disperato, tutti colpevoli. Finalmente un nuovo rilancio classista" Marco Bellocchio Il 1965 è l'anno in cui esce,...
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11 maggio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "I pugni in tasca"
Il film di Bellocchio ha un che di straordinario perché condensa ed anticipa tematiche che raramente sono state trattate tanto bene in un'unica soluzione. Gli equilibri all'interno della casa sono delicati ma funzionano ed in tutta questa anormalità Augusto non pare uscire bene con il suo perbenismo, la sua vigliaccheria ed in una parola il suo essere borghese. Vengono in mente Spider Baby, Kynodontas e c'è in questo lavoro di Bellocchio qualcosa di universale e di sintetico che racchiude...
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9 gennaio 2012 Opinione di giuseppedimarco94 su "I pugni in tasca"
Frustrazione, obbligo, abitudine, sublimazione, sono elaborati in un'opera che gioca con i rapporti familiari, alterandoli, fraintendendoli, a partire dall'assurda sequenza iniziale del pranzo, dove la logica dello spazio e delle corrispondenze visive viene del tutto spezzata. Bellocchio sa lavorare su Sandro, caratterizzando la sua solitudine e la sua rabbia, l'impotenza, la felicità. Tremende le scene del rogo familiare e del funerale della madre, dove Sandro gioca sulla sua tomba....
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3 novembre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "I pugni in tasca"
I PUGNI IN TASCA di Marco Bellocchio I DOLORI DEL GIOVANE MARCO “Sono convalescente da una scuola di odio e amore; nell'azione cattolica odiai la gioventù comunista. Qualche anno dopo, provai un senso di rancore per gli assistenti dell'azione cattolica. Poi sopraggiunse la fase della pietà universale. Comprensione per tutti. Dopo di che una breve fase di cinismo. Tutti ipocriti, tutti corrotti. Un paesaggio umano disperato, tutti colpevoli....
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18 agosto 2010 Opinione di supadany su "I pugni in tasca"
VOTO : 7/8. Come smitizzare un’istituzione,come quella della famiglia borghese,in poche semplici mosse. Certo oggi può risultare, soprattutto agli occhi di uno spettatore disattento, un po’ datato, in realtà è ancora più attuale, per quanto in tanti ormai si cimentino con questa materia. Non si salva nessuno, è rottura completa. Augusto il figlio maggiore, è il più normale di tutti, ma anche lui in fondo spera in qualche...
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25 luglio 2010 Opinione di PompiereFI su "I pugni in tasca"
L’inverno è arrivato e anche la famiglia si congela! E’ finito il tempo per prendere comodamente il caffè a tavola. La morte, come una sventura di manzoniana memoria, si abbatte sulle abitudini e sulle sicurezze familiari e non lascia via di scampo. Bellocchio imbastisce un’indagine molto intima, e allo stesso tempo spietata, sulle convenzioni e le sgretola con la malattia mentale, il Diavolo in Corpo proprio di Alessandro & i suoi fratelli (il...
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17 febbraio 2010 Opinione di will kane su "I pugni in tasca"
Alta crudeltà nel film d'esordio di Marco Bellocchio, vera e propria bomba che si abbattè sulla metà degli anni Sessanta, con un racconto di devastazione degli abituali canoni di Famiglia mai mostrato così, nel nostro cinema. "I pugni in tasca" aggredisce con aguzzo furore il più intoccabile dei tabù italiani,con inedita sfacciataggine:propositi suicidi, una madre non vedente spinta giù in un burrone, un fratello con problemi mentali annegato...
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17 novembre 2009 Opinione di Mathiasparrow su "I pugni in tasca"
Timoroso di abbracciare in una volta sola una realtà troppo grande, Bellocchio procede per gradi affidandosi ad un singolo personaggio (l'eccellente Lou Castel) e accerchiandolo con altri comprimari esemplari; sono i fulcri su il regista erigerà un piccolo monumento epocale. Fra gli intenti regna l’ambizione del descrivere una società opprimente a partire dalla cellula base, la famiglia. Le vicende narrate rendono impossibile fraintendere il messaggio del...
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19 ottobre 2009 Opinione di OGM su "I pugni in tasca"
I personaggi di questo film si dibattono nell'atmosfera ovattata della provincia italiana, che rende vano e ottuso ogni slancio emotivo. Gli spunti drammatici abortiscono in sfoghi puerili, mentre il paesaggio è troppo aspro, le strade sono troppo strette e le stanze troppo ingombre di oggetti perché la poesia possa toccare il suolo. Il disagio mentale è lo stagno dei sentimenti e dei desideri, unito alla difficoltà di tradurli in parole ed azioni. La psicosi di...
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22 settembre 2009 Opinione di Manuel Fantoni su "I pugni in tasca"
A mio parere il miglior esordio italiano alla regia di sempre ( assieme ad ossessione di Visconti). Che ci dice Bellocchio? ci dice che le relazioni affettive sono state sostituite dallo slancio affaristico e utilitaristico. Ispirato da Godard, pervaso da un macabro senso dell'umorismo, è una delle pellicole fondamentali del cinema italiano. Radicale, estremo, incompromissorio, devastante, ma assolutamente lucido, tratta in linea di massima la storia di una ragazzo epilettico che per...
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16 ottobre 2008 Opinione di mm40 su "I pugni in tasca"
Un film dotato a livello di tecnica registica e di recitazione, con una storia inquietante e tutta basata sulla riflessione, sui risvolti psicologici piuttosto che sull'azione. Cosa volesse poi in realtà dire Bellocchio di preciso a me probabilmente sfugge. Non andrò a cercare in rete le soluzioni del giochino: troppo facile. Mi limito a dire come ho interpretato la situazione: i quattro fratelli sono quattro differenti lati dell'animo umano (razionale, irrazionale, sensibile, insensibile...
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23 luglio 2008 Opinione di LorCio su "I pugni in tasca"
Ha costruito il sessantotto, ha forgiato una generazione appisolata di ribelli contestatori, ha fatto esplodere la rabbia giovane, ha stimolato i ragazzi a togliere dalla tasche i pugni. Il pugno chiuso, simbolo comunista ma anche di un’ideale lotta contro “il mostro borghese”, al grido di “famiglie vi odio!”. A urlarlo per primo è Marco Bellocchio. La sua opera prima, “I pugni in tasca”, va letta anche in questo modo, non solo come opera filmica, ma soprattutto come...
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2 novembre 2006 Opinione di Zarathustra su "I pugni in tasca"
Un film davvero molto intenso e duro. Siamo nel 1965 e quindi è un film parlato ma poteva tranquillamente essere un film muto, nelle opere di Bellocchio sono le immagini che parlano e sempre le immagini che raccontano. Si racconta la storia di una famiglia di 4 figli che vivono con una madre cieca, tutti i figli sono diversi tra loro e stanno come a rappresentare la nuova generazione nelle sue varie sfaccettature mentre la madre è il passato, un passato di violenza e privazione che la resa...
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18 giugno 2006 Opinione di 2 pac su "I pugni in tasca"
Bellissimo affresco di una famiglia borghese di quegli anni...Le immagini strazianti si ricollegano inevitabilmente al periodo storico che riguarda la contestazione giovanile...I pugni in tasca, ci fa capire la superficialità dell'uomo immobile ai trambusti economico-sociali di quel tempo...VOTO 9.
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5 giugno 2006 Opinione di sonicyouth su "I pugni in tasca"
Ottimi attori per un film coraggioso e molto difficile. 2 aggettivi per descriverlo: morboso e disturbante
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30 maggio 2006 Opinione di z mostel su "I pugni in tasca"
Tragico epilogo di una famiglia priva di figure solide e determinanti. Il phatos narrativo raggiunge il culmine con l'emozionante aria della "Traviata".
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29 maggio 2006 Opinione di pea su "I pugni in tasca"
morboso, nichilista, a tratti ai confini con il grottesco. penso il piu' grande o uno dei piu' grandi esordi cinematografici. sembra impossibile che un film di uno spessore tale sia datato 65 e soprattutto targato 'italia'. solo chi è cresciuto in queste zone geografiche credo possa ammirare la bravura e il realismo nel descrivere il disagio, l'ansia, e gli squilibri psichici che accompagnano queste montagne e colline. questo film li rappresenta in modo perfetto e notevole. ha 41...
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15 maggio 2005 Opinione di full metal ale su "I pugni in tasca"
Esordio scioccante di Marco Bellocchio che ha scritto e diretto uno dei migliori film italiani degli anni ’60. “I pugni in tasca” non è solo un affresco al vetriolo della condizione di una famiglia al di fuori del normale, ma una potente denuncia dell’Italia mutilata, dell’Italia che doveva cambiare. Correva il 1965 e i pugni erano ancora in tasca, per le piazze non vi era ancora molto movimento, ma si sentiva già nell’aria che qualcosa si stava tramutando. E un giovane...
voto al film: 
dal 21/5 al 27/5
- 1 Men in Black 3 2.591.957,00
- 2 Dark Shadows 1.122.660,00
- 3 The Avengers 457.344,00
- 4 Quella casa nel bosco 457.100,00
- 5 American Pie: Ancora insieme 450.594,00
- 6 Cosmopolis 330.899,00
- 7 La fredda luce del giorno 245.995,00
- 8 Molto forte incredibilmente vicino 239.484,00

















