Opinione di bradipo68 su Queimada
Con Marlon Brando, Evaristo Marquez, Renato Salvatori, Dana Ghia
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Sul film
La rivoluzione pianificata a tavolino,come nei migiori circoli culturali.Una partita a scacchi sfruttando gli indigeni vessati.Dopo un paio di anni da quello che resta il suo migliore film,la battaglia di Algeri,Gillo Pontecorvo ritorna con un film ambizioso e imperfetto.Ambizioso perchè è un film girato con dovizia di mezzi che non lesina scene di massa spettacolari,con un antieroe (spietato braccio della ragion di Stato)convincente che ha le fattezze di Marlon Brando per una volta non impegnato a rincorrere i suoi fantasmi da Actors' Studio,con un racconto che spesso riprende lo stile scarno ed efficace,quasi da documentario nelle scene di battaglia che ricordano molto quelle girate all'epoca del suo film precedente.Imperfetto perchè è ben palpabile fin dall'inizio la pesantezza delle metafore che incombono,il suo voler parlare nominalmente di una rivoluzione nella zona delle Antille ma in pratica si parla di guerre e rivoluzioni molto più moderne (Vietnam,Cuba) e si enunciano didascalicamente le teorie marxiste che concernono colonialismo e rivoluzione.Dal punto di vista spettacolare Queimada è veramente un bel vedere soprattutto per la geometria infallibile delle scene di battaglia,ma proprio per affannarsi a spiegare anche il non necessario perde molto della sua forza.A Pontecorvo va il merito di una regia di grande polso e di grande senso dello spettacolo che cerca di riscattare un copione non propriamente irresistibile.E gli va ascritto anche il merito di essere riuscito a cavare fuori il meglio da un divo bizzoso e narcisista come Marlon Brando,qui disciplinato e al servizio del film come non mai.Peccato che a tratti diventi didascalico,peccato per quel simbolismo che lo appesantisce.
Sulla regia di Gillo Pontecorvo
la regia è la cosa migliore del film
Sull'interpretazione di Marlon Brando
decisamente bravo e tenuto a freno
Sull'interpretazione di Evaristo Marquez
non memorabile
Sull'interpretazione di Renato Salvatori
un po'grottesco quando lo dipingono in faccia per farlo apparire mulatto
Sull'interpretazione di Dana Ghia
apprezzabile
Commenti
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11 gennaio 2010, 11:21 di hallorann
Opinione da sottoscrivere la tua Emidio...come hai precisato tu il personaggio di Salvatori a tratti è mulatto a tratti no...il reclutamento di Marquez (un non professionista completamente all'asciutto di cinema) è diventato leggenda e credo che Pontecorvo abbia fatto un miracolo nel farlo recitare affianco a Brando ingannando tutti (dai produttori al divo americano) sui suoi presunti e fittizi trascorsi teatrali.
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11 gennaio 2010, 11:38 di bradipo68
grazie per la curiosità riguardo Marquez.Per essere un non professionista allora se la cavò davvero bene...
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