Quel treno per Yuma (1957)
Con Glenn Ford, Van Heflin, Felicia Farr, Leora Dana
La trama
Povero ed onesto contadino ma abilissimo tiratore Dan Evans deve scortare fino a Yuma il bandito Ben Waden. Ma i banditi lo asserragliano nella cittadina, e dovrà riuscire a saltar fuori all'ultimo minuto insieme al prigioniero e a tuffarsi nel treno. Ottimo western con venature psicologiche, costruito su una serratissima unità di tempo, luogo e azione. Nella tensione tra individuo e comunità può ricordare "Mezzogiorno di fuoco". Suspence mozzafiato nel finale, celebre canzone di Frankie Lane a far da leitmotiv.
L'opinione più votata
Di Neve Che Vola scritta il 06/09/2009 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
Ecco le parole della canzone all'inizio (che spero siano corrette, mi ha aiutato un amico americano):
There is a lonely train called the 3:10 to Yuma.
The pounding of the wheels is more like a mournful sigh,
There's a legend and there's a rumour, when you take the 3:10 to Yuma,
You can see the ghosts of outlaws riding by,
(Riding by
In the sky)
Way up high the buzzards keep circlin the train,
While below the cattle are thirsting for rain...
(C'è un treno solitario, chiamato il treno delle 3:10 per Yuma
il rumore delle ruote assomiglia più a un singhiozzo lamentoso,
c'è una leggenda ed una voce, quando prendi questo treno,
che tu possa vedere i fantasmi dei fourilegge che cavalcano (nel cielo)
Lassù gli avvoltoi tengono circolo intorno al treno,
mentre di sotto il bestiame brama per la pioggia...)
Se sono corrette come credo, ecco che riassumono fin dall'inizio il doppio carattere che ha l'andare a Yuma, in prigione: di punizione ed allo stesso tempo di liberazione.
In tutto il film pare che Ford/Ben Wade si renda ben conto di essere, in fin dei conti, un disperato. Non solo tenta di persuadere Heflin/Dan Evans di lasciarlo andare, minacciandolo, offrendogli dei soldi, in ogni modo; allo stesso tempo non perde tempo di notare quanto egli sia più fortunato ad avere una moglie e dei bambini che lo aspettano. "Cercherò di riportarglielo indietro vivo" commenta verso la donna preoccupata. Il treno che lo porta a Yuma nella realtà dei fatti, su un altro piano, più psicologico, lo porta verso la redenzione, da escluso dalla società e solitario al tipo di vita che in fondo deve aver sempre desiderato.
E' proprio questa doppia valenza, a mio avviso, a dare credibilità al finale: Dan Evans sacrifica la vita degli stessi che avevano tentato di farlo fuggire (un eccezionale Richard Jaeckel nel ruolo di Charlie), come se smettesse di far parte di loro, per prendere quel treno e salvare la propria vita e quella di Heflin. Se avesse sacrificato Heflin, avrebbe ucciso una parte di sè, forse l'unica occasione che gli si presenta di cambiare, senza contare che l'influenza e la dirittura morale del povero contadino devono averlo profondamente influenzato (una delle frasi più commoventi del film la dice proprio Heflin, mentre la moglie lo supplica di rinunciare. Forse prima poteva, ma ora "ho sentito Alex gridare, un ubriacone ha dato la vita per difendere il diritto alla pace che tutti abbiamo. Potrò far di meno?") Invece sacrifica quelle parti di sè che lo tengono prigioniero dei propri demoni.
Alla fine cade la pioggia, proprio come fosse una fiaba, e infatti lo è, una fiaba unica, bellissima e veritiera. Da quel treno si possono vedere cose fantastiche, come i fantasmi dei fuorilegge, come la propria verità psichica.
E di nuovo interviene la canzone (la musica fa da leitmotiv al film, perfino Ford la fischietta e si ode una ragazza che la canta):
So when you take the train called the 3:10 to Yuma,
And leave the things you love you leave with a silent prayer.
(a silent prayer)
(...)
When the 3:10 to Yuma whistles it's sad refrain
Take that train.
(Cosi', quando prendi quel treno chiamato il Treno delle 3:10 per Yuma,
e lasci le cose che ami, parti con una preghiera silenziosa
(...)
quando il treno delle 3:10 per Yuma sussurra il suo triste ritornello
prendi il treno).
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5 febbraio 2012 Opinione di armonica1996 su "Quel treno per Yuma"
Buon western con un buon ritmo di azione e un titolo italiano perfetto, è così bello che hanno fatto anche un remake tentando di superare la bellezza dell ' originale, ma chiaramente non riuscendoci.
voto al film: 
8 maggio 2011 Opinione di ed wood su "Quel treno per Yuma"
Western atipico, ma non eccezionale. Delmer Daves resta un minore, a mio modesto parere, nonostante i suoi ammirevoli (e in parte riusciti) tentativi di rinnovare il genere dall'interno, arricchendolo tanto di realismo quanto di lirismo. Si nota, in questo celebre film, quella tensione tipica delle opere realizzati in epoche di transizione, sospese (e indecise) fra tradizione e innovazione. Questo sono stati gli anni 50 per Hollywood, specialmente per la sua punta di...
voto al film: 
6 settembre 2009 Opinione di Neve Che Vola su "Quel treno per Yuma"
Nutro pochi dubbi sul fatto che sia uno dei migliori western della storia del cinema. Ecco le parole della canzone all'inizio (che spero siano corrette, mi ha aiutato un amico americano): There is a lonely train called the 3:10 to Yuma. The pounding of the wheels is more like a mournful sigh, There's a legend and there's a rumour, when you take the 3:10 to Yuma, You can see the ghosts of outlaws riding by, (Riding by In the sky) Way up high the buzzards keep circlin the train, While below...
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2 maggio 2009 Opinione di michel su "Quel treno per Yuma"
IN PRINCIPIO ERA IL CIELO Un contadino sfida la morte per orgoglio. Il cielo terso e la terra dura fortificano uomini e donne rendendo puri di cuore persino i banditi. Ritmo lento da ballata triste, vivacizzata più dal sarcasmo di G. Ford che dalle sparatorie. Immersa nella sua fotografia iperrealista la vicenda assume le forme e il tono della parabola. L’intento morale conduce il regista sulla strada dell’astrazione, ma le sue creature esemplari conservano una loro intensa umanità....
voto al film: 
28 dicembre 2008 Opinione di Estonia su "Quel treno per Yuma"
Un classico, anche se la struttura generale del film è abbastanza anticonvenzionale rispetto agli stereotipi western dell’epoca. Meno spazio all’azione e più attenzione alla introspezione psicologica dei personaggi. Ritmi rallentati e buona suspence. Una colonna sonora di grande fascino. Facendo un parallelo tra questo e il film di Mangold del 2007, Glenn Ford dà al personaggio di Wade uno spessore diverso, molto più convincente e sardonico rispetto a Russell Crowe. Il dialogo tra...
voto al film: 
31 ottobre 2008 Opinione di emmepi8 su "Quel treno per Yuma"
Un western che adopera argomenti diversi, spostando anche certe aspettative di personaggi con attori a ruoli invertiti, ed il gioco riesce in pieno. Il remake rifatto di recente, anche se rispetta la storia al novanta per cento, è su un'altra ottica e quindi un fatto a sé. Qui si sfrutta la storia in maniera diversa, con la posizione verso il bandito gentiluomo, mentre rimane un po' poco riempita quella del contadino, un po' opaca e messa al servizio dell'altra. Lo schema della...
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20 agosto 2008 Opinione di G89 su "Quel treno per Yuma"
Un antico western anni 50' con un po e anche meno di dispiaciere: mezz'ora di film
voto al film: 
27 giugno 2008 Opinione di sasso67 su "Quel treno per Yuma"
Ottimo western psicologico, classico nello stile, ma già moderno nei contenuti. Conciso nella durata, per niente retorico - salvo che nella canzone, peraltro bella, che porta il titolo originale del film ("3:10 to Yuma") - alieno dall'accodarsi alla logica della contrapposizione manichea tra bene e male, Daves, già maturato attraverso esperienze passate alla storia, come "L'amante indiana" (1950) e "Rullo di tamburi" (1954), ha capacità tecniche e narrative di prim'ordine. Se su...
voto al film: 
1 ottobre 2007 Opinione di scapigliato su "Quel treno per Yuma"
Western classico e minimalista per eccellenza alla “Mezzogiorno di Fuoco” di cui riprende anche il motivo del treno. La storia infatti è semplice, e semplicimente mitica (nell’accezione corretta del termine). Abbiamo un criminale diabolico quanto affascinante e seduttivo, Glen Ford; un agricoltore molto primitivo, pratico e col viso imperfetto di Van Heflin; un viaggio da fare tra insidie varie; un treno che deve partire, quindi una scadenza da rispettare; un assedio da cui...
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19 marzo 2007 Opinione di teaestefano su "Quel treno per Yuma"
Capolavoro! Narrazione solida e asciutta, personaggi studiati con precisione, trama memorabile, tensione altissima. Fin dalla sigla e dalle note della bellissima canzone si capisce che ci si trova davanti a un grande film. Prima che il cinismo di Pekinpah invadesse il genere, si giravano questi film splendidi non solo dal punto di vista tecnico (come Pekinpah), ma anche per il loro messaggio morale, che mi stupisco che nessun altro commento abbia rilevato. Glenn Ford è un seduttore in tutti...
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