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L'uomo che prende gli schiaffi (1924)

[He Who Gets Slapped, USA 1924, Drammatico, durata 80', b/n]   Regia di Victor Sjöström
Con Marc MacDermott, Lon Chaney, Norma Shearer, John Gilbert, Tully Marshall



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'uomo che prende gli schiaffi: assente
Ritmo ritmo in L'uomo che prende gli schiaffi: assente
Impegno impegno in L'uomo che prende gli schiaffi: assente
Tensione tensione in L'uomo che prende gli schiaffi: assente
Erotismo erotismo in L'uomo che prende gli schiaffi: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'uomo che prende gli schiaffi

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'uomo che prende gli schiaffi (voti: 4 media: 4,75) 4

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locandina di L'uomo che prende gli schiaffi

La trama

Persi la moglie e i documenti "top secret" del suo lavoro, uno scienziato diventa clown in un circo. Un film che sposa poesia e tragedia; fu la prima grande produzione della Metro Goldwin Meyer con un grandissimo Lon Chaney. 

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L'opinione più votata

Di Axeroth scritta il 04/05/2011 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto ottimo

LO SCHIAFFO DELL'IRONIA |

 
'RIDE BENE CHI RIDE ULTIMO' cita il proverbio enunciato nell'incipit dell'opera di Sjostrom.-

Quasi un film pirandelliano. Il sentimento del contrario, sfocia fuori dallo schermo come uno scherno. Nel finale il corpo di Lon Chaney viene scaraventato da una massa di clown fuori dal globo terrestre, verso l'adilà, fuori di scena, lascia la ribalta, e lo spettacolo continua. Ciò che rimane nel tripudio del pubblico sono risate, e ciò che affiora negli animi degli attori nello show, sono innumerevoli quesiti esistenziali: sulla morte, sulla vita, sull'amore, e se ci sia qualcosa da comprendere al di là della risata. Aldilà, è il fine ultimo dopo la vita, al di là di ogni cognizione materiale. Spesso quando osserviamo un individuo commettere qualcosa a noi strambo, anormale, folle, spesso lo riteniamo: diverso, pazzo, e ciò scatura un allontanamento, un'incomprensione, un annullamento dell'importanza della sua persona, lo evitiamo, lo lasciamo al suo destino che riteniamo frivolo, inutile... ma perchè?? come mai? E' forse la paura del diverso? è forse il sentimento della paura, del temere qualcosa che la nostra esperienza o la nostra vita non concepiscono? perchè si sceglie di evitare una realtà, piuttosto che affrontarla e comprenderla? L'immedesimazione, è un grosso impegno, richiede pazienza, intelletto, e soprattutto richiede empatia, e grandi capacità psicologiche. 'Un nano vestito di verde, con delle scarpe arancioni ed una cravatta giallo fluorescente che ci accompagna alla toilette.' Divertente? assurdo? folle? o curioso? L'unica cosa certa è che è strano. Ma cos'è per definizione la stranezza? non è forse quel mattone che sta in alto alle mura attorno alla limitatezza della nostra coscienza? Non è forse quel punto nero su un foglio bianco che quasi ci disturba la visuale? Non è forse quel recondito stimolo di spinta oltre la superficialità che interiormente spesso evitiamo vivendo? Siamo sicuri di aver già imparato tutto, di sapere, di avere, di essere ecc... ed in fin dei conti, chi o cosa siamo realmente? Non siamo forse solo degli uomini? E ciò che riteniamo strano, non è forse una parte dell'umanità alla quale apparteniamo? Spesso lo dimentichiamo.

Siamo egocentrici, presuntuosi, quasi olisticamente al centro dell'universo. Ci sentiamo individui in grado di capire e poter interpretare tutto. Ci sbagliamo! L'unico modo di comprendere, di capire, di sapere, di prendere consapevolezza di ciò che ci circonda, è penetrare dall'altra parte, manifestarci nell'altra parte della medaglia e vedere come siamo visti da noi stessi in quell'altro corpo, o in quell'altra realtà. Ma per vivere quella realtà dobbiamo aver dimenticato chi siamo, perchè se passiamo all'altra sponda con la coscienza predefinita, svolgeremo una valutazione errata e fuorviante a ciò che realmente l'altra parte sta vivendo. ESPANDI +
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Opinioni su L'uomo che prende gli schiaffi


4 maggio 2011 Opinione di Axeroth su "L'uomo che prende gli schiaffi"
Axeroth

LO SCHIAFFO DELL'IRONIA |   'RIDE BENE CHI RIDE ULTIMO' cita il proverbio enunciato nell'incipit dell'opera di Sjostrom.- Quasi un film pirandelliano. Il sentimento del contrario, sfocia fuori dallo schermo come uno scherno. Nel finale il corpo di Lon Chaney viene scaraventato da una massa di clown fuori dal globo terrestre, verso l'adilà, fuori di scena, lascia la ribalta, e lo spettacolo continua. Ciò che rimane nel tripudio del pubblico sono risate, e ciò...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a L'uomo che prende gli schiaffi (1924)

2 commenti
[utile per 4 utenti]

4 dicembre 2010 Opinione di mm40 su "L'uomo che prende gli schiaffi"
mm40

L'uomo che prende gli schiaffi non è un generico omaggio alla figura del clown: è un'interpretazione, piuttosto, di tale ruolo come di uno strumento che l'arte utilizza per suscitare il riso - e quindi la gioia - del pubblico (anche degli stolti e dei malvagi, sottolinea il film). E, in fondo, la vita è amare e ridere. Sjostrom e Carey Wilson adattano l'omonima opera teatrale di Leonid Andreyev affidando il ruolo centrale al bravo Lon Chaney, specializzato in horror e...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a L'uomo che prende gli schiaffi (1924)

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31 maggio 2010 Opinione di OGM su "L'uomo che prende gli schiaffi"
OGM

Vivere è come stare sopra un palcoscenico, in mezzo a personaggi ostili e davanti a un cinico uditorio, di cui si diventa facilmente lo zimbello. L’ironia può essere allora un porgi l’altra guancia di carattere creativo, che, ammorbidendo il bersaglio, rovina all’avversario il gusto di colpire. La scelta di Paul Beaumont - brillante scienziato che, dopo aver subito un pesante tradimento affettivo e professionale, decide di diventare un clown - è una...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a L'uomo che prende gli schiaffi (1924)

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