Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
scrivi la tua opinione

Opinione di lorenzodg su Quinto potere

[Network, USA 1976, Drammatico, durata 120']   Regia di Sidney Lumet
Con Faye Dunaway, William Holden, Peter Finch, Robert Duvall




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

Non ancora bookmarkato  
19/06/2011 voto al film: voto buono

Sul film

"La tua vita è un cumulo di banalità", "Tu sei la televisione...", "Questa è la vita reale".
Nello scontro 'familiare' prima dell'epilogo Lumet mette in bocca ai suoi personaggi una serie di frasi 'ficcanti' e 'disarmanti'. La tv diventa specchio irreale di un mondo sconosciuto e distante dallo 'share'...dominio e dominatore del 'leggio-guru' acclamato e falsificato dall'applauso che fagocita e distrugge tutto.
"Quinto Potere" (Network, 1976) è una pellicola di Sidney Lumet ancora attualissima e viva dopo 35 anni: una sferrata accusa sagace e dirompente contro l'uso del mezzo televisivo.
Howard Beale (Peter Finch) viene licenziato all'indomani della vendita del network UBS di Los Angeles perchè il suo programma perde ascolti e non funziona più. Prende una decisione eclatante: suicidarsi in diretta..; ma deve smentire l'annincio con una diretta convulsa e polemica... I suoi modi e le sue pazzie rialzano gli indici d'ascolto. Diana Christensen (Faye Dunaway), responsabile dei programmi, capisce che tutto può dare il gioco di finanziamenti pubblicitari e dello 'share'.. I suoi modi sono molto sbrigativi e senza fronzoli: Baele diventa un autentico personaggio (dicendo diavolerie e usando il mezzo in modo personale). Frank Hackett (Robert Duvall) che è vicino ai nuovi proprietari del network dà ragione a Diana mentre Max Schumacher (William Holden) amico di Beale non vede assolutamente di buon occhio tutta la faccenda. Il meccanismo stritola tutti, giornalisti, dirigenti, proprietari e pubblico (in sala)...fino a quando la candela comincia a spegnersi per il nuovo calo degli indici d'ascolto...
Howard continua il suo show perchè il presidente della UBS è con lui.
A questo punto l'epilogo è dirompente e senza ragione....quando in una riunione Diana dice: "Uccidiamolo quel figlio di puttana" e durante la diretta tv....Baele viene....
E alla fine la voce fuori campo su schermi tv accessi dichiara : "Questa è la storia di Howard Beale,...il primo caso conosciuto di un uomo che fu ucciso...".
Una pellicola di forte spessore narrativo, mai ferma su stessa, slanciata e poco propensa alla facile simbologia. Un Lumet di alto livello registico (l'anno prima aveva girato "Quel pomeriggio di un giorno da cani"), grande maestro di 'pugni' diretti e poco avezzo a compromessi aiutato da un'ottima sceneggiatura (Paddy Chayefsky).
Il film, candidato a 10 Oscar, ne vinse 4: attore protagonista (Peter Finch), attrice protagonista (Faye Dunaway), attrice non protagonista (Beatrice Straight) e sceneggiatura originale.
Voto 8/9.


SI

Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?