A spasso con Daisy (1989)
Con Jessica Tandy, Morgan Freeman, Dan Aykroyd, Patty LuPone
La trama
La storia di un'amicizia che nasce nonostante i pregiudizi sociali tra un'arzilla signora ebrea e il suo autista di colore.
Il film racconta con tenerezza un po' mielosa del passare del tempo e della gioia di scoprire che si ha bisogno degli altri.
L'opinione più votata
Di LAMPUR scritta il 2010-12-27 20:15:03 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Anche ad uno scassaballe come me, ogni tanto scatta quel non so che di “buonista” che ti frega e ti appiccica, anche non volendo, alla melassa tracimante.
Intanto mi tocca dedicare le quattro stelle canoniche, quelle attribuite ai film che, per il solo fatto che scorrano via senza produrre fastidiosi contorcimenti biliari, meritano un plauso d’ufficio… eppoi sarà sempre colpa del periodo, una bontà d’animo grattata via dal fondo del barile, una propensione (seppur temporanea) all’accantonamento del voler fare le pulci a tutti i costi, insomma, una Daisy ogni tanto, non stona, e magari intacca pure qualche ruvido cuore.
Tenero rapporto tra attempata signora legata al suo mondo di elegante supponenza aristocratica, ed il suo autista, di colore, che con lo spirito e la sagacia di chi le ha viste tutte gioca da par suo al “subordinato”.
Deliziosa l’interdipendenza tra i due puntellata di battibecchi e sgargianti battute, e supportata da un Aykroyd puntualmente funzionale nella sua qualità di discretissimo raccordo tra due universi in apparente e costante rotta di collisione ma destinati, inevitabilmente, a riconoscersi “umani”.
Ce li godiamo acciambellati in poltrona quasi a gustarci cinema d’altri tempi – e per parecchi versi lo è – lontano dal clamore degli sconquassi e con un assordante sussulto di buoni sentimenti come unico effetto speciale.
Spettacolosi Jessica Tendy e Morgan Freeman, se non altro nel loro gioco di ripicche dispettose e pazienze infinite a barcamenarsi tra i “grandi temi”, come razzismo e lotta di classe, appena sfiorati a pastello sfumato.
Vince il politically correct stavolta, accoccolato accanto a noi che spilucca panettone doc (con tutti i canditi e l’uvetta del mondo…)
- negative [4]
- sufficienti [4]
- positive [18]
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2012-02-08 23:13:26 Opinione di scandoniano su "A spasso con Daisy"
Un ricco industriale della Georgia (l’imbolsito e scarsicrinito Dan Akroyd) ingaggia un anziano, e paziente, autista di colore per accompagnare la bisbetica madre in giro per Atlanta. Il rapporto tra Hoke e Daisy è complicato fin da subito: lei non ci tiene a condividere emozioni o a concedergli confidenze, lo accusa col figlio di aver rubato in cucina, addirittura più volte lo invita ad uscire da casa propria. E non è una questione di razzismo: Daisy, ebrea e abituata alle...
voto al film: 
2010-12-27 20:15:03 Opinione di LAMPUR su "A spasso con Daisy"
Come si commenta una commedia soft con una recensione dal rassegnato clima natalizio? Rischiamo un colesterolico caramelloso tanto più che il film mi è piaciuto assai, come direbbero a Mergellina. Anche ad uno scassaballe come me, ogni tanto scatta quel non so che di “buonista” che ti frega e ti appiccica, anche non volendo, alla melassa tracimante. Intanto mi tocca dedicare le quattro stelle canoniche, quelle attribuite ai film che, per il solo fatto che...
voto al film: 
2010-12-07 01:04:32 Opinione di LorCio su "A spasso con Daisy"
L’allora ottantenne Jessica Tandy si guadagnò (meritatamente) l’Oscar e fu la più vecchia vincitrice del premio come miglior attrice. L’amato Hume Croyne, di due anni più giovane, si commosse per la gioia in platea. Una di quelle coppie che ti senti bene solo a vederla sorridere. Vecchia Hollywood. Sa proprio di vecchia Hollywood il film di Bruce Beresford, che ha il passo placido dell’auto guidata dal maturo Hoke (il sereno, pacifico, saggio...
voto al film: 
2010-11-09 19:46:09 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "A spasso con Daisy"
30 anni di storia americana attraverso l'amicizia e i litigi tra una burbera signora ebrea e il suo autista di colore in un racconto sincero, poetico, commovente e umano. Ottimi gli interpreti e gran lavoro dei truccatori (premiati con l'Oscar!) che li hanno invecchiati man mano che il tempo trascorreva. Uno dei migliori film anti-razzisti e sull'amicizia e la solitudine della storia del cinema. Capolavoro!!!
voto al film: 
2010-10-13 11:05:51 Opinione di chribio1 su "A spasso con Daisy"
altro film ,se si vuole dormire.voto.1.
voto al film: 
2010-02-09 17:43:33 Opinione di patinho91 su "A spasso con Daisy"
un ora e mezza quasi buttata al vento..di solito per me la presenza di morgan freeman era sinonimo di sicurezza ma qui nemmeno lui può risollevare il film..non succede praticamente nulla, a parte una vecchia che gioca a fare la padrona dall'inizio alla fine e qualche messaggio sul razzismo di tanto in tanto..evitabilissimo e soporifero
voto al film: 
2009-02-20 18:59:35 Opinione di will kane su "A spasso con Daisy"
Dal 1981 ("Momenti di gloria") una pellicola premiata con l'Oscar maggiore non rimaneva, qui da noi, fuori dai maggiori venti incassi stagionali:"A spasso con Daisy", che tuttavia in America raggiunse i 100 milioni di dollari in Italia non piacque moltissimo, e la sfida vinta con "Nato il quattro luglio", rivale al botteghino e nella notte degli Academy Awards nel nostro paese venne ribaltata. Tratto da una commedia di Alfred Uhry, che ne ha scritto anche l'adattamento per il cinema, il...
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2009-01-19 21:47:35 Opinione di steveun su "A spasso con Daisy"
Una commedia deliziosa e abbastanza divertente, incentrata sulla pseudo-amicizia, e la reciproca conoscenza e rispetto, tra due persone di culture diverse: brava la Tandy e pure Freeman.
voto al film: 
2008-12-10 19:30:14 Opinione di sasso67 su "A spasso con Daisy"
Il film non è affatto male, però io preferirei andare a spasso con Pamela. Certo, all'età di Freeman bisogna accontentarsi, eccome no?
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2008-09-27 16:01:10 Opinione di emmepi8 su "A spasso con Daisy"
La natura di un lavoro teatrale lo si sente e lo si percepisce, malgrado l'ambientazione. Diciamo che importante per il film è stata la scelta degli attori, che sono basilari in questo tipo di cinema e qui la la scelta è stata più che fruttuosa. La critica è sempre troppo diffidente verso queste operazione ed in special modo per quelle di Beresford, che invece è un regista di tutto rispetto, specialmente nella prima parte della sua carriera; è uno dei pochi registi australiani che...
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- sufficienti [4]
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