Il ragazzo selvaggio (1969)
Con Jean-Pierre Cargol, Françoise Seigner, François Truffaut
La trama
Nel 1798 alcuni contadini francesi catturano nei boschi un ragazzo di circa 11 anni. È cresciuto in solitudine e abbandonato a se stesso. Del suo stato animalesco si interessa un medico parigino che si occupa di fanciulli sordomuti. Nonostante i pregiudizi che lo circondano, sarà proprio lui a risvegliare nel ragazzo la scintilla dell'intelligenza.
L'interesse che il cinema di Truffaut ha sempre dimostrato per l'infanzia si misura qui con una vicenda-limite; un film rigoroso e delicato, in cui è Truffaut stesso a rivestire i panni del medico protagonista. Fotografia di Nestor Almendros, musiche di Vivaldi.
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 25/08/2010 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [1]
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18 settembre 2011 Opinione di Baliverna su "Il ragazzo selvaggio"
CONTIENE ANTICIPAZIONI - Bellissimo film, rarefatto, essenziale, sobrio, poetico, profondo. E non è mai patetico o sdolcinato. Truffaut parla di nuovo di uno dei suoi argomenti preferiti, cioè quello dell'infanzia, e sembra riflettere sul mito del "buon selvaggio" di Rousseau. La teoria del filosofo francese, secondo la quale sarebbe la civiltà che incattivisce l'uomo naturalmente buono, è tuttavia solo un punto di partenza, al massimo di confronto, per poi spaziare sui vasti terreni...
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25 agosto 2010 Opinione di OGM su "Il ragazzo selvaggio"
Helen Keller, Kaspar Hauser e Victor, il ragazzo selvaggio di Aveyron: tre esseri umani, dotati di normali sensazioni e desideri, eppure considerati reietti, perché incapaci di comunicarli. Per loro, sottratti, per diversi motivi, al processo di crescita e formazione, gli stimoli si traducono in impulsi, ma non producono segni filtrati da significati: le emozioni non si specchiano nel pensiero astratto delle categorie generali, condiviso dalla comunità dei loro simili, ma...
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23 settembre 2009 Opinione di steno79 su "Il ragazzo selvaggio"
Basato sulla storia vera di Victor dell'Aveyron, un ragazzo trovato allo stato selvaggio in una foresta francese verso la fine del Settecento, è un film insolito nell'opera di Truffaut, ma resta certamente uno dei suoi più rigorosi e intensi. Quasi tutto il film si concentra sul rapporto fra Victor e il dottor Itard, che cerca di recuperarlo alla vita sociale, ed in effetti il processo educativo è il fulcro e la vera ragione di essere dell'opera, processo...
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8 giugno 2009 Opinione di Dalton su "Il ragazzo selvaggio"
L'archetipo del soggetto è la vicenda di Kasper Hauser, nonostante essa sia prettamente tratta da una storia realmente avvenuta. Lo sviluppo narrativo segue un parallelismo infallibile: mentre progredisce la civlizzazione (e l'abilità pragmatica) di questo giovane Tarzan, le peripezie educative da parte del suo tutore François Truffaut (che in quest'occasione funge anche la responsabilità di interprete) diventano sempre più complesse. L'ambientazione risale al periodo illuminista,...
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12 aprile 2009 Opinione di mm40 su "Il ragazzo selvaggio"
Il ruolo del padre secondo Truffaut. Non è uno dei suoi film più riusciti, ma certamente è uno di quelli più personali e sentiti dal regista francese. Dotato di un ritmo blando ed incentrato su due soli personaggi, Il ragazzo selvaggio riassume però in sè la summa del pensiero di Truffaut sull'educazione in età infantile; emblematico è che Itard non si preoccupi eccessivamente quando Victor sbaglia o non appare interessato nelle operazioni di logica o nell'apprendimento dell'alfabeto...
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25 settembre 2008 Opinione di Depp95 su "Il ragazzo selvaggio"
Un film toccante sull'educazione di un ragazzo venuto dalla giungla. Truffaut è sempre emozionante. Da vedere con la famiglia.
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24 agosto 2008 Opinione di LorCio su "Il ragazzo selvaggio"
Superficialmente, può sembrare il film più impostato e rigoroso di François Truffaut. In parte è vero, ma non è solo questo, basti pensare all’uso di quel bianconero. Solo chi lo conosce bene ne può individuare l’aspetto puramente intimo e vorticosamente personale. Victor, il ragazzo selvaggio del titolo, strappato alla natura per inserirlo nella società, è l’ennesimo alter ego di Truffaut ed è una delle derivazioni del solito Antoine Doinel (principalmente quello de “I 400...
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31 luglio 2008 Opinione di critico su "Il ragazzo selvaggio"
Invecchiato male.
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23 luglio 2008 Opinione di emmepi8 su "Il ragazzo selvaggio"
E' un tipico esempio di cinema educativo, che spesso affonda nella didascalia e Truffaut alle volte casca, pur essendo un grande del cinema, in questa maniera di fare cinema, le sue ipotesi hanno spesso dlel tesi che tendono alla dimostrazione e che rendono il film artificioso. Qui siamo nel film didattico, senza rilevare o escogitare un filo di sentimento, tutto è proiettato alla dimostrazione. Alla fine ci si appassione perché l'arte di Truffaut è quella del cinema, ma sempre con una...
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18 luglio 2008 Opinione di bradipo68 su "Il ragazzo selvaggio"
uno dei piu'bei film di Truffaut capace come sempre di descrivere il mondo dei bambini.Qui ha un approccio piu'distaccato,piu'naturalista,il film ha le cadenze dello studio antropologico immerso in una fotografia in bianco e nero luminosissima.Ha uno stile diverso dal suo solito ma colpisce lo stesso,è tenero col ragazzo selvaggio,vera e propria tabula rasa che deve essere impressionata giorno per giorno,una finestra aperta sulla conoscenza,il film che va di pari passo con lo scritto che...
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- negative [2]
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