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Ran (1985)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Ran: assente
Ritmo ritmo in Ran: forte
Impegno impegno in Ran: forte
Tensione tensione in Ran: forte
Erotismo erotismo in Ran: minimo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Ran (voti: 61 media: 3,89) 61

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La trama

Il re Lear di Shakespeare nella versione del grande maestro giapponese.

Nel Giappone del Cinquecento il potere dei grandi feudatari è immenso. Il principe Hidetora, sentendosi ormai vecchio e stanco, decide di dividere i suoi possedimenti tra i figli Taro, Jiro e Saburo. Quest'ultimo rifiuta perchè convinto che nulla di buono potrà scaturire da ciò. E le sue profezie si avverano: Jiro uccide Taro, sposa la seconda moglie del padre e inizia a perseguitarlo. Il vecchio sovrano muore, Jiro e Saburo si fanno la guera e periscono, il feudo un tempo potente è in rovina. Solo un cieco sopravvive. Riflessione allucinata sulla storia e la violenza, dove armate di diverso colore (Oscar per i costumi) si scontrano in stupende le scene di battaglia, dove Kurosawa dà il meglio di sè. La storia è ispirata a Re Lear di Shakespeare. 

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 15/03/2010 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto ottimo

Un film dominato da una poesia tragica, ma pacata; intensa, però immobile, ferma nella stanca solennità di un mondo feudale in declino. I colori sono sgargianti, però artificiosi e freddi; la teatralità, sia pur carica di volontà e di emozioni, è temperata dal rigore di un cerimoniale intorno al quale anche i paesaggi naturali sembrano svuotarsi e irrigidirsi. Tutto, all’inizio, appare statico e invariabile,  come l’attaccamento al potere, che resiste inutilmente all’avanzare della Storia,  trasformando l’immagine del vecchio principe Hidetora  in una sorta di cariatide corrosa dalle intemperie. Il potere ereditario si trasmette di padre in figlio, ma non è un dono che passa attraverso il cuore. Il potere  è radicato nella carne come il legame di sangue o l’attrazione sessuale, però rivendica un’esclusività più perentoria dell’amore coniugale o familiare. Non lo si può dividere senza generare invidie e gelosie, né si può pensare di cederlo in parte, trattenendo il resto per se stessi. Il potere deve rimanere uno, solido e inscindibile, perché è un’entità granitica, che non ammette, al suo interno, distinzioni né dualismi, come quello rappresentato, nelle insegne di Hidetora, dalla compresenza del sole e della luna (racchiusa, del resto, anche nel nome giapponese Akira). Ran è la rivolta universale che si scatena quando si pretende forzatamente di introdurre questo paradosso; allora è lo stesso ordine delle cose a ribellarsi all’insanabile lacerazione, e a fare strage, indistintamente,  di tutti coloro che vi hanno contribuito, a cominciare da Hidetora, su cui, significativamente, convergono i tiri incrociati degli arcieri. Frecce e proiettili piovono da ogni direzione: è lo spettacolo simbolico del “tutti contro tutti”, è l’apocalisse visiva in cui si riassume il collasso esplosivo di un sistema la cui logica è stata irrimediabilmente infranta. All’avvento del caos partecipano anche gli elementi, con l’infuriare delle fiamme, il calare della nebbia, il temporale che flagella il terreno ed il vento che attraversa, mulinando, le praterie incolte. Lo sconvolgimento investe anche il corpo e la mente di Hidetora, procurandogli febbre e follia; l’onda del rimorso lo raggiunge attraverso l’aria, per mezzo delle correnti casuali che deviano i colpi mortali diretti su di lui e attutiscono il suo salto dalla rupe (condannandolo a vivere col peso della colpa), e mediante le note del flauto di Tsurumaru (il giovane che egli, anni addietro, aveva fatto accecare).    La luce è l’altro veicolo impalpabile su cui viaggia la sostanza morale di quest’opera, che alterna scenari intrisi di cupo dolore a scenari battuti da un sole impietoso. Il cielo, dalle tonalità mutevoli, sembra lo specchio della terra sottostante, fatta di deserti infuocati, gelide pietre e lande polverose, in mezzo alle quali la figura umana spicca come un essere nudo e indifeso, esposto al giudizio implacabile di paradiso e inferno.  Kurosawa riesce a riprodurre, sullo schermo, la suggestione di un dramma recitato su un palcoscenico spoglio; le presenze fisiche degli interpreti, i gesti e le parole sono solo i capisaldi dell’azione, mentre il senso di quest’ultima occupa, invisibile, lo spazio vuoto tra gli attori. È lì in mezzo, nell’etere sospeso e impersonale in cui dimorano Budda e gli dèi, che riecheggiano gli effetti del nostro operato, determinando le sorti della battaglia e scegliendo i bersagli da colpire; Ran è la storia del male e della distruzione che non sono imposti da un destino infame, bensì sono genialmente architettati e perfidamente voluti da anime infelici ed assetate di vendetta.
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SI

Opinioni su Ran


9 agosto 2011 Opinione di yume su "Ran"
yume

Ran è caos. E’ la grande lezione di Kurosawa, che scrive qui il suo testamento spirituale, il caos che gli uomini, folli, creano nella loro vita poiché cercano “il dolore, non la gioia, si esaltano nella sofferenza, si compiacciono dell’assassinio”. Sono le parole pronunciate dallo scudiero mentre Hidetora muore, consumato dal dolore sul corpo del figlio appena ritrovato, a cui sussurra con un filo di voce “….dovevo dirti tante...

voto al film: yume assegna il voto ottimo a Ran (1985)

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1 agosto 2010 Opinione di Axeroth su "Ran"
Axeroth

L'ideogramma RAN in giapponese significa letteralmente: rivolta, intesa sia come psicologica che come fisica, perciò da una parte rappresenta la rivolta della coscienza di Hidetora alla razionalità portandolo alla follìa, e dall'altra si ha la rivolta dei suoi figli contro il suo potere e contro loro stessi per soddisfare la propria fame di dominio sull'altro, eliminandosi a vicenda nel caos. Pellicola nipponica ricca di simbolismo orientale, un film retto da una...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Ran (1985)

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29 maggio 2010 Opinione di PP su "Ran"
PP

Voto 8,5. [28.05.2010]

voto al film: PP assegna il voto ottimo a Ran (1985)


15 marzo 2010 Opinione di OGM su "Ran"
OGM

Un film dominato da una poesia tragica, ma pacata; intensa, però immobile, ferma nella stanca solennità di un mondo feudale in declino. I colori sono sgargianti, però artificiosi e freddi; la teatralità, sia pur carica di volontà e di emozioni, è temperata dal rigore di un cerimoniale intorno al quale anche i paesaggi naturali sembrano svuotarsi e irrigidirsi. Tutto, all’inizio, appare statico e invariabile,  come l’attaccamento al...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Ran (1985)

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8 novembre 2009 Opinione di Peppe Comune su "Ran"
Peppe Comune

Il principe Hidetora decide di dividere il suo grande feudo tra i tre figli e di abdicare in favore del primogenito,Taro. Questo fatto innesca un turbinio di sentimenti contrastanti che percorrono l'intera storia tingendola di odi trasversali. Liberamente ispirato al "Re Lear" di Shakespeare,Kurosawa ci immerge nel Giappone del cinquecento tra le onde alte del caos umano (Ran appunto) sottolineando come sia piu' facile essere soggiogati dalla voracita' degli istinti famelici che prendere...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Ran (1985)

1 commento
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16 ottobre 2009 Opinione di michel su "Ran"
michel

SHAKESPEARE IN WAR Un signore feudale lascia un castello a ciascuno dei suoi figli e si ritira a vita privata. È l’inizio di una guerra fratricida che non lascerà in piedi nessuno. Kurosawa racconta l’orrore della guerra e la follia dell’uomo in un film lungo e severo a cui non giova, almeno agli occhi di un occidentale, la recitazione da opera dei pupi del protagonista, conciato peggio di uno spaventapasseri. Si ammira l’ariosa bellezza delle scene di...

voto al film: michel assegna il voto sufficiente a Ran (1985)



14 ottobre 2009 Opinione di steno79 su "Ran"
steno79

VOTO 10/10 Film gigantesco, sia per le sue dimensioni da kolossal che per l'elevatezza del genio artistico di Kurosawa. Il regista giapponese si ispira ancora una volta a Shakespeare e al suo Re Lear e ne cava un'opera monumentale sulla follia del potere e il "caos" dell'esistenza umana (questo è il significato del titolo originale). Affascinante la dimensione figurativa con i colori usati in funzione simbolica, perfetta la padronanza dello spazio cinematografico, grandissima la maestria...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Ran (1985)

4 commenti
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7 settembre 2009 Opinione di mm40 su "Ran"
mm40

Il declino. Tema affascinante, soprattutto se messo nelle mani di un grande come Kurosawa, giunto ormai ai 75 anni e quindi decisamente 'maturo' per un argomento simile, fra coinvolgimenti personali (la senilità, la sensazione di aver intrapreso l'ultimo brano del proprio cammino terreno) e riferimenti macroscopici al genere umano intero (l'estinzione come unico possibile futuro per un animale capace di sentimenti tanto deprecabili ed azioni inqualificabili come l'odio, l'invidia, la...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Ran (1985)

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4 settembre 2009 Opinione di Dalton su "Ran"
Dalton

Il cinema occidentale lo ha plagiato per decenni (I MAGNIFICI SETTE, PER UN PUGNO DI DOLLARI); adesso il maestro Akira saccheggia la cultura angloamericana: siamo al cospetto della versione "kabuki" dello shakespeariano RE LEAR. A livello tecnico, è la sua opera più impegnativa (anche più dell'ultraosannato KAGHEMUSHA). Splendida dissertazione sulla follia del potere e su coloro che vivono attorno ad essa, è anche un'eccellente riflessione sulla guerra, sul...

voto al film: Dalton assegna il voto buono a Ran (1985)

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21 aprile 2009 Opinione di kotrab su "Ran"
kotrab

Ran è stato il primo film di A. Kurosawa che vidi e fu un fulmine, anzi una tempesta. La potenza emotiva e puramente visiva di questo poema è spaventosa, l'epicità sposata alle più estreme sfaccettature psicologiche soggioga l'anima, l'umanità nella sua debolezza, nella sua follia, nella sua ambizione più cieca è tratteggiata con un rigore perfettamente comprovato da una regia capace di squarci tanto iperrealistici quanto sospesi nella costernazione e nell'onirismo (come quando i...

voto al film: kotrab assegna il voto ottimo a Ran (1985)

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