Opinioni del pubblico su Ran
Con Tatsuya Nakadai, Akira Terao, Jinpachi Nezu, Daisuke Ryu
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Ran (1985)
15 marzo 2010 Opinione di OGM su "Ran"
Un film dominato da una poesia tragica, ma pacata; intensa, però immobile, ferma nella stanca solennità di un mondo feudale in declino. I colori sono sgargianti, però artificiosi e freddi; la teatralità, sia pur carica di volontà e di emozioni, è temperata dal rigore di un cerimoniale intorno al quale anche i paesaggi naturali sembrano svuotarsi e irrigidirsi. Tutto, all’inizio, appare statico e invariabile, come l’attaccamento al potere, che resiste inutilmente all’avanzare della Storia, trasformando l’immagine...
voto al film: 
9 agosto 2011 Opinione di yume su "Ran"
Ran è caos. E’ la grande lezione di Kurosawa, che scrive qui il suo testamento spirituale, il caos che gli uomini, folli, creano nella loro vita poiché cercano “il dolore, non la gioia, si esaltano nella sofferenza, si compiacciono dell’assassinio”. Sono le parole pronunciate dallo scudiero mentre Hidetora muore, consumato dal dolore sul corpo del figlio appena ritrovato, a cui sussurra con un filo di voce “….dovevo dirti tante...
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1 agosto 2010 Opinione di Axeroth su "Ran"
L'ideogramma RAN in giapponese significa letteralmente: rivolta, intesa sia come psicologica che come fisica, perciò da una parte rappresenta la rivolta della coscienza di Hidetora alla razionalità portandolo alla follìa, e dall'altra si ha la rivolta dei suoi figli contro il suo potere e contro loro stessi per soddisfare la propria fame di dominio sull'altro, eliminandosi a vicenda nel caos. Pellicola nipponica ricca di simbolismo orientale, un film retto da una...
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15 marzo 2010 Opinione di OGM su "Ran"
Un film dominato da una poesia tragica, ma pacata; intensa, però immobile, ferma nella stanca solennità di un mondo feudale in declino. I colori sono sgargianti, però artificiosi e freddi; la teatralità, sia pur carica di volontà e di emozioni, è temperata dal rigore di un cerimoniale intorno al quale anche i paesaggi naturali sembrano svuotarsi e irrigidirsi. Tutto, all’inizio, appare statico e invariabile, come l’attaccamento al...
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8 novembre 2009 Opinione di Peppe Comune su "Ran"
Il principe Hidetora decide di dividere il suo grande feudo tra i tre figli e di abdicare in favore del primogenito,Taro. Questo fatto innesca un turbinio di sentimenti contrastanti che percorrono l'intera storia tingendola di odi trasversali. Liberamente ispirato al "Re Lear" di Shakespeare,Kurosawa ci immerge nel Giappone del cinquecento tra le onde alte del caos umano (Ran appunto) sottolineando come sia piu' facile essere soggiogati dalla voracita' degli istinti famelici che prendere...
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16 ottobre 2009 Opinione di michel su "Ran"
SHAKESPEARE IN WAR Un signore feudale lascia un castello a ciascuno dei suoi figli e si ritira a vita privata. È l’inizio di una guerra fratricida che non lascerà in piedi nessuno. Kurosawa racconta l’orrore della guerra e la follia dell’uomo in un film lungo e severo a cui non giova, almeno agli occhi di un occidentale, la recitazione da opera dei pupi del protagonista, conciato peggio di uno spaventapasseri. Si ammira l’ariosa bellezza delle scene di...
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14 ottobre 2009 Opinione di steno79 su "Ran"
VOTO 10/10 Film gigantesco, sia per le sue dimensioni da kolossal che per l'elevatezza del genio artistico di Kurosawa. Il regista giapponese si ispira ancora una volta a Shakespeare e al suo Re Lear e ne cava un'opera monumentale sulla follia del potere e il "caos" dell'esistenza umana (questo è il significato del titolo originale). Affascinante la dimensione figurativa con i colori usati in funzione simbolica, perfetta la padronanza dello spazio cinematografico, grandissima la maestria...
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7 settembre 2009 Opinione di mm40 su "Ran"
Il declino. Tema affascinante, soprattutto se messo nelle mani di un grande come Kurosawa, giunto ormai ai 75 anni e quindi decisamente 'maturo' per un argomento simile, fra coinvolgimenti personali (la senilità, la sensazione di aver intrapreso l'ultimo brano del proprio cammino terreno) e riferimenti macroscopici al genere umano intero (l'estinzione come unico possibile futuro per un animale capace di sentimenti tanto deprecabili ed azioni inqualificabili come l'odio, l'invidia, la...
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4 settembre 2009 Opinione di Dalton su "Ran"
Il cinema occidentale lo ha plagiato per decenni (I MAGNIFICI SETTE, PER UN PUGNO DI DOLLARI); adesso il maestro Akira saccheggia la cultura angloamericana: siamo al cospetto della versione "kabuki" dello shakespeariano RE LEAR. A livello tecnico, è la sua opera più impegnativa (anche più dell'ultraosannato KAGHEMUSHA). Splendida dissertazione sulla follia del potere e su coloro che vivono attorno ad essa, è anche un'eccellente riflessione sulla guerra, sul...
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21 aprile 2009 Opinione di kotrab su "Ran"
Ran è stato il primo film di A. Kurosawa che vidi e fu un fulmine, anzi una tempesta. La potenza emotiva e puramente visiva di questo poema è spaventosa, l'epicità sposata alle più estreme sfaccettature psicologiche soggioga l'anima, l'umanità nella sua debolezza, nella sua follia, nella sua ambizione più cieca è tratteggiata con un rigore perfettamente comprovato da una regia capace di squarci tanto iperrealistici quanto sospesi nella costernazione e nell'onirismo (come quando i...
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18 gennaio 2009 Opinione di Max76 su "Ran"
Meno avvincente de "I sette samurai" ma più metafisico. Voto 8.
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26 dicembre 2007 Opinione di maxcalifornia su "Ran"
Un classico film si Kurosawa sui samurai, tutto girato con maestria. Grandiose le scenografie e i costumi. Spettacolare.
voto al film: 
6 marzo 2007 Opinione di sokurov su "Ran"
Il demone del potere porta l'uomo al caos, e lo costringe ad abbandonare tutto: l'amore, la pietà, la concordia, la saggezza. E si conclude con l'uomo che, cieco, butta Dio giù da un burrone. Tuttavia io (ed immagino anche altri) non faccio parte dell'umanità così rappresentata: voglio chiamarmi fuori da questa logica Esteticamente monumentale Voto 9/10
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5 marzo 2007 Opinione di sasso67 su "Ran"
Fa sempre piacere rivedere film come "Ran". Da qualcuno considerato il capolavoro del regista giapponese, quanto meno nel genere di cappa e spada, il film del 1985 (per 25 anni Kurosawa ha realizzato un film ogni lustro da "Barbarossa" del '65 a "Sogni" del '90) ne costituisce sicuramente una summa dal punto di vista figurativo. Se il punto di partenza e la falsariga sono dati dal dramma scespiriano "Re Lear", essi sono adattati e filtrati attraverso la sensibilità personalissima di...
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31 maggio 2005 Opinione di bocchan su "Ran"
pesante. Uno dei film peggiori di Kurosawa, nonostante il dispiego di mezzi per produrlo
voto al film: 
26 marzo 2005 Opinione di dskat su "Ran"
Uno spettacolo per gli occhi: costumi bellissimi, scene di guerra magniloquenti e imponenti. RAN è violento: una faida famigliare che si conclude con l'annientamento. E gli dei dove sono? Ci guardano? Giocano con noi? o è il destino che si merità l'umanità per la sua crudeltà ? Kurosawa lascia in vita solo un cieco...VOTO=8.
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10 novembre 2004 Opinione di kurosawa su "Ran"
Sovraccarico, maestoso, imponente, una delle vette dell'Imperatore del cinema nipponico, la tragedia del "Re Lear" riletta in chiave giapponese, una pellicola dai colori stupendi e dalla narrazione perfetta. vot: 10
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31 luglio 2004 Opinione di supadany su "Ran"
VOTO : 6,5 Film elegante e di vasto respiro girato con stile particolare e di non facile intendimento. Un film d'altri tempi e soprattutto lontano da quelo che è il cinema moderno (sicuramente è un bene)
voto al film: 
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