Il fiume rosso (1948)
Con John Wayne, Montgomery Clift, Joanne Dru, Walter Brennan
01/04/2012
Save Samuel Goldwyn Studio (The Lot). Or is it too late?
Come da titolo, stanno per demolire i leggendari Studios dove sono stati girati - stando alle notizie del sito "50 Westerns from the '50s", film leggendari quali "Il fiume rosso" di Hawks e...
di Neve Che Vola
La trama
Texas, fine della guerra di Secessione. L'allevatore di bestiame Thomas Dunson è riuscito, a costo di molti sacrifici, a raccogliere una mandria enorme. Aiutato dal figlio adottivo Garth decide di condurla oltre il Fiume Rosso, dove potrà venderla ad un prezzo conveniente. Ma durante il viaggio le cose si complicano: Dunson è un capo eccessivamente tirannico e Garth non è disposto a star zitto. Folgorante esordio di Hawsks nel western, con un film epico incentrato sullo scontro (mitico ma anche psicologicamente complesso) tra il vecchio wayne e il giovane Clift, con tutta la nervosa sensibilità degli attori del dopoguerra. Celeberrima la scena del passaggio del fiume da parte della mandria.
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 26/01/2012 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
Uno dei cinque western del grande Howard, uomo di cinema a tutto campo che riusciva ad usare un genere che a detta di molti non si prestava molto a disgressioni sul tema, per parlare di ciò che gli premeva di più.
Se il west per Ford era sinonimo di amicizie, spazi sconfinati e lotte senza fine contro il nemico indiano, per Hawks era qualcosa di diverso: sicuramente amicizie virili ma ombrate di inqueitudine, rapporti che sottitendono un'omosessualità repressa, gli archetipi del western usati per scardinare le coordinate del genere.
A Hawks interessano le atmosfere, interessano i personaggi e le dinamiche che regolano i loro rapporti,è meno rivolto alla spettacolarizzazione dello scontro.
Il fiume rosso è un film che travalica i paletti imposti dal genere di riferimento perchè pur usando simboli classici come il fiume, la mandria, la vendetta contro gli indiani sembra voler raccontare ben altro.
E qeusto ben altro è rappresentato dal rapporto ispido tra il rude cowboy Dunson ( un John Wayne che dimostra ancora una volta come fosse un fior d'attore e non semplicemente uno capace di stare a cavallo, bere cicchetti e sparare solamente) e il giovane Matt, figlioccio dell'altro raccattato solo in mezzo al deserto dopo che gli hanno sterminato la famiglia. Non solo rapporto d'amicizia virile, ma qualcosa in più che sembra vicino a una relazione più profonda, non solo un rapporto padre figlio. Le loro liti sembrano più quelle di una coppia di lungo corso,il tradimento ( relativo,sembra più questione di razionalità) di Matt è preso da Dunson con una furia a prima vista ingiustificata.
Interessante a mio parere confrontare i personaggi di Dunson e Matt e ancora più interessante confrontare il modo che hanno Wayne e Clift di rapportarsi al loro personaggio.
Il Duca incarna alla perfezione lo stereotipo del cowboy, uomo di frontiera e di distese sterminate,veloce di cervello ma soprattutto di pistola, votato al comando ma ancora di più al rigido rispetto dell regole(e dei contratti stipulati).
Montgomery Clift ne rappresenta l'esatto contrario: più delicato fisicamente, il bellissimo sguardo sempre accompagnato da un velo di profonda inquietudine, pistolero infallibile ma che preferisce usare l'arma solo come ultimo strumento, preferendo il dialogo e un approccio più democratico con gli altri componenti della squadra dei mandriani.
Ed è carismatico come Wayne ma in maniera più sottile, sotterranea.
Il momento emotivamente clou del film ( ma ce ne sono tanti durante la pellicola, tutti meritevoli di trattazione a parte) è il rendez vous tra Dunson e Matt dopo che quest'ultimo ha consegnato sana e salva la mandria e l'ha venduta a un ottimo prezzo.
Quello che deve essere un duello all'ultimo sangue si trasforma ben presto in un'omerica scazzottata in cui vincono entrambi. Con qualche ematoma in viso ma tutti e due vivi.
E'chiaro che nel momento in cui si incontrano di nuovo che nessuno può far del male all'altro.
Può essere interpretato come una razionalizzazione definitiva di un complesso di Edipo che trasversalmente ha percorso tutto il film ma può essere anche l'affermazione dell'impossibilità di rinnegare un'amicizia così profonda o perchè no il bisticcio di una vecchia coppia che si ricongiunge finalmente( a dar retta alle simbologie sessuali ).
Il fiume rosso è un film fondamentale per il genere western e ne rappresenta un'ideale crescita verso un qualcosa ancora di più maturo e introspettivo. I dialoghi molto ben scritti, le invenzioni registiche di Hawks che conferisce a molte scene notturne un look che più spettrale non si può, le molte tematiche non propriamente western suggerite testimoniano di un nuovo modo di intendere il genere da parte del grande regista americano.
Un modo nuovo di fare un classico western.
9 maggio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Il fiume rosso"
Di solito cerco di essere obiettivo, stavolta non lo sarò o non completamente almeno. Sì, questo film di Hakws è magnifico. Wayne calza a pennello, le solite due o tre espressioni, l'aria del duro dal cuore buono; la storia scorre e prende con un Montgomery Clift che si accattiva subito le simpatie dello spettatore e che ha il fascino giusto per prendere possesso della scena nonostante l'aspetto giovanile e quasi innocuo. Ma nel west, si sa, basta essere lesti con la pistola per avere il...
voto al film: 
5 febbraio 2012 Opinione di armonica1996 su "Il fiume rosso"
Il più grande capolavoro di Howard Hawks con il più grande attore western di tutti i tempi : JOHN WAYNE. Secondo me dopo "Sentieri selvaggi" è il miglior film con il duca.
voto al film: 
26 gennaio 2012 Opinione di bradipo68 su "Il fiume rosso"
Il fiume rosso di Hawks è uno di quei film che ti fa ringraziare Dio perchè esiste il western. Uno dei cinque western del grande Howard, uomo di cinema a tutto campo che riusciva ad usare un genere che a detta di molti non si prestava molto a disgressioni sul tema, per parlare di ciò che gli premeva di più. Se il west per Ford era sinonimo di amicizie, spazi sconfinati e lotte senza fine contro il nemico indiano, per Hawks era qualcosa di diverso: sicuramente amicizie virili ma ombrate...
voto al film: 
18 maggio 2010 Opinione di luca826 su "Il fiume rosso"
VOTO 8/9 VELOCE Vai alla grande! Hawks non delude mai e con questo western aggiunge un altro grande film al suo curriculum. Il genere è ancora quello del western classico ma le influenze psicologiche lo rendono un grande dramma virile, un confronto generazionale o meglio, uno scontro dove il messaggio dell'autore vibra fortissimo: le cose sembra che debbano cambiare, ma poi tutto sommato sono sempre le stesse, la vita è tutto un giro (semplice ma efficace come un cowboy)....
voto al film: 
19 novembre 2009 Opinione di jonas su "Il fiume rosso"
Dopo la guerra di secessione, il proprietario di un ranch nel Texas decide di condurrre una mandria nel Missouri per venderla a un prezzo vantaggioso. Lungo l’itinerario il suo carattere inflessibile provoca un ammutinamento dei suoi uomini, capeggiati dal giovane che quindici anni prima lui aveva raccolto quale unico superstite di un attacco indiano e allevato come un figlio. Alla fine i due si affrontano, ma non sarà un duello all’ultimo sangue. Il primo western di Hawks...
voto al film: 
30 ottobre 2009 Opinione di OGM su "Il fiume rosso"
Howard Hawks trasforma la saga del western in un'icona limpida, in cui la durezza è quella del diamante, ed i contorni sono nitidi e taglienti come i bordi di una pietra preziosa. Il motto di Thomas Dunson è agire, andare fino in fondo e non perdonare: tanto più vasto è il suolo da conquistare e tanto più consistente è la ricchezza da difendere, tanto più stretti devono essere i margini del cuore. Ciò che il protagonista possiede...
voto al film: 
21 settembre 2009 Opinione di steno79 su "Il fiume rosso"
Howard Hawks è stato uno dei maestri del cinema hollywoodiano classico e ha lasciato la propria impronta in quasi tutti i generi: questo film è il primo di cinque western diretti dall'autore, ma in genere, quando si parla del suo capolavoro western si fa sempre il nome di "Rio bravo" (Un dollaro d'onore, 1959), divenuto con gli anni un film di culto soprattutto presso la critica francese. Tuttavia, anche questo "Red river" mi sembra un'opera di ottima qualità, forse un pò dimenticata e...
voto al film: 
28 aprile 2008 Opinione di teaestefano su "Il fiume rosso"
Bellissimo western, dove conta l'azione ma anche la psicologia dei personaggi e le dinamiche tra di essi, specie tra Wayne e il figlio adottivo Clift. Il primo interpreta qui un personaggio secondo me molto simile all'Ethan di "Sentieri selvaggi", e la scena finale ricorda il recupero della ragazza rapita dagli indiani. Anche qui l'attore interpreta il ruolo di un duro con un cuore nel petto, però pesantemente condizionato da principi a cui crede cecamente, ma che in fondo in fondo sente...
voto al film: 
18 agosto 2007 Opinione di matesi su "Il fiume rosso"
Uno dei western più memorabili della storia del cinema, dove il genere mostra al meglio la capacità di parlare di tutto, nella fattispecie del conflitto generazionale padre-figlio (sebbene, come spesso nel regista, ci siano anche venature omosessuali). Scontato, ma verosimile il lieto fine: è normale che, prima o poi, i genitori si accorgano e si rassegnino di fronte al fatto che i figli sono diventati adulti.
voto al film: 
27 dicembre 2005 Opinione di howard76 su "Il fiume rosso"
il grande hawks fonde mirabilmente l' azione con un analisi introspettiva dei personaggi alterna sequenze epiche straordinarie allo scontro generazionale tra clift ed wayne il tutto in un armonia visiva straordinaria
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