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La ricotta (1963)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La ricotta: presente
Ritmo ritmo in La ricotta: presente
Impegno impegno in La ricotta: forte
Tensione tensione in La ricotta: presente
Erotismo erotismo in La ricotta: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a La ricotta

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a La ricotta (voti: 41 media: 4,44) 41

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La trama

Storia di Stracci, al quale sono riservati il sole dei morenti e il Regno dei Cieli.

Un cattivissimo Orson Welles sta girando nella campagna romana una kolossal biblico in cui ricostruisce, come tableau vivent la deposizione del Rosso Fiorentino. A impersonare la figura di uno dei ladroni viene reclutato un proletario, di nome Stracci, dalla fame atavica. L'improvvisa abbondanza di ricotta gli procura un'indigestione fatale.  

Episodio del film collettivo "Ro.Go.Pag.": nonostante la brevità è uno dei capolavori di Pasolini. Parallelo poetico tra un Cristo vero, Stracci, condannato alla "passione", e la ricostruzione volgare e pacchiana della crocifissione. Sublime Orson Welles che gioca a fare il situazionista. Memorabile la sua definizione di Fellini: "egli danza...".

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L'opinione più votata

Di AIDES scritta il 16/04/2010 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Trentacinque minuti colmi di poetica vitalità animano questo mediometraggio strettamente collegato ad un copione teatrale musicale scritto da Pasolini sempre in quel 1963, Vivo e Coscienza, un balletto cantato incentrato sul rapporto-scontro tra istinto e cultura e senza dubbio utile al fine di comprendere meglio l’episodio filmico in questione. La Ricotta pone così in primo piano il nesso conflittuale tra razionalità e innocenza, ideologia e vitalità primitiva, modernità e sacralità, rappresentate rispettivamente dalla voce del regista e dal ballo dei giovani, e dunque dall’intervento “culturale” che contrasta un’istintiva manifestazione di vita, quella stessa che tanto spontaneamente animava la preistoria delle borgate romane. Ma La Ricotta propone tale tema (sacro/moderno) soprattutto nella rivisitazione eclettica e originale della Passione in chiave ironica e amara, con riferimenti all’anarchia chapliniana, citazioni autobiografiche (sopr. Mamma Roma), letterarie (Donna del Paradiso di Jacopone da Todi), pittoriche (le Deposizioni di Rosso Fiorentino e Pontormo) e musicali (un malinconico Dies Irae, l’aria verdiana Sempre libera degg’io), mettendo in scena la vicenda di Stracci, un “escluso” della società, sottoproletario che deve morire “per fare la sua rivoluzione”, o ufficialmente, "per ricordarsi anche lui di essere vivo". Perché la sua vita non è che la schiena su cui pesa il parassitismo borghese, e la sua fine è a tutti gli effetti la morte di un “povero Cristo”. Ma nel contesto “”“blasfemo””” e marxista il contenuto umano del film non viene (anche volutamente) compreso, provocando il solito scandalo che perseguitava ormai Pasolini (secondo il procuratore della Repubblica Di Gennaro il film sarebbe "il cavallo di Troia della rivoluzione proletaria nella città di Dio"), e subisce di conseguenza prevedibili censure (come appunto la frase pronunciata da Welles sulla personale rivoluzione di Stracci). Ciò non toglie che il nucleo del pensiero pasoliniano sopravviva in tutta la sua scomoda evidenza, insinuando la denuncia di quello che il poeta stesso definirà il “genocidio antropologico” contemporaneo, e la perdita del senso del sacro in un presente borghese decadente, conformista, fondamentalmente fascista e insieme distruttore di ogni valore puro della tradizione. Nella sua brevità fedele al guizzo istintivo e al gesto libero, nella marcata alternanza tra bianco e nero e colore (le rappresentazioni sacre del passato rimangono per Pasolini vive e attuali, di una sacralità che scompare nel volgare grigiore della modernità), nella commistione di impegno etico-civile e fresca leggerezza, la Ricotta resta un prezioso dono del percorso artistico pasoliniano, una piccola perla uscita come le sue poesie, “dall’orlo estremo di qualche età sepolta”, o come il suo autore, di cui l’opera è corpo, “dalle viscere di una donna morta”. Siamo qui, dopo cinquant’anni, a dargli ragione, mentre si continua a sprofondare in modo sempre più ignavo nell’irreversibilità del “dopo storia”.
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Opinioni su La ricotta


18 dicembre 2011 Opinione di luisasalvi su "La ricotta"
luisasalvi

La ricotta è uno dei quattro episodi del film RO.GO.PA.G., in cui tutti gli episodi sono diversamente ispirati al saggio di Packard, I persuasori occulti, e alle diverse reazioni di fronte ai bisogni indotti imposti dalla società dei consumi per consentire lo sviluppo industriale.  Ma l'episodio di gran lunga più notevole è quello di Pasolini, La ricotta; anche questo si inserisce nel contesto del consumismo e nel discorso di opposizione ad esso di tutti gli episodi; qui il consumismo...

voto al film: luisasalvi assegna il voto ottimo a La ricotta (1963)

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4 dicembre 2010 Opinione di agathe67 su "La ricotta"
agathe67

uno dei migliori film di Pasolini, sublime e perfetto anche per la sua brevità...e proprio questa brevità lo rende ancora di difficile interpretazione, carico com'è di simboli e di significati nascosti; la geniale mistione tra bianco e nero e colore, il fatto di essere una storia dentro un'altra storia e una sorta di metafilm, la presenza folgorante di un cattivissimo e ineguagliabile Orson Welles, la poesia di uno tra i + grandi, se nn il + grande, intellettuale del...

voto al film: agathe67 assegna il voto ottimo a La ricotta (1963)

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16 aprile 2010 Opinione di AIDES su "La ricotta"
AIDES

Trentacinque minuti colmi di poetica vitalità animano questo mediometraggio strettamente collegato ad un copione teatrale musicale scritto da Pasolini sempre in quel 1963, Vivo e Coscienza, un balletto cantato incentrato sul rapporto-scontro tra istinto e cultura e senza dubbio utile al fine di comprendere meglio l’episodio filmico in questione. La Ricotta pone così in primo piano il nesso conflittuale tra razionalità e innocenza, ideologia e vitalità...

voto al film: AIDES assegna il voto buono a La ricotta (1963)

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24 marzo 2009 Opinione di antonio de curtis su "La ricotta"
antonio de curtis

UN OTTIMO EPISODIO(INTELLIGENTE L'IDEA DI GIRARLO METà A COLORI E META' IN BIANCO E NERO)CON UN GRANDE WELLES E BUONI ATTORI DI CONTORNO

voto al film: antonio de curtis assegna il voto ottimo a La ricotta (1963)



1 agosto 2008 Opinione di carlos brigante su "La ricotta"
carlos brigante

Lo vidi un bel pò di anni fa in Ro.Go.Pa.G. e mi tornò in mente (non so bene perchè, forse per l'atmosfera, mah) vedendo "Uccellacci e uccellini". "La ricotta" è veramente un piccolo gioiellino che parla di cinema, della società borghese, del qualunquismo, della standardizzazione della cultura media e della ferocia umana. Tutto ciò con unja venatura di umorismo nero e sarcasmo.

voto al film: carlos brigante assegna il voto ottimo a La ricotta (1963)

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22 luglio 2008 Opinione di LorCio su "La ricotta"
LorCio

Ha il pregio della breve durata. È fulminante e strepitoso. Inserito nel collettivo “Ro.Go.Pa.G.”, questo piccolo capolavoro di Pier Paolo Pasolini è una metafora eccellente sull’ingordigia e sulla volgarità della società contemporanea. È probabilmente il suo film più libero a livello intellettuale, sacrale, lirico. Gli abbaglianti colori della messinscena filmica, che si contrappongono al b/n della realtà del set, si ispirano alle tinte dei pittori post rinascimentali. La mdp...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a La ricotta (1963)



25 aprile 2008 Opinione di AlexDeLarge su "La ricotta"
AlexDeLarge

Uno dei capolavori pasoliniani. Sicuramente il miglior episodio del Ro.Go.Pa.G.. La breve durata permette al regista, senza rendere insostenibile il film, di andare molto a fondo sul tema della morte (uno dei preferiti e meglio discussi di PPP) che viene conciso con l'ultima battuta del grande Orson Welles: "Povero Stracci, morire, non aveva altro modo per far capire che anche lui era vivo". Un Welles in una delle sue migliori interpretazioni da attore che fornisce al suo personaggio, un...

voto al film: AlexDeLarge assegna il voto buono a La ricotta (1963)


3 giugno 2007 Opinione di luca826 su "La ricotta"
luca826

Voto 8 Sacro

voto al film: luca826 assegna il voto buono a La ricotta (1963)



28 ottobre 2006 Opinione di stalker63 su "La ricotta"
stalker63

Il poeta Pasolini riesce a trasmetterci grandi emozioni in poco più di mezz'ora, creando una storia indimenticabile. Ed ecco che Stracci, il protagonista, che se vogliamo incarna la figura della purezza, insomma di Gesù, viene condannato a morire in croce come un ladrone. Come altro lato della bilancia, abbiamo la sicurezza e l'arroganza di Orson Welles, destinata ad avere la meglio su tutto.

voto al film: stalker63 assegna il voto buono a La ricotta (1963)


18 settembre 2006 Opinione di Zarathustra su "La ricotta"
Zarathustra

La ricotta di Paolini è un episodio del film in quattro episodi RoGoPaG, dove gli altri tre episodi sono di Godard, Gregoretti e Rossellini che sono decisamente di livello inferiore (quello di Rossellini è davvero orribile!). Malgrado la ricotta duri solamente 35 minuti, essa è la summa di tutto il pensiero Pasoliniano, ciò non è poco in quanto qui parliamo di uno tra i maggiori (il più grande?) intelettuali italiani del '900. E' una critica molto dura sulla società moderna e sulla...

voto al film: Zarathustra assegna il voto buono a La ricotta (1963)




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