Riflessi sulla pelle (1990)
Con Jeremy Cooper, Viggo Mortensen, Lindsay Duncan
La trama
La tormentosa uscita dall'infanzia del piccolo Seth, fra paure, incubi e allucinazioni.
Seth è un bambino di nove anni che vive con i genitori in una casetta persa nell'immensità della pianura canadese. Attorno a lui accadono avvenimenti drammatici e tragici che il piccolo protagonista comprende secondo la propria sensibilità, suggestionata e inquieta. Il suo passo d'addio all'infanzia è costituito da emozioni profondamente sconvolgenti.A un superficiale livello di lettura il film può apparire un semplice horror, invece si tratta di un'inquietante interpretazione dell'abbandono dell'età infantile, di uno sguardo angoscioso buttato sul mondo adulto. Un'opera prima di robusta visionarietà e insolita durezza.
L'opinione più votata
Di ceo_85 scritta il 21/11/2011 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
La storia di Seth, un ragazzino di 9 anni vittima di avvenimenti tragici, che lo portano a elaborare la realtà secondo una sua visione fantastica, dolorosa, violenta, macabra, fatta di solitudine, ricerca di punti di riferimento, di attenzione, amore.
La cura con cui Ridley affronta un soggetto del genere è personalissa, tocca le corde più profonde della personalità dei personaggi (curatissimi), ricrea un'atmosfera che ricorda il cinema di Lynch, tra noir, dramma e horror. Evita accuratamente l'ironia, azzera ogni leggerezza, propria invece dell'età del giovane protagonista, fino a mostrare in ogni elemento, solo perdita, paura, dolore. Un calderone di negatività e negazione, che raffigura un contesto in cui nulla di quello che si percepisce sembra possa volgere al meglio.
Un film di grande compattezza tecnica, con una regia sicura, solida, priva di ogni superficialità, un ottimo cast di volti poco noti (cui spunta un giovane e bravissimo Viggo Mortensen), una colonna sonora indimenticabile, una fotografia eccellente.
Ci troviamo dinanzi ad una pellicola unica, per diverse motivazioni, che può accostarsi con poche altre del suo genere, un piccololo capolavoro intimista, dolorosissimo, che mostra nella più agghiacciante realtà, come lo schifo del mondo viene visto dagli occhi di un bambimo.
(ps. Se possibile, da vedere assieme a Tideland di Gillian, suo film gemello).
21 novembre 2011 Opinione di ceo_85 su "Riflessi sulla pelle"
Pochi artisti poliedrici (o presunti tali) possono anche lontanamente paragonarsi a Philip Ridley e al suo talento. Incredibile questa sua opera prima (cinematograficamente parlando), successiva ai sue due capolavori letterari Crocodilia e Gli Occhi di Mr Fury, con Riflessi sulla pelle, di cui ovviamente è anche sceneggiatore, continua il suo personale percorso negli orrori dell'infanzia. La storia di Seth, un ragazzino di 9 anni vittima di avvenimenti tragici, che lo portano a ...
voto al film: 
24 settembre 2009 Opinione di SaintlySinner su "Riflessi sulla pelle"
Non mi è dispiaciuto, ma non mi ha fatto nemmeno impazzire. "Riflessi sulla pelle" è un film molto duro e pessimista, una storia atroce vista dalla prospettiva di un bambino. La scena finale è molto bella.
voto al film: 
14 luglio 2009 Opinione di nip76 su "Riflessi sulla pelle"
Strano oggetto poco identificabile questa suggestiva opera prima.All'inizio sembra un horror,a tratti ricorda le atmosfere di David Lynch,poi ci si rende conto che stiamo guardando il mondo secondo gli occhi di un bambino di nove anni,travolto da eventi tragici.Ambientato nella profonda campagna americana dell'immediato dopoguerra,il piccolo protagonista distorce la realtà fatta di depressione omicidi e disagi,e la riempie di superstizioni vampiri e angeli.Ma prima o...
voto al film: 
3 maggio 2009 Opinione di maldoror su "Riflessi sulla pelle"
Poche sere fa ho visto questo piccolo film indipendente del 1991, diretto dallo scrittore canadese (e a quanto pare di culto) Philip Ridley, e mi ha lasciato una strana sensazione, piuttosto sgradevole. E' un film sulla perdita dell'innocenza, tema non nuovissimo ma trattato in maniera piuttosto originale dal regista. Il titolo fa riferimento alla "lucentezza" della pelle dell'infanzia, quindi all'innocenza, come quella del bambino protagonista del film, che vedrà accadere intorno a sè...
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8 febbraio 2008 Opinione di kotrab su "Riflessi sulla pelle"
Duro, inquietante, notevolissimo. 8 1/2
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30 maggio 2002 Opinione di Michele H.Pastrello su "Riflessi sulla pelle"
Sbalorditivo esordio dello scrittore pittore Ridley, in un inquietante dramma distorto, ripreso con gli occhi ambigui del piccolo protagonista. Figurativamente prepotente, fatto di colori forti (la fotografia è di Dick Pope), è un sinuosa ed originale riflessione sull’inscindibilità dell’innocenza dal male. Folle ma reale.
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