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La rimpatriata (1963)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La rimpatriata: assente
Ritmo ritmo in La rimpatriata: assente
Impegno impegno in La rimpatriata: assente
Tensione tensione in La rimpatriata: assente
Erotismo erotismo in La rimpatriata: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La rimpatriata

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La rimpatriata (voti: 3 media: 3,33) 3

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locandina di La rimpatriata

La trama

Un gruppo di amici sui 35 anni si ritrova, dopo essersi perso di vista da tempo, per una "notte brava" di libertà e di baldoria. Sono tutti sposati, con famiglia a carico e professionalmente sistemati. A poco a poco, l'euforia iniziale lascia il posto alla consapevolezza che un certo tempo della loro esistenza è irrimediabilmente passato e che probabilmente questo è stato il loro ultimo incontro. Le evidenti intenzioni di critica di costume vengono in parte vanificata dalla debolezza strutturale del film, che troppo concede ai toni della commediola. 

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L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 2012-01-07 13:40:53 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto buono

Ex Vitelloni dentro una Notte brava di Dolce vita, antesignani degli Amici miei: fra citazioni e luoghi comuni della commedia all'italiana, tipologia Sordi/Risi: caratterizzazioni schiette, fanfaroni presuntuosi incattiviti da una vita frustrante, ma basandosi non solo su di essa, Damiani disegna un quadretto estremamente impietoso - e realistico altrettanto - di un cambiamento sociale in atto. E mette in scena così l'impotenza di fronte alla patetica realtà, al trascorrere (per alcuni dei protagonisti invano) del tempo, la testarda incapacità di rassegnazione alla crescita e all'invecchiamento, e quindi al conseguente cambiare dei ruoli sociali. Chiari – bravissimo, ma spesso sopra le righe, evidentemente incontrollato da Damiani – è sempre un mattatore, ma proprio per questo risulta un po’ stonato in un ruolo impegnativo (e ciò non costituisce in effetti novità), al suo fianco c’è un manipolo di volti scelti con precisione chirurgica e di attori funzionanti: Francisco Rabal, Riccardo Garrone, Mino Guerrini (in seguito più noto come regista), Paul Guers, Leticia Roman (italianissima: vero nome Letizia Novarese); divertente inoltre il cameo di Gastone Moschin. La sceneggiatura dello stesso regista (con la collaborazione di Ugo Liberatore, Enrico Ribulsi e Vittoriano Petrilli) affonda di netto il coltello nel ventre molle di un’Italia reduce da un decennio di prosperità e conscia di essere arrivata alla vetta delle sue possibilità economiche, ma del tutto impreparata alla discesa (“Il miracolo economico è finito da un pezzo”, esclama uno dei protagonisti): è un quadro sociale terribile, ma vivo e questa è la forza principale del lavoro. La verosimiglianza di alcuni momenti è perfino eccessiva, quasi pasoliniana (ma sempre virata in forma di commedia, di commedia amarognola): perché nel cinema italiano del 1963 ancora nessuno aveva avuto il coraggio di raccontare con quanta facilità gli uomini abbandonassero le mogli a casa per cercare avventurette e quanto semplice fosse allo stesso modo per le donne lasciarsi andare per una sera e poi aggrapparsi alle solite scuse ipocrite del caso (il bere, l’insistenza maschile, l’euforia del momento). Uomini, donne, giovani, anziani, sposati, celibi, lavoratori, disoccupati: non ne esce bene nessuno e questa è l’unica cosa sicura del film, che si chiude in maniera sublime alle titubanti luci di un incerto mattino. Il bianco e nero di Alessandro D’Eva fotografa la nostalgia di un tempo sepolto per i protagonisti e precipita il pubblico nella desolazione delle loro vite, che rappresentano almeno in parte anche quella dello spettatore. 8/10.
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SI

Opinioni su La rimpatriata


2012-01-07 13:40:53 Opinione di mm40 su "La rimpatriata"
mm40

Ex Vitelloni dentro una Notte brava di Dolce vita, antesignani degli Amici miei: fra citazioni e luoghi comuni della commedia all'italiana, tipologia Sordi/Risi: caratterizzazioni schiette, fanfaroni presuntuosi incattiviti da una vita frustrante, ma basandosi non solo su di essa, Damiani disegna un quadretto estremamente impietoso - e realistico altrettanto - di un cambiamento sociale in atto. E mette in scena così l'impotenza di fronte alla patetica realtà, al trascorrere (per alcuni dei...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a La rimpatriata (1963)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

2010-08-08 12:21:39 Opinione di sasso67 su "La rimpatriata"
sasso67

Film personale di Damiani, che tenta la via di una storia milanese, lontana parente dei Vitelloni di Fellini ed in anticipo rispetto ad un film per certi versi simile come Mariti (1970) di Cassavetes. Non tutto funziona come dovrebbe, forse perché non tutti i protagonisti sono ugualmente messi a fuoco e lo sguardo sul mondo femminile lascia un po’ a desiderare. Forse il personaggio meglio delineato è quello dell’avvocato trapiantato a Roma (Rabal), che da...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a La rimpatriata (1963)

nessun commento
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2004-08-28 02:58:39 Opinione di Super Valerio su "La rimpatriata"
Super Valerio

Damiani dimostra di non essere avvezzo alla commedia di costume. Alcune sequenze lasciano il segno, ma il colpo di sonno è costantemente in agguato. Ottimi Chiari e Rabal.

voto al film: Super Valerio assegna il voto sufficiente a La rimpatriata (1962)



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