Rio Conchos (1964)
Con Richard Boone, Anthony Franciosa, Stuart Whitman, Jim Brown
La trama
Traffici d'armi e losche trame sullo sfondo della guerra di Secessione.
Un ex ufficiale sudista viene arrestato dal capitano Haven per una sparatoria con alcuni indiani. Si scopre che la pistola però fa parte di un carico di armi rubate all'esercito in modo piuttosto misterioso. Il capitano Haven seguendo questa traccia scopre che un ex ufficiale sudista impazzito, credendo che la guerra di Secessione non sia ancora finita, vuole vendere quelle armi agli indiani perché si sollevino.
È un western insolito, pieno di strane situazioni e strani personaggi. Forse l'opera migliore del suo regista. È un film violento, ma anche sentimentale, pieno di inseguimenti e sparatorie. Ben delineate le psicologie dei personaggi.
L'opinione più votata
Di dedo scritta il 22/02/2011 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
Così comincia questo western, stilisticamente diverso dai consimili film di genere. Il regista, G. Douglas, non molto considerato, presenta un prodotto in cui, pur non mancando la componente d’azione, preferisce approfondire, con abilità, la personalità dei suoi personaggi. L’ex capitano confederato James “Jim” Lassiter (R. Boone) è un uomo pieno di rancore, sia perchè non si è ancora assuefatto, dopo 2 anni, alla sconfitta bellica, ma soprattutto ha subito la perdita, dopo atroci torture, della moglie e del figlio ad opera degli Apache. Odia questi indiani e disprezza gli yankee. Ma è un uomo di coraggio, pronto a rischiare in caso di necessità, con un personale codice morale che lo porta a rivedere le sue convinzioni di fronte al dramma subito proprio da una donna Apache. Arrestato per l’uccisione degli indiani, ritrova in cella il messicano Juan Luis Rodrigues (A. Franciosa), che conosce bene e deve essere impiccato l’indomani con l’accusa di omicidio. Con una punta di razzismo, Juan viene dipinto come un essere infido e subdolo, abile nell’uso del coltello, con un sorriso falso ed un untuoso modo di fare, privo di ogni senso morale. Su pressante invito del comandante del forte, accetta di guidare una spedizione per impedire la vendita di duemila fucili a ripetizione agli apache da parte di un colonnello sudista. Pone come condizione di essere accompagnato da Juan, che conosce bene l’ambiente e la lingua spagnola. La missione, al comando del capitano Haven (S. Whitman), accompagnato dal sergente Franklin (J. Brown), uomo di colore e figura di fiducia del capitano, è in realtà una trappola esplosiva (50 barili di polvere da sparo) per invogliare il colonnello sudista a farsi incontrare e fare esplodere il contenuto vicino ai fucili oggetto di scambio. Haven, uomo duro, diffidente, abile, non ha una coscienza pulita: era lui al comando del trasporto dei fucili rubati ed era d’accorto sul furto, assieme al sergente. Dopo un percorso in luoghi inospitali, caldi, ventosi e polverosi, che mettono a dura prova i rapporti fra i quattro personaggi, il contatto col colonnello sudista si verifica. E’ un altro singolare personaggio: paranoico, fanatico della disciplina, con l’intenzione di installarsi nella zona di Rio Conchos, aiutato da molti soldati sudisti che non hanno voluto cedere le armi. Per ricordare l’ambiente da cui proviene, si è fatto costruire la facciata di una abitazione tipica della Virginia. Con questa vendita conta di ricostruire un’angolo di ambiente sudista.
I buoni sono buoni, i cattivi sono cattivi. Tutto come da copione, ma il film mantiene ritmo e suspense sino in fondo, sostenuto dalla peculiarità dei personaggi, in ottima forma, che imprimono un sapore particolare al tessuto narrativo e da una buona sceneggiatura in ambienti quasi sempre all’aperto, in una natura selvaggia e splendida. Da vedere per gli aspetti inconsueti rispetto ai western cui siamo abituati. Voto 7
10 gennaio 2012 Opinione di scapigliato su "Rio Conchos"
Due sono le immagini emblematiche del film, che sono poi anche la cifra con cui ci viene consegnato alla storia del genere: l’incipit e l’epilogo. Il film infatti si apre con una scena in campo lungo, dove in primo piano un gruppo di indiani sta celebrando un rito funerario mentre in lontananza la silohuette di un uomo col fucile si erge sul crinale – invece che gli indiani, come tradizione vorrebbe – e spara uccidendoli tutti. L’uomo è Richard Boone, con quella faccia un po’...
voto al film: 
11 aprile 2011 Opinione di luca826 su "Rio Conchos"
VOTO 7,5 SOTTOVALUTATO (Tv 10 Aprile 2011) Non siamo ancora nel revival politically correct della New Hollywood, i territori sono ancora classici, ma ormai il genere si stava evolvendo in una forma più laida e violenta (gli "spaghetti" daranno poi il colpo di grazia) sempre più propensa alla malinconia e all'introspezione psicologica dei caratteri. Ma Douglas conquista lo spettatore anche con un solido spirito avventuroso, senza mai perdere di vista sia il paesaggio che il...
voto al film: 
22 febbraio 2011 Opinione di dedo su "Rio Conchos"
Una triste nenia funebre accompagna il funerale di un guerriero Apache. I compagni stanno ricoprendo il cadavere con dei sassi, per evitare che la salma venga oltraggiata dagli animali selvatici in quella landa assolata. Sul fondo, sopra una bassa cresta, un cavaliere osserva la scena. Poco dopo una serie di colpi di fucile interrompe la cerimonia e tutti gli indiani vengono uccisi. Così comincia questo western, stilisticamente diverso dai consimili film di genere. Il regista, G....
voto al film: 
5 giugno 2007 Opinione di emmepi8 su "Rio Conchos"
Un film nascosto, quasi invisibile eppure un film davvero ragguardevole. Si avventura in una storia non facile e la svolge in maniera coerente con i canoni vigenti nel western, ma tenendo conto di argomenti scottanti. Rapporti post vittoria dei nordisti sui sudisti, piccole gangs isolate rimaste ancora indomate, ed una ricostruzione affascinante del villaggio quasi fantasmagorico che si trova appunto a Rio Conchos, che ricorda da vicino il Cuore di Tenebra di Conrad, se non Apocalpse Now...
voto al film: 
29 gennaio 2005 Opinione di fabio '80 su "Rio Conchos"
Un film in cui non è piu' tanto l'uomo contro l'uomo ma la ragione contro la follìa.L'ex ufficiale sudista si lascia alle spalle i fantasmi del passato e agisce con razionalità,alleandosi con i nemici di un tempo per fermare un pericolo incombente.
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