Robin e Marian (1976)
Con Sean Connery, Audrey Hepburn, Robert Shaw, Nicol Williamson, Richard Harris
La trama
Gli acciacchi dell'età non fermano l'eroe della foresta di Sherwood.
Robin torna da una crociata e scopre che Marian, nell'attesa, s'è fatta monaca. Il problema si risolve in fretta e i due tornano insieme. Quel che non si risolve subito è il dissidio con lo sceriffo di Nottingham. Nel duello finale Robin risulta vittorioso, anche se Marian, per il futuro, ha delle idee un po' particolari. Il mito di Robin è tornato sulla terra e non ha l'agilità di Douglas Fairbanks, ma l'ironia adulta e saggia di Sean Connery. La stessa Audrey Hepburn, se è per questo, non è più una bimba. Magistrale tutta la seconda parte del film con la battaglia finale, il massacro dei popolani e il duello tra Robin e lo sceriffo. La pellicola divertente e triste vide anche l'esordio, in un ruolo di tre secondi, di Victoria Abril, l'attrice spagnola che ha riscosso grandi consensi con "Légami" e "Tacchi a spillo". Ottima la sceneggiatura di James Goldman che riesce a mettere in luce il senso dell'avventura con una tenera storia d'amore.
L'opinione più votata
Di dedo scritta il 07/01/2010 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
Il regista Lester nel 1976 compose questo film (sicuramente ispirandosi a “vent’anni dopo” di Dumas: troppi punti di contatto tra i rispettivi mitici eroi), ma opera una scelta artistica e strategica fondamentale: distrugge la credibilità di Riccardo Cuor di Leone, sino ad allora costantemente incombente come un buon re, amante del popolo, sfortunato, unico capace di sollevare le condizioni di una nazione vessata dalle prevaricazioni sia da parte dello Sceriffo di Nottingham che dal reggente Giovanni Senza Terra, e trasformandola in quella di un despota, ingrato, crudele e sanguinario riuscendo così a focalizzare l’attenzione dello spettatore sulle vicende solo di Robin Hood , Marian e dello Sceriffo di Nottingham, il Bene e il Male. L’altra grande idea è stata quella di presentare i personaggi non nel pieno della baldanza, esuberanza e spavalderia tipiche di eroi in età giovanile, ma in persone mature sia pure animate dalle stesse sensazioni ma coscienti di possedere un fisico acciaccato dall’età, ancora capaci di odiare e di amare, timidamente, con consapevolezza, pieni di voglia di vivere, ricorrendo costantemente a dialoghi aderenti alla realtà, quasi rudi, rustici, ricchi arguzia popolare, privi di retorica, essenziali. Ed in questo ruolo chiama due attori fantastici, capaci di dare corpo alle fantasie del regista nel modo più completo e convincente. Ed infine Lester ha potuto disporre di una coreografia essenziale, impagabile, capace di rendere l’immagine dell’Inghilterra (pur essendo stato girato in Spagna) coerente con il suo aspetto alla fine del XII secolo (come si legge bene nei libri di Bernard Cornwell), le rovine romane (la strada che porta a Nottingham), il convento di canniccio. Fotografia inoltre eccellente: ripensiamo all’inizio al primo piano del viso del vecchio, orbo, dignitoso e rassegnato, capace di reagire alle avversità (il lancio della freccia contro Riccardo, a mano, perché privo anche di una balestra) nonostante l’inevitabile sorte che lo attende. Da tutti questi ingredienti Lester trae una struggente storia di avventura, amore e morte che lasciano il segno e commuovono. Numerosi sono i momenti avvincenti presenti nel film: dall’assedio burletta del castello normanno che avrebbe contenuto una statua d’oro, alla festa di addio di Re Riccardo, al ritorno a Sherwood, dopo la III Crociata e a più di 40 anni. ESPANDI +
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20 marzo 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "Robin e Marian"
Bel film d'avventura che rivisita e reinventa il mito di Robin Hood con grande intelligenza ed originalità, tenendosi alla larga da ogni figura retorica. Attori uno migliore dell'altro. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:1 ritmo:3 impegno:1 tensione:3
voto al film: 
7 gennaio 2010 Opinione di dedo su "Robin e Marian"
La mitica figura di Robin Hood e della sua compagna Marian, eroi di ballate popolari inglesi, sono state oggetto di numerose opere sia televisive, teatrali e cinematografiche sin dai tempi del cinema muto: Il Primo film di rilevanza mondiale fu il “Robin Hood” del 1922 interpretato da Douglas Fairbanks (assieme a Wallace Beery), seguito, con maggior successo, dal film di Curtis “la leggenda di Robin Hood” con Errol Flynn del 1938. Da allora le avventure della foresta...
voto al film: 
31 dicembre 2009 Opinione di emmepi8 su "Robin e Marian"
Un'idea cinematografica bellissima, anche se non insegue il facile successo, rimane un film classico e bello nel tempo. Un duo di attori formidabili e pienamente in ruolo. Un ritorno come si deve della Hepburn, che dopo l'abbandono la pausa, non aveva indovinato vari personaggi essendo cambiato il suo viso con la maturità. Lester che viene da un cinema più ironico, qui pur non abbandonando la sua verve naturale, riesce ad introdurci in un'atmosfera sentimentale vera ed...
voto al film: 
14 gennaio 2009 Opinione di LorCio su "Robin e Marian"
Robin torna dalle crociate. Non è vecchio, avrà quarant’anni (età di tutto rispetto per l’epoca), ma porta i segni delle lotte, nonostante manifesti ancora una certa vivacità nel movimento dello scazzottare. Ritrova Marian, che si è fatta suora. E lo sceriffo, sempre più dispotico. C’è in ballo l’onore, ma anche la necessità di ricollegarsi con un passato mai dimenticato. E l’amore, sottilmente, urla le sue esigenze: non c’è velo che tenga, una freccia che trafigge non...
voto al film: 
11 gennaio 2009 Opinione di mmciak su "Robin e Marian"
"Robin e Marian" diretto nel 1976 da Richard Lester, devo dire che mi è piaciuto. La storia tratta che Robin torna da una lunga crociata e scopre che Marian,nell'attesa, si è fatta monaca. Però Il problema si risolve subito e tornano insieme. Invece quello che non si risolve subito è il dissidio con lo sceriffo di Nottingham. Il Film prodotto dalla Columbia Pictures e diretto da Richard Lester,il regista dei Beatles, è una rivisitazione diversa del mito di Robin...
voto al film: 
11 gennaio 2009 Opinione di jonas su "Robin e Marian"
Ottima rivisitazione del mito di Robin Hood, né parodica né dissacratoria, solo scanzonata e (soprattutto verso la fine) crepuscolare, con gli eroi (ma anche gli antagonisti: lo sceriffo è un rivale degnissimo) ormai stanchi e invecchiati. Robin torna in Inghilterra dopo la crociata; vuole lasciarsi alle spalle la vita violenta che ha condotto fino ad allora (la prima sequenza mostra l’espugnazione di un castello difeso solo da donne e bambini, e dal racconto di...
voto al film: 
11 gennaio 2009 Opinione di Ivanhoe su "Robin e Marian"
Ottima rivisitazione dell'epopea di Sherwood con un cast di attori in stato di grazia. Scanzonato e serissimo al contempo, Robin e Marian è un film che lascia il segno, con un'attenta ricostruzione ambientale (un'Inghilterra già romana ora abbandonata, sppur girata in Spagna) popolato da personaggi disillusi: Robin deluso dalle crociate inutili e violente, Marian a sua volta delusa dall'uomo che amava e che, malgrado le promesse, l'aveva abbandonata per l'avventura, lo Sceriffo che,...
voto al film: 
12 febbraio 2008 Opinione di will kane su "Robin e Marian"
Dal regista che , anni dopo, immise una certa dose di umorismo nella saga dell'Uomo d'Acciaio, una rivisitazione della leggenda dell'arciere di Sherwood intrisa di affettuosa ironia, ma anche di struggente malinconia sull'invecchiamento , sull'amore che cambia di conseguenza all'età, sui miti della giovinezza e la coerenza di un ideale. Richard Lester si rifà alla versione letteraria che Alexandre Dumas romanzò sull'eroe che rubava ai ricchi per dare ai poveri, raccontandone la...
voto al film: 
17 agosto 2007 Opinione di bradipo68 su "Robin e Marian"
La saga dell'arciere della foresta di Sherwood e la sua faida col malvagio sceriffo di Nottingham come non si era mai vista al cinema.Un cinema che rivela le debolezze delle leggende(un Robin ormai in la'con gli anni,ingrigito e con calvizie incipiente,una Marian non solo decorativa ma adulta e pensante),che ironizza sull'eta'dei suoi protagonisti e che si concede il lusso di un finale di assoluta poesia in cui Robin scaglia una freccia ed esprime il desiderio di essere sepolto insieme a...
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