Opinione di will kane su Rollerball
Con James Caan, John Houseman, Maud Adams, John Beck
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Sul film
In un mondo futuro,ma nemmeno poi troppo,si assiste a una globalizzazione definitiva,sorretta da multinazionali corporative(notate che il film è del 1975,e certe teorie mica sono poi tanto sballate...),le guerre sono un ricordo lontano,e la violenza è interamente convogliata in un gioco mortale denominato "Rollerball".Norman Jewison,che ha il merito di aver spaziato in molti generi,e spesso di aver proposto temi interessanti in meccanismi spettacolari appetibili alle grandi platee,girò un film di fantascienza della categoria che puntava a filosofia e grandi punti interrogativi per l'uomo d'oggi mostrandogli una possibilità circa il suo futuro.Prendendo spunto da un breve racconto trovato su una rivista,Jewison e i suoi sceneggiatori hanno avuto l'occasione per realizzare un bellissimo apologo di grande modernità, nella storia del supercampione Jonathan E(Egli,l'Uomo simbolico),che rifiuta di accettare la macchinazione annullatrice della volontà e della personalità dei grandi poteri,per ribadire un principio di Umanità,per quanto fragile,per quanto istintiva,e rischiare di mettere in crisi l'intero Sistema.Nella scena,stupenda,in cui il vincitore si ferma mentre sta per uccidere l'ultimo rivale rimasto vivo alla sanguinosissima finale(in cui Jonathan avrebbe dovuto essere assassinato),si ha modo di valutare la bravura d'attore,veramente impressionante,di James Caan:perché il furore,la determinazione omicida,la stanchezza fisica che confluiscono in un'espressione di pietà,soprattutto per se stesso e il genere umano,quell'attimo sospeso in cui capisce che puo'fermare il Gioco,non è da meno dell'indimenticabile morte del replicante Rutger Hauer in "Blade runner".Un bellissimo,teso,trascinante esempio di fantascienza umanista.
Commenti
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8 dicembre 2008, 01:18 di Inside man
Rollerball ed il Jonathan di un formidabile Caan sono stati alcuni dei miti della mia giovinezza. Oggi, con grande disappunto, registro un notevole ridimensionamento da parte della critica (unitamente alla filmografia dell'ottimo Jewison), pertanto, trovandomi in totale sintonia con quanto scrivi, mi appiglio fortemente alla tua recensione: film bellissimo e profetico!
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9 dicembre 2008, 15:26 di will kane
Concordo, Jewison ha avuto l'unica colpa di rimanere un pò a mezza strada: non abbastanza "personalizzatore" dei propri lavori per essere considerato un autore a tutto tondo, troppo eclettico nei generi per trovare la cifra più adatta a sè. Però lo inserirei in quella fascia non così affollata di cineasti, autori "popolari" alla Sidney Pollack che tanto hanno dato al cinema americano e mondiale.Ciao
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9 dicembre 2008, 18:26 di Inside man
Ineccepibile! Ciao.
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