Il rossetto (1960)
Con Pierre Brice, Pietro Germi, Laura Vivaldi, Giorgia Moll
La trama
La dodicenne Silvana De Carli (Vivaldi) si innamora, ovviamente non ricambiata, del trentenne Gino (Brice), fidanzato con Lorella (Moll). Stando sulle tracce del suo uomo, la ragazzina lo vede un giorno uscire dalla casa dove è stato commesso un omicidio. Gino confida al commissario Fioresi (Germi), che si occupa del caso, le fastidiose attenzioni che deve subire da parte di Silvana. È l'opera prima di Damiani, un intreccio giallo scritto con la collaborazione di Zavattini. Un buon esordio sia per la definizione psicologica dei personaggi che per il ritratto d'ambiente.
L'opinione più recente
Di mm40 scritta il 16/10/2009
Voto al film: 
16 ottobre 2009 Opinione di mm40 su "Il rossetto"
Giallo-poliziesco italianissimo, ma di chiara influenza americana che viene ricordato principalmente per due motivi: si tratta dell'esordio di Damiani dietro la macchina da presa e di una grande prova (come sempre, d'altronde) di Germi attore. Peraltro il suo commissario ricorda molto da vicino quello appena interpretato nella sua stessa regia del Pasticciaccio brutto (Un maledetto imbroglio). Il rossetto 'galeotto' è quello che la tredicenne usa, attirandosi accuse e infamie dal...
voto al film: 
29 luglio 2009 Opinione di luisasalvi su "Il rossetto"
Un buon poliziesco psicologico, ma soprattutto un amaro quadro della società del tempo. In Il rossetto, Silvana si dice ed è detta quasi quattordicenne; dice di aver visto in passato l’uomo che ama uscire dall’appartamento in cui ora è avvenuto un omicidio; lui vuole convincerla che si è sbagliata, poi, per timore che lo dica lei, lo dice lui alla polizia che lo interroga sull’omicidio, presentandola come mitomane; ma lei è creduta...
voto al film: 
9 agosto 2008 Opinione di sasso67 su "Il rossetto"
Damiani esordisce nel lungometraggio con questo bel “giallo sociologico”, scritto con sapienza da lui stesso con Zavattini, e diretto con piglio sicuro e diritto all’obiettivo. Pur scegliendo un veicolo popolare, l’intento del regista è quello di far passare una critica alla società italiana del tempo e alla mentalità borghese che la domina(va?). Ponendosi nella scia, seppure con mire meno metaforiche, del Germi (che infatti interpreta anche qui...
voto al film: 



















