Salomè (1972)
Con Carmelo Bene, Donyale Luna, Lydia Mancinelli, Veruschka, Alfiero Vincenti
La trama
Rivisitazione del dramma di Wilde operata dal "talentaccio" di Carmelo Bene.
Erode ha sposato la cognata Erodiade. Nel corso di un banchetto non riesce a staccare gli occhi dalla bella figliastra Salomé. Le chiede di danzare per lui, promettendole in cambio ciò che lei vorrà chiedergli. Salomé prima nicchia, ma poi acconsente, chiedendo in premio la testa di Giovanni Battista. Il tetrarca la accontenta, ma non finisce meglio della sua vittima.
Operazione provocatoria e geniale di Bene (che interpreta Erode) sul testo di Oscar Wilde. Salomé è l'avveniristica modella Donyale Luna. Colori, voci e musiche formano un impasto rutilante, indescrivibile e dissacratorio: senza dubbio irritante per chi non ama emozioni artistiche forti.
L'opinione più votata
Di carlos brigante scritta il 01/10/2008 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [1]
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27 maggio 2010 Opinione di luca826 su "Salomè"
VOTO 7 SCONVOLGENTE Eccentrico, imprevedibile, anche disgustoso, ma forse proprio questo è cinema. Bene era un'artista di rara intelligenza ed in quest'opera fiume di soli 80 minuti, riversa una quantità tale di elementi (ostici, da decifrare attraverso la cultura e la sensibilità artistica) per un dramma intimistico per pochi o forse per nessuno, che sconvolge tutti i sensi (per cominciare dalla vista, con quei colori così accentuati). Si può disgustare...
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6 settembre 2009 Opinione di mm40 su "Salomè"
Che sia un film tratto dalla Salomè di Wilde si può intuire solamente dal titolo, poichè nulla ha a che vedere con l'idea classica di rappresentazione teatrale, prima ancora che con l'opera del grande scrittore irlandese. Bene prosegue nel suo delirante percorso (fuga, sarebbe meglio definirla) di destrutturazione della forma cinematografica, compiendo un altro passo, senz'altro affascinante, verso nuove dimensioni e nuove prospettive, ma gettando sostanzialmente via i...
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27 maggio 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Salomè"
Uno schiaffo alla sensibilità. Inteso non come atto dispregiativo, ma gesto capace di turbare più volte e in vario modo, fin dal violento incipit: fotogrammi a valanga che paiono affastellati secondo una strana logica di molestia visiva. Vuol essere estremo in ogni componente del suo apparire e ci riesce per mezzo della brutalità stilistica che gli consente di disorientare sempre, senza farsi alcuno scrupolo riguardo le ripercussioni che tanto disturbo potrà avere su chi guarda. Il...
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1 ottobre 2008 Opinione di carlos brigante su "Salomè"
Le opere di Bene richiedono sempre un alto impegno intellettuale e bisogna sottostare al suo "gioco" immaginifico. Bisogna lasciarsi violentare dal "qui" e dall' "ora" della sua estasi di significanti e in un secondo momento (nella post visione) riflettere e rigodere quanto visto. Il suo e un non-cinema e un non-teatro impiantato su un non-spazio che segue un filo non-narrativo nel senso che il tutto acquista una forma diversa (e per certi versi anarchica) dalla classica forma Cinema....
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5 maggio 2007 Opinione di pukki su "Salomè"
bellissimo: il lucido delirio di un genio del teatro
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3 maggio 2007 Opinione di truffaut su "Salomè"
Da amare alla follia. Come ha detto una mia amica che di teatro se ne intende, Wilde ne sarebbe entusiasta.
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25 dicembre 2006 Opinione di Zarathustra su "Salomè"
Un film assurdo e delirante dal quale non si percepisce un messaggio chiaro e, io credo, nemmeno un messaggio confuso, semplicemente ciò che viene trasmesso è la visionaria pazzia del suo regista. Il Salomè di Wilde è solo un pretesto per scatenare tutta la sua forza creativa di colore, di montaggio e per esprimere tutta la rabbia schizzofrenica che punta a distorcere o a distruggere le regole, come Bene ha fatto anche per il linguaggio teatrale. Un'opera sicuramente provocatoria che ha...
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1 dicembre 2004 Opinione di kotrab su "Salomè"
Una grande orgia oltre che di corpi, di voci, di suoni, di grida, di gioielli, di paramenti e tessuti vari, di movimenti repentini e travolgenti, sia degli attori che della macchina da presa, con inquadrature della durata quasi sempre di anche meno di un secondo, vortice delirante di gola, vanità, lussuria e orgoglio, di colori in bilico tra l'annullamento del nero da cui sono avvolti e l'abbaglio del bianco; e ancora piante, sangue, vino, acqua, le voci di due/un personaggi/o che si...
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