Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
scrivi la tua opinione

Opinione di Dying Theatre su Sammy & Rosie vanno a letto

[Sammy and Rosie Get Laid, Gran Bretagna 1987, Drammatico, durata 99']   Regia di Stephen Frears
Con Shashi Kapoor, Frances Barber, Ayub Khan Din, Roland Gift, Claire Bloom




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

Non ancora bookmarkato  
27/12/2008 voto al film: voto ottimo

Sul film

Splendido, vibrante, variopinto affresco umanista disegnato, con tratto lieve eppure riconoscibilissimo, da quel grande e sottovalutato autore che è Stephen Frears. L'impegno civile nel voler mettere a nudo i traumi e le contraddizioni d'una Londra thatcheriana livida e sanguinante, si coniuga, quasi magicamente, con un livello narrativo parallelo assai più intimista, 'privato', d'una suggestione quasi favolistica. L'alchimia è perfetta. Su uno sfondo 'pubblico' che sembra lasciare assai poche concessioni alla speranza s'agitano figure eccentriche e marginali, soggettive dissimili e complementari, ansiogene, fameliche, rassegnate o rabbiose. Comunque e sempre, straordinariamente, VIVE. Fantasmi compresi. Camuffata da commedia di costume l'opera di Frears è in realtà - quanto e più del precedente e meno armonico 'My beautiful laundrette' - uno spietato ed anarchico grido d'indignazione verso ogni forma di 'colonizzazione intellettiva', di resa conformista alle ineluttabilità di classe, di accettazione supina e 'digeribile' delle prevaricazioni silenziose d'ogni massa inerte e cannibalica. Quale che sia la bandiera dell' 'Impero' e per quanto impalpabile appaia il 'nemico' da combattere. In un finale straziante e controllatissimo s'intravede un bagliore. Di consapevolezza, più che di speranza. E' già moltissimo. Per un Cinema di contenuti davvero poco descrivibile, certamente non catalogabile e tristemente, quanto prevedibilmente, rimosso dalla programmazione di ogni palinsesto 'main stream', oltre che dalla memoria storica ed estetica di tanta critica solipsista e colpevole.


SI

Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?