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Opinione di movieman su Saranno famosi





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29/03/2004 voto al film: voto buono

Sul film

Il musical, diciamo la verità, andrebbe annoverato nel genere fantastico, con quelle sue canzoni, quelle coreografie, quei suoi balletti che nascono dal nulla, come per magia in un mondo surreale, in una dimensione extratemporale dove tutto il resta si ferma e dove i testi stessi delle canzoni sono parte integrante del tessuto narrativo. Tutto indubbiamente affascinante, ma un po' di vecchio stampo, da prendere a piccole dosi e che a volte può snervare. "Fame" non e' niente di tutto questo, e' un autentico e portentoso musical che pero' si preferisce chiamare music drama dove il piano narrativo e quello musicale mai si sovrappongono, mai si confondono tra di loro e mai si scambiano di ruolo. Ognuno rimane al suo posto, ma questo non impedisce alla musica di ritagliarsi il suo spazio, anzi, essa ne esce esaltata e rinvigorita, proprio perche' isolata e capace di slegarsi dal contesto che altrove la imprigionerebbe, tutto all'insegna di un realismo tenue, di un "potrebbe succedere"...via quindi a balli scoreografati, istinitivi e impulsivi nel traffico newyorkese, a scatenate e "calde" pause pranze a tutto rock dove i ritmi si fanno vieppiù forsennati e a momenti più intimisti seduti ad un piano o nella penombra di una stanza. Un film pieno di vivacità quindi, ma che lascia fortemente intravedere lo spettro della disillusione e dell'insuccesso (film quindi ancora insistentemente figlio, cinematograficamente, degli anni '70), senza mai drammatizzarlo, assolutizzarlo o profetizzarlo, basta notare in questo senso il finale che non potrebbe rendere il concetto più chiaro. Tanta rivitalizzante nostalgia suscita il film rivedendolo oggi, oltre a generare una doverosa rivalutazione critica. Un plauso ad Alan Parker che mai più si ripeterà a questi livelli.


SI

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