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Saxofone (1978)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Saxofone: presente
Ritmo ritmo in Saxofone: presente
Impegno impegno in Saxofone: assente
Tensione tensione in Saxofone: minimo
Erotismo erotismo in Saxofone: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Saxofone

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Saxofone (voti: 18 media: 2,78) 18

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La trama

Una signora della buona borghesia milanese si innamora di un vagabondo, suonatore di sax, che dispensa pillole di saggezza, ma che si mostra insensibile al suo fascino. La cosa va avanti fino a quando la donna capisce che non è il caso di insistere. Apologo ironico dovuto alla penna di Jannacci, Pozzetto, Ponzoni e Beppe Viola. Meno riuscito che nelle intenzioni, ma con una vena surreale non volgare. E' il primo film diretto da Pozzetto. 

L'opinione più votata

Di hallorann scritta il 18/01/2011 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Renato Pozzetto è stato uno dei comici più popolari del cinema italiano. Negli anni settanta la sua popolarità è legata all’amico e altrettanto bravo comico Cochi Ponzoni, Cochi e Renato, un duo nato sulle tavole del tempio milanese del cabaret quale era il DERBY, affermatisi poi in televisione con alcune trasmissioni storiche e tuttora innovative, costruite intorno alla loro comicità nonsense, surreale e aliena. Un capitolo a parte meriterebbero le incursioni nella musica. Renato a metà anni settanta prende la via del cinema, Cochi pure (con molta meno fortuna) e quella del teatro. Renato di destra (non ha mai nascosto le sue simpatie per Formigoni), Cochi di sinistra. Riunitisi a fine anni novanta con la serie e il disco NEBBIA IN VAL PADANA, pochi anni fa con maggiore convinzione sono tornati in teatro con qualche fortunata capatina in Tv. L’amicizia tra i due non si è mai interrotta. Nel 1978 Pozzetto macina un film dopo l’altro, un successo dietro l’altro (per altri dieci anni circa), ed ecco che il produttore Achille Manzotti lo fa esordire alla regia. Il copione lo scrivono lui, Cochi e i grandi Enzo Jannacci e Beppe Viola: le anime del Derby, i mecenate non solo di loro ma di tutto un mondo riconducibile a certi umori e umorismi meneghini. SAXOFONE è il Pozzetto migliore (insieme a LA PATATA BOLLENTE e DA GRANDE) che conosciamo: svagato, simpatico, impacciato, si aggira per una Milano che pare un piccolo centro di provincia fatta di personaggi e situazioni bizzarre. Il suo nome è Sax suona il sassofono che porta dentro una grande custodia, incontra un frate (Cochi) che lo battezza con un innaffiatoio, ascolta la sua predica e duetta all’organo poi gli muore davanti investito da una bella signora borghese annoiata (Mariangela Melato) sposata con un antipatico salumiere tennista (Teo Teocoli). La donna comincia  a seguire Sax che le fa conoscere una serie di assurdi personaggi tra i quali Cricca, un capofficina bambino (Giacomo Pozzetto), poi un intellettualoide (un esilarante Diego Abatantuono alla prima del terrunciello) “è tutto sotto metafora” che “spiega le cose alla gente” citando Gaber e scimmiottando i marxisti del tempo. Lei si innamora di Sax e del suo singolare modo di vivere, ma alla fine farà un’altrettanto singolare sorpresa. SAXOFONE è tutto giocato sullo humour del Derby e sulla filosofia di vita di Sax artista barbone. Il film però è anche una favola buffa e stralunata in cui i bambini sono responsabili (interpretati brillantemente dai figli di Pozzetto, Francesca e Giacomo) e gli adulti scorbutici, affaristi e insensibili. Quest’opera prima non va presa troppo sul serio, si lascia vedere col sorriso tra le labbra e mette di buonumore come quando Sax suona il motivetto orecchiabile composto da Jannacci. Spassose le apparizioni di Massimo Boldi, Felice Andreasi e alcune scene come “la pipì che scappa” e il ciccione che danza leggero come una piuma in strada e in piscina.
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SI

Opinioni su Saxofone


29 settembre 2011 Opinione di will kane su "Saxofone"
will kane

Debutto nella regia per Renato Pozzetto,quando il successo personale era in piena ascesa,con un film cosceneggiato con Enzo Jannacci ed il povero Beppe Viola,una commedia tutta spinta su un tono surreale,che probabilmente nelle intenzioni è debitrice di "Miracolo a Milano",e guardandolo,non sono lontane influenze dall'allora recente "Yuppi du" di e con Adriano Celentano. Ma se il pur contestato lavoro celentanesco,rivalutato poi molti anni dopo,conteneva un assunto sgangheratamente...

voto al film: will kane assegna il voto mediocre a Saxofone (1978)

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[utile per 3 utenti]

21 aprile 2011 Opinione di antonio de curtis su "Saxofone"
antonio de curtis

Simpatico film d'esordio per Pozzetto.Brava come sempre la Melato.Bene i caratteristi(Boldi,Abatantuono,Teocoli e Andreasi)

voto al film: antonio de curtis assegna il voto sufficiente a Saxofone (1978)



21 aprile 2011 Opinione di antonio de curtis su "Saxofone"
antonio de curtis

Simpatico film d'esordio per Pozzetto.Brava come sempre la Melato.Bene i caratteristi(Boldi,Abatantuono,Teocoli e Andreasi)

voto al film: antonio de curtis assegna il voto sufficiente a Saxofone (1978)


18 gennaio 2011 Opinione di hallorann su "Saxofone"
hallorann

Renato Pozzetto è stato uno dei comici più popolari del cinema italiano. Negli anni settanta la sua popolarità è legata all’amico e altrettanto bravo comico Cochi Ponzoni, Cochi e Renato, un duo nato sulle tavole del tempio milanese del cabaret quale era il DERBY, affermatisi poi in televisione con alcune trasmissioni storiche e tuttora innovative, costruite intorno alla loro comicità nonsense, surreale e aliena. Un capitolo a parte meriterebbero le...

voto al film: hallorann assegna il voto sufficiente a Saxofone (1978)

2 commenti
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7 settembre 2010 Opinione di marco l su "Saxofone"
marco l

Il surrealismo di Cochi & Renato si depotenzia quando estrapolato dal contesto cabarettistico in cui è nato: questo film ne è la prova. Le gag sono tante, ma slegate fra loro e la pellicola assume un ritmo forzato, senza una trama ben precisa. Forse proprio questa sfilacciatura, anzi questo "incaticchiamento" narrativo, era lo scopo di chi ha scritto e diretto il film, però il cinema richiede altro. Gli amanti del duo meneghino, qui sostenuto da Jannacci,...

voto al film: marco l  assegna il voto mediocre a Saxofone (1978)


6 settembre 2010 Opinione di emmepi8 su "Saxofone"
emmepi8

  Pozzetto tentò la via della regia per uscire fuori di cliches in cui si era rinchiuso e chiede la collaborazione di quelli che lo avevano coltivato negli anni d'oro del cabaret. Ottimo l'apporto sempre coraggioso della Melato, che risulta importante fin dal suo apparire e diciamo pure che meno che c'è lei, anche se Pozzetto nella prima parte fa pensare a qualcosa diverso. Jannacci, Viola e il suo vecchio compagno Ponzoni fanno del loro meglio per dare un spirito diverso...

voto al film: emmepi8 assegna il voto mediocre a Saxofone (1978)



1 marzo 2009 Opinione di gasy su "Saxofone"
gasy

Questo film dalle venature surreali diretto da Pozzetto e scritto molto intelligentemente da Jannacci parte alla grande con una prima mezz'ora dove si ride abbastanza e di gusto. Poi il film pian piano diventa più noioso, le trovate scemano per lasciar spazio alla colonna sonora che dopo un pò stufa. Un occasione persa perchè il cast era buono ed alcune idee potevano essere sviluppate meglio.

voto al film: gasy assegna il voto sufficiente a Saxofone (1978)


20 gennaio 2009 Opinione di chribio1 su "Saxofone"
chribio1

curioso film di Pozzetto ma anche molto sgangherato e casereccio.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Saxofone (1978)



13 giugno 2008 Opinione di lonestar su "Saxofone"
lonestar

Demenziale come tutti i film diretti da Pozzetto.

voto al film: lonestar assegna il voto sufficiente a Saxofone (1978)


7 maggio 2008 Opinione di mm40 su "Saxofone"
mm40

Favoletta surreale e moralistica, con interpreti purtroppo non sempre all'altezza, anche se Pozzetto e la Melato sono qui un'ottima coppia. E' tutto ciò che sta loro attorno che lascia un po' a desiderare, a partire da una trama semplice semplice e dai dialoghi superficiali. Comunque uno dei lavori migliori del primo Pozzetto, che peraltro non sfigura alla sua prima regia.

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Saxofone (1978)




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