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Opinione di Axeroth su La scala a chiocciola

[The Spiral Staircase, USA 1945, Noir, durata 83', b/n]   Regia di Robert Siodmak
Con Dorothy McGuire, George Brent, Ethel Barrymore, Kent Smith




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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19/04/2011 voto al film: voto ottimo

Sul film

DARE UN'OCCHIO AL DIFETTO | -Così si potrebbe riassumere una storia caratterizzata da un'ossessione di un omicida nei confronti delle debolezze e imperfezioni/difetti dell'essere umano, ed in particolare delle donne. Quanto è utile uno specchio quando ci si vuole nascondere e guardare la realtà da una prospettiva diversa, sia che siamo noi a specchiarci, sia che sia qualcun altro a farlo e noi sfruttando uno squarcio nel campo visivo dello specchiatore, osserviamo la sua figura riflessa senza che lo specchio rifletta il nostro interesse. Lo specchio è un mezzo che manifesta diverse e molteplici realtà: la differenza fra superficie e inconscio, tra desiderio e realtà, tra interno ed esterno, tra paura e felicità, e soprattutto è quel mezzo che mostra in modo evidente e chiaro ciò che siamo agli occhi degli altri più che alla mente, che talvolta può raccontare menzogne per comodità. Ammettere chi siamo, metterci a nudo è una responsabilità che un vigliacco non potrà mai permettere ma che uno forte e coraggioso non ha problemi a mettere su un piatto d'argento affermando con spavalderia: io sono questo, porgendo la mano a palmo aperto.- In una casa i quali inquilini sono formati da una famiglia e qualche inserviente, accadono effimere relazioni fra fratellastri (simili a Caino e Abele), una donna vecchia e malata (la loro madre) ed una ragazza muta. La scala a chiocciola è il mezzo chiave e rivelatrice con il quale la storia si costruisce scalino per scalino, salendo e scendendo una spirale. Attraversando i vari piani della casa, per ogni gradino e un passo alla volta racconta la vicenda mostrando tra ombre e luci che cosa sta accadendo tra quelle quattro mura mentre all'esterno una bufera dilaga sui perimetri della reggia. Un finale incontenibile, con un intreccio ricco di tensione e di un montaggio suggestivo, che lega in modo scorrevole ed adeguato ogni singolo attimo della trama. -Quest'opera firma un nuovo andamento del genere Noir ma non solo, corrispondendo contemporaneamente all'Horror, al Thriller e al Giallo. CIò che contraddistingue questo capolavoro da tanti film dell'epoca è la sapienza dietro alla mdp di Siodmark di sfruttare poche immagini in una breve durata di pellicola per creare un enorme impatto visivo, emotivo e psicologico. Molti sono i momenti estremi e molte le situazioni profondamente significative. L'ambientazione mi fa pensare al futuro "El angel exterminador" di Luis Buñuel, che ha però risvolti e un finale completamente differente, seppur in entrambi i casi si è sopraffatti da un'attrazione quasi simbolica verso il centro della casa, o in questo caso verso una scala a chiocciola. Da vedere e rivedere e, soprattutto, da non dimenticare (cosa ardua e improbabile).-

Sulla trama

Dalla proiezione di un film muto alla perdita del mutismo.

Sull'interpretazione di Dorothy McGuire

Ottima

Sull'interpretazione di George Brent

Scelta azzeccata

Sull'interpretazione di Ethel Barrymore

D'esperienza

Sull'interpretazione di Kent Smith

Doppiato da Alberto Sordi; buona prova.

Sulla colonna sonora

Celestiale/ Infernale


SI

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