Scarpette rosse (1948)
Con Moira Shearer, Anton Walbrook, Marius Goring
La trama
Tragico destino di ballerina divisa tra i sentimenti e l'amore per la danza.
Vicky Page è una giovane ballerina, a cui il celebre impresario Lermontov pronostica una carriera radiosa. Innamorata del giovane compositore Julian Craster, si lascia convincere da questi ad abbandonare Lermontov, che pure l'ha condotta al successo nel balletto "Scarpette rosse" ispirato alla favola di Andersen. Pentita, ritornerà indietro e, identificandosi nel personaggio di "Scarpette rosse" danzerà fino alla morte. Sul materiale melodrammatico di base, Powell e Pressburger hanno costruito un'opera fiammeggiante per inventiva e visionarietà. I colori straordinari e i movimenti di macchina incantatori ne fanno un imprescindibile cult movie, simbolo del sogno al cinema. Oscar a musiche, costumi e scenografie.
L'opinione più votata
Di angelina scritta il 2011-06-27 17:44:00 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
" Siamo narratori di storie e creatori di sogni."
Michael Powell e Emeric Pressburger
Quando Irina Boronskaja (Ludmilla Tcherina),l'étoile del suo balletto lascia la danza per sposarsi,l'inflessibile e tirannico impresario Boris Lermontov (Anton Walbrook) ,("La grande semplicità può essere raggiunta solo con l'agonia del corpo e dello spirito.") punta gli occhi sulla talentuosa Vicky Page (Moira Shearer),deciso a trasformarla,con una durissima disciplina,in una stella di prima grandezza.
Dopo il trionfale successo del balletto "Scarpette rosse",musicato da Julian Craster (Marius Goring),le tournées si susseguono senza sosta,ma quando Lermontov scopre che tra Vicky e Julian è nato un amore,licenzia in tronco il compositore.Questo però non basta a dividere i due innamorati e Vicky lascia la compagnia per sposarlo.
Un anno dopo Lermontov riesce con uno stratagemma ad incontrare la ballerina e,facendo leva sulla sua passione mai sopita per la danza e sulla dedizione verso chi l'ha resa celebre,ottiene di farla ritornare nella compagnia.
Vicky danzerà nuovamente "Scarpette rosse",ma poco prima dell'inizio dello spettacolo, compare Julius per porle un drammatico aut aut. O il balletto o il loro matrimonio.
Lacerata dalla scelta,Vicky prende di slancio una tragica decisione.
Un film leggendario,che alla raffinata eleganza della scrittura unisce un ammaliante splendore e una stupefacente ricchezza visiva.
Ispirandosi alla famosa fiaba di Hans Christian Andersen,Powell e Pressburger accentuano la dialettica Arte/Vita,immergendo la narrazione in un romanticismo estremo,percorso da una potente forza visionaria,cifra stilistica caratteristica di Michael Powell che,entrato nel 1925 nei famosi studi della Victorine a Nizza,era stato fortemente influenzato da Rex Ingram e dalla sua visione del fantastico nel cinema.
Fulcro dell'opera e cuore pulsante di tutto il film,il magnifico balletto "The Red Shoes",con la coreografia di Robert Helpmann e il contributo del grande ballerino Leonide Massine,un tripudio di colori vividi ed emozionali grazie alla splendida fotografia di Jack Cardiff,che citò come fonte d'ispirazione la pittura di Rembrandt e di Van Gogh,e alle ardite sperimentazioni visive (una per tutte,la platea del teatro che si trasforma in un mare in tempesta) e agli strepitosi trucchi ottici,che ci ricordano che Michael Powell nel 1940 era stato uno dei registi di "Il ladro di Bagdad",prodotto dai fratelli Korda,i cui effetti speciali avevano superato la concorrrenza di quelli americani.
Grande presenza scenica di Moira Shearer,che unisce ad una tecnica virtuosistica l'intensità dell'interpretazione,affiancata da un valido Marius Goring,la cui eccellente recitazione è però messa in ombra da un grande Anton Walbrook,attore viennese molto amato da Powell e Pressburger, che recitò anche con Max Ophuls,che dà al suo personaggio,probabilmente ispirato alla figura di Sergej Diaghilev,quella giusta miscela di fascino magnetico,crudele intelligenza e freddo sarcasmo,salvo poi,nel finale,rendere a suo modo esplicito l'immenso dolore per la perdita della sua creatura e la sua nascosta e orgogliosa fragilità.
Dall'incipit dinamico e travolgente degli studenti che si accalcano sugli scaloni del Covent Garden a quella corsa finale delle scarpette rosse che chiude la parabola di Vicky e il suo vano e struggente tentativo di conciliare due passioni inconciliabili,una superba commistione di melodramma,incanto,fiaba,incubo e romanticismo,un film culto per registi come Martin Scorsese (che ne ha curato il restauro nel 2010),Francis Ford Coppola,Vincente Minnelli,Brian De Palma,un fervido e potente slancio dell'immaginazione e della fantasia, in nome di un'Arte per la quale si può vivere,ma anche morire.
Due Oscar: alla musica di Brian Easdale e alla scenografia di Hein Heckroth.
2011-06-27 17:44:00 Opinione di angelina su "Scarpette rosse"
" Siamo narratori di storie e creatori di sogni." Michael Powell e Emeric Pressburger Quando Irina Boronskaja (Ludmilla Tcherina),l'étoile del suo balletto lascia la danza per sposarsi,l'inflessibile e tirannico impresario Boris Lermontov (Anton Walbrook) ,("La grande semplicità può essere raggiunta solo con l'agonia del corpo e dello spirito.") punta gli occhi sulla talentuosa Vicky Page (Moira Shearer),deciso a trasformarla,con una durissima disciplina,in...
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2010-10-12 21:05:22 Opinione di steno79 su "Scarpette rosse"
VOTO 10/10 Film sublime: non c'è aggettivo più adatto per descrivere la straordinaria bellezza visiva di quest'opera di Powell e Pressburger, che vanta una fotografia a colori da annoverare fra le più belle della storia del cinema, così ricca di tonalità e così sensuale nel plasticismo dell'immagine. E' un acceso melodramma sempre in bilico sulla tragedia, che in altre mani avrebbe potuto scivolare nel ridicolo o nel melenso, e che invece, sotto la direzione dei due registi...
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2004-12-31 11:26:08 Opinione di kurosawa su "Scarpette rosse"
Uno dei punti più alti raggiunti da Powell e Pressburger, la fiamma della passione artistica che arde e non da pace, il tormento di dedicare anima e corpo alla danza o alla persona che si ama. Intenso e delicato come la danza classica; da brividi la rappresentazione finale di "Scarpette rosse" con il "fantasma" di Vicky. voto: 10
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2004-09-30 10:47:50 Opinione di carpa su "Scarpette rosse"
emozionante, poetico, toccante. e soprattutto mai troppo melenso, semplicemente romantico. geniale la contrapposizione amore/carriera. bella la scena del balletto, volutamente surreale.
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2004-05-01 11:12:32 Opinione di valien88 su "Scarpette rosse"
Strepitoso melodramma che straripa di invenzioni splendide (specialmente nella sequenza del balletto), indimenticabile e per nulla consolatorio. Un capolavoro, giustamente osannato dal pubblico e da molti grandi registi.
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2003-07-01 12:28:32 Opinione di ed wood su "Scarpette rosse"
e' un magnifico film sulla fusione delle arti (poesia, arti figurative e plastiche, cinema, danza, musica, teatro riassunte nel numero delle "scarpette rosse", cosi' infuente negli anni venturi.....Minnelli ne sa qualcosa!!!), ma anche un'amara constatazione sull'Arte che fa a pugni con l'Amore (e la Vita in generale). Solo con l'Arte si raggiunge la perfezione e l'armonia; ma queste richiedono un tormento e una lacerazione interiore
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2002-09-05 10:41:27 Opinione di sabrina su "Scarpette rosse"
Un sublime, meraviglioso, autentico Capolavoro di tutta la storia del cinema, "Scarpette Rosse", dei geniali Powell e Pressburger, è un melodramma perfetto, soave, poetico, romantico e delicato, come la deliziosa fiaba di Andersen alla quale è ispirato, ma allo stesso tempo intenso, struggente e malinconico, pervaso dalla cupa morale per la vocazione e l'assoluta dedizione l'arte ; mi ha emozionato, incantato e commosso immensamente, in particolare la scena del balletto, così armoniosa,...
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