Lo scatenato (1968)
Con Vittorio Gassman, Claudio Gora, Massimo Serato, Carmelo Bene
La trama
Bob (Gassman) ha molto successo come attore pubblicitario. Un giorno un cagnolino lo sporca durante una ripresa e da quel momento tutto va storto: in diverse occasioni lo assaliscono un toro, uno sciame d'api, un nugolo di formiche. Bob perde il lavoro ma la persecuzione continua: una mosca lo infastidisce giorno e notte. Finirà allo zoo, nella gabbia del gorilla, a nutrirsi di noccioline.
Satira crudele del mondo della pubblicità e dei personaggi di maschio rampante interpretati da Gassman negli anni Sessanta: ormai i tempi del boom sono finiti, è tempo di crisi e di ripensamenti. C'è anche Carmelo Bene in una piccola parte.
L'opinione più votata
Di emmepi8 scritta il 27/09/2011 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
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27 settembre 2011 Opinione di emmepi8 su "Lo scatenato"
Indovina assieme a Tonino Guerra, mente geniale, ma anche molto empirica alle volte, del cinema non solo italiano, hanno costruito questa storia che ha dalla sua una trovata discreta costruita sulla pelle vera di Gassman, che recepisce il discorso benissimo e lo porta avanti. L’idea di un attore pubblicitario in crisi per ragioni di decadenza e di età, che combatte giorno per giorno per poter sopravvivere per restare ancora sulla cresta dell’onda, ma che senza una spiegazione si...
voto al film: 
19 settembre 2010 Opinione di eloiseshf su "Lo scatenato"
Bob Chiaromonte, arrogante divetto della pubblicità televisiva, vede il suo immeritato successo finire quando il regno animale gli dichiara guerra.Tori, cavalli, pappagalli e altri ancora si alternano nell'azzerare la carriera del sedicente attore, che si vede retrocesso al rango di "manista" ed infine di truccatore. Più di tutti, lo persegita a più riprese una mosca. Negli anni '60 Gassman girò diverse commedie con titoli centrati su bizzarre figure maschili. A parte Il Tigre, queste...
voto al film: 
14 novembre 2008 Opinione di mm40 su "Lo scatenato"
Commedia con vaghi accenti satirici che ben si adatta alla vena comica di Gassman. La riflessione insita nella storia contrappone la brutalità del messaggio pubblicitario alla serena spontaneità della natura, come a dire mondo moderno e mondo antico, esseri umani ed animali, commercio come svilirsi dei costumi e della socialità umana. Tutto questo, ma davvero all'acqua di rose. La scena finale, con Gassman che si sfoga verbalmente con un gorilla, cercando di dimostrargli la presunta...
voto al film: 
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