Lo sceicco bianco (1952)
Con Alberto Sordi, Brunella Bovo, Leopoldo Trieste, Giulietta Masina
La trama
Wanda (Bovo) e Ivan (Trieste) sono in vaggio di nozze a Roma. Per lei è l'occasione di far conoscenza col personaggio dei fotoromanzi per cui stravede: lo Sceicco Bianco (Sordi). Con un pretesto lascia l'albergo e il marito e si aggrega alla troupe che sta girando un nuovo episodio. Ben presto scopre che una cosa sono i sogni e un'altra la realtà. Dopo Luci del varietà girato con Alberto Lattuada, Fellini realizza il primo film interamente "suo", una commedia agrodolce che ironizza, senza caricare troppo le tinte, sia sulla cultura popolare che sulla provincia italiana.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 13/09/2010 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
"Quando vado in barca mi succede la stessa cosa: una strana, amara felicità si impadronisce di tutto il mio essere... Oooooh, er gabbiano...er gabbiano...caro gabbiano...una felicità che proviene dal ricordo di una vita posteriore...anteriore... Posteriore o anteriore? Anteriore...quando chissà chi eravamo noi due. Forse io un pirata e me sa che tu una sirena...".
[Brunella Bovo e Alberto Sordi in barca]
Wanda (Brunella Bovo) e Ivan (Leopoldo Trieste) sono una giovane coppia di sposi in viaggio di nozze a Roma: appena giunti in albergo, però, Wanda scompare. Mentre il marito, infatti, aveva già pianificato con snervante pignoleria i programmi della vacanza (con tanto di visita al papa) e la attende per incontrare i parenti, Wanda, appassionata divoratrice di fotoromanzi, fugge di nascosto dall'albergo e si precipita ad incontrare il suo idolo, lo "Sceicco bianco" (Alberto Sordi), il protagonista del suo fotoromanzo preferito. Giunta nella redazione del giornale, incontra Marilena Alba Vellardi (Fanny Marchiò), una delle autrici, a cui confida candidamente la sua ammirazione:
"Tutta la settimana aspetto soltanto il sabato che mi porti il mio giornaletto, vado a prenderlo alla stazione, poi corro a casa, mi chiudo nella mia stanzetta e lì incomincia la mia vera vita: leggo tutta la notte".
"La vera vita è quella del sogno", le risponde la donna, che subito dopo la invita ad unirsi alla troupe del fotoromanzo in partenza per Fregene, dove verrà allestito il set per un nuovo episodio. E mentre Ivan vaga disperato per la città alla sua ricerca, preoccupandosi, tra l'altro, di nascondere ai parenti l'incresciosa scomparsa della moglie, Wanda conosce finalmente il suo "eroe": sulla spiaggia di Fregene, dove si affolla la baraonda di attori, registi, tecnici, assistenti, truccatrici e semplici curiosi coinvolti nel set del fotoromanzo, scoprirà, però, con amarezza, che quell'universo idolatrato nei suoi sogni non era affatto così luccicante come credeva. Esordio in solitaria per il riminese Federico Fellini (dopo il precedente Luci del varietà, condiviso con Alberto Lattuada) in cui, tra dolceamara commedia di costume e affilati graffi satirici, è possibile scorgere, in nuce, gran parte del cinema futuro del suo autore, dagli elementi autobiografici (i suoi esordi come vignettista) alla riflessione sul mondo dello spettacolo (e dell'avanspettacolo), dalla sospensione della narrazione in quella "terra di mezzo" tra realtà e sogno (l'entrata in scena di Alberto Sordi, penzolante da un'altissima altalena, o la sequenza della seduzione di Brunella Bovo in barca con Sordi, che la fotografia di Arturo Gallea illumina con effetti stranianti), esplorata dalla sua macchina da presa con dirompente visionarietà, alle schegge umoristiche o grottesche con cui stempera la tensione del dramma (si osservino, ad esempio, il dolore e l'intima sofferenza di Leopoldo Trieste, disperato per la scomparsa della moglie, che vaga sconsolato nei pressi del Quirinale e finisce "travolto" dal caotico e festante passaggio dei bersaglieri in marcia), dallo sguardo bonario e nostalgico con cui scruta le miserie e le debolezze umane alla caustica vena polemica della denuncia sociale. ESPANDI +
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17 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "Lo sceicco bianco"
Truce ed alietante protonico lungometraggio del maestro Fellini, il quale sin dalle prime inquadrature siderali ed osioalotiche impone con soave fierezza e pneutica parsimonia gli accidenti pigmentari della sua poietica retorica cinematografica, ferente il "corpus dominans" dell'opera stessa, estremamente compre(s)sa e contenuta nell'edonica, e alle volte tragodiuca, nella diatesi realismo/eidolia ( tema infinitamente ricorrente nella umquamente terminata ricerca della verità eterea...
voto al film: 
16 settembre 2011 Opinione di jonas su "Lo sceicco bianco"
Una coppia di sposini va a Roma in viaggio di nozze: lui deve incontrare uno zio che con le sue aderenze in Vaticano può facilitargli la carriera, lei vuole conoscere l’eroe del suo fotoromanzo preferito. L’esordio di Fellini, ancora un po’ incerto sotto l’aspetto tecnico (la sceneggiatura ogni tanto si inceppa, c’è una certa staticità), sviluppa in modi già maturi quello che poi diventerà il suo tema principale: il contrasto fra le miserie di un’esistenza piccolo borghese e...
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20 maggio 2011 Opinione di steno79 su "Lo sceicco bianco"
Primo film girato interamente da Fellini, è un'opera che anticipa molto del suo cinema a venire, ma in cui si possono ritrovare soprattutto i germi delle sue opere visionarie e stilisticamente più audaci, rispetto ai film influenzati dal neorealismo che seguiranno a questo, come La strada o Le notti di Cabiria. Derivato da un soggetto della cui stesura era responsabile addirittura Antonioni, Lo sceicco bianco mette alla berlina il fatuo mondo dei fotoromanzi e le illusioni...
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29 aprile 2011 Opinione di luisasalvi su "Lo sceicco bianco"
Il film è ambientato a Roma; il mondo è quello dei fumetti e (come contrappunto ad esso) quello di una famiglia di provinciali trasferiti a Roma. L'epoca è quella stessa in cui viene girato il film. L'argomento è dunque fortemente autobiografico, come lo era stato quello del film precedente, Luci del varietà, diretto in collaborazione con Lattuada. Anche a non voler credere alla fuga infantile di Fellini per unirsi ad una compagnia di guitti, o...
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13 settembre 2010 Opinione di FABIO1971 su "Lo sceicco bianco"
"Ho una confusione in testa... Che strano, mi sembra di non essere più io". "Quando vado in barca mi succede la stessa cosa: una strana, amara felicità si impadronisce di tutto il mio essere... Oooooh, er gabbiano...er gabbiano...caro gabbiano...una felicità che proviene dal ricordo di una vita posteriore...anteriore... Posteriore o anteriore? Anteriore...quando chissà chi eravamo noi due. Forse io un pirata e me sa che tu una sirena...". [Brunella Bovo e Alberto...
voto al film: 
13 agosto 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Lo sceicco bianco"
Normale commedia all'italiana, con i classici stereotipi del genere, assorbita dalla cultura popolare e basata proprio sulle reazioni di questa, con un'unica differenza dalle altre centinaia che uscirono in quegli anni: il regista è Fellini. E mica un Fellini a caso, proprio quello del periodo in cui davvero si occupava del popolo, dei suoi disagi, e dei suoi sogni, non ancora contaminato dalla sua insopportabile vena pre-aristocratica, tipica del suo cinema a partire da La dolce vita...
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5 giugno 2010 Opinione di Artemisia1593 su "Lo sceicco bianco"
Non so perchè Fellini non riesce ad appassionarmi e comunque questo non è tra i suoi migliori.
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2 settembre 2009 Opinione di rebis su "Lo sceicco bianco"
In viaggio di nozze a Roma, la svampitissima Wanda vien fagocitata dalla macchina dei sogni che la dirotterà dal sospirato Sceicco Bianco, divo di un noto fotoromanzo. Il marito, intanto, piangerà lacrime amare. L'ingenuo sguardo della protagonista fa sbalzare la mediocrità assiepata tra i lustrini in un riverbero grottesco, che consente a Fellini di non tradire il fine spettacolare a lui già tanto caro. Sordi, vanesio, imbottito di vacua cialtroneria, è un...
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19 agosto 2009 Opinione di Mr.Klein su "Lo sceicco bianco"
Quanto valgono i sogni dei provinciali e degli ingenui? Fellini lo domanda a sé stesso e a noi conoscendo in realtà già la risposta,poiché in questa tessitura lieve sulle timide sventure di due sposini parla anche di sé,e della consistenza talvolta ingestibile delle illusioni. Con lo stupore che doveva essere all’arrivo nella metropoli,nel grande utero romano,e anticipando la propensione a scovare gli indizi della santità che trapelano da...
voto al film: 
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