Schiava d'amore (1976)
Con Elena Solovej, Rodion Nakhapetov, Nikita Mikhalkov
La trama
Mentre i rivoluzionari conquistano Mosca, nel 1917, in Crimea si gira un melodramma, "Schiava d'amore". Protagonista è Olga, una diva del momento, innamorata dell'operatore Viktor, che è in realtà un attivista bolscevico in possesso di filmati clandestini che consegna a Olga prima di essere catturato. Esordio di Mikalkhov, che sfrutta l'espediente del "cinema nel cinema" come filtro ironico per una affettuosa rievocazione della Russia alle soglie della rivoluzione.
L'opinione più votata
Di millertropico scritta il 27/12/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
27 dicembre 2010 Opinione di millertropico su "Schiava d'amore"
Film di delicato manierismo, sobria parabola sull'arte e sul potere,Schiava d'amore (1976) rivisita la "fabbrica dei sogni" all'epoca del muto riproponendola come metafora dell'intera esistenza umana. E probabilmente questa è stata la tentazione suggestiva che ha sedotto il regista (all'epoca delle riprese trentenne) inducendolo a girare questa interessante opera di "cinema nel cinema": Schiava d'amore è infatti anche il titolo del film nel film, quello che - come ci...
voto al film: 
27 settembre 2004 Opinione di sasso67 su "Schiava d'amore"
Nel film di Mikhalkov si può intravedere anche una critica al regime comunista (i bianchi del 1918 uguali ai rossi del 1976?), ma quel che più conta è che a un certo punto non si distingue più tra cinema e realtà: i soldati controllano gli artisti, ma l'operatore riprende i soldati che compiono delle esecuzioni sommarie (il personaggio alla fine verrà tradito per trenta denari e rinnegato da un compagno come San Pietro rinnegò Gesù) e alla fine anche l'attrice sdegnosa finisce come...
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