Il segno della legge (1957)
Con Henry Fonda, Anthony Perkins
La trama
Un cacciatore di taglie e uno sceriffo alle prime armi contro i banditi. Mann è una garanzia, i due protagonisti regalano un duello di interpretazioni notevole. Anche se il film è tra i meno personali di Mann, e la sceneggiatura di Dudley Nichols meno "mitologica" dei consueti copioni scritti da Borden Chase per il regista.
L'opinione più votata
Di fixer scritta il 26/03/2012 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
Forse il meno Manniano dei suoi western. E forse il meno originale. E’ quasi tutto già ampiamente visto. L’arrivo del bounty-Killer con un cadavere per il quale intascare una taglia. L’ostilità della città. Il solito comitato di benpensanti sempre pronti a badare ai propri interessi che non a quelli della legge, il veccho (ex)sceriffo che istruisce quello giovane, la caccia e la cattura dei banditi, il tentativo di linciaggio e il duello finale. Tutto già visto. La cosa più originale e la migliore del film è probabilmente la figura e la morte del vecchio dottore McCord, impersonato da un sempre pregevole John mcIntire. Fonda interpreta un ruolo che due anni dopo riprenderà, anche se in forma molto più cupa (Ultima notte a Warlock, di E.Dmytryk) ma stavolta la sua interpretazione ha il peso specifico della figura classica del saggio ex-sceriffo che ha lasciato la stella e non ne vuole spiegare i motivi. Il mistero che aleggia attorno alla sua figura fa parte dell’architettura un po’ stantia della trama e serve a sorreggerla per non farla sembrare scontata. Dicevo all’inizio che si tratta del meno mangiano dei suoi film. In effetti, la figura di Morgan, l’ex-sceriffo (Henry Fonda) si discosta dalla tipologia manniana. Non è cioè il “giusto” che vuole dedicarsi a una vita tranquilla, a un lavoro onesto, scegliendo perlopiù la compagnia di un vegliardo brontolone ma dal cuore d’oro. Jimmy Stewart era l’attore ideale per raffigurare questo “tipo”: onesto, solitario, impacciato, gran lavoratore ma cocciuto e inesorabile. L’eroe di Mann non va in cerca di guai: sono i guai a cercare lui. Sotto sotto, c’è la filosofia di questo regista che resta, malgrado tutto, un inguaribile ottimista, pur nella consapevolezza del male immanente e perennemente incombente. Ci sono alcuni punti in comune, a ben vedere, fra Morgan e alcuni eroi Manniani ed è quello della redenzione. Glyn, il protagonista di LA’ DOVE SCENDE IL FIUME, oppure Link in DOVE LA TERRA SCOTTA. Un oscuro passato permea di mistero questi protagonisti, così come quello di Morgan. Questi non ne vuole parlare: se non lo fa è perché c’è dietro qualcosa che ancora gli brucia e di cui non riesce a liberarsi del tutto. Il film non svela il mistero ma il fatto che solo dopo numerose insistenze, si appunti di nuovo la stella di sceriffo, indica che è ritornato ad aver fiducia nella giustizia o almeno a superare i fantasmi che per tanto tempo lo hanno tormentato.
Morgan è un personaggio interessante per quello che non dice di sé: è un ex uomo di legge, ma da molto tempo ormai ha cambiato mestiere. Fa il cacciatore di taglie, un lavoro disprezzato e che gli crea un vuoto intorno fatto di ostilità e pregiudizio. Eppure, fin dal primo momento, si capisce che è uomo giusto: non reagisce all’ostilità manifesta della gente, inizia un rapporto tenero con il ragazzino della vedova presso cui alloggia, dimostra pacatezza e saggezza. Il classico eroe Manniano, dal passato oscuro ma dal presente saggio e sereno. ESPANDI +
26 marzo 2012 Opinione di fixer su "Il segno della legge"
Forse il meno Manniano dei suoi western. E forse il meno originale. E’ quasi tutto già ampiamente visto. L’arrivo del bounty-Killer con un cadavere per il quale intascare una taglia. L’ostilità della città. Il solito comitato di benpensanti sempre pronti a badare ai propri interessi che non a quelli della legge, il veccho (ex)sceriffo che istruisce quello giovane, la caccia e la cattura dei banditi, il tentativo di linciaggio e il duello finale. Tutto già visto. La cosa...
voto al film: 
28 febbraio 2012 Opinione di wang yu su "Il segno della legge"
Mi è piaciuto il feeling che è riuscito a creare il carismatico Henry Fonda con i più deboli,i dialoghi sono piacevoli, la storia rimane sempre interessante,l'azione è discreta.voto 6,5
voto al film: 
10 gennaio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Il segno della legge"
Western quadrato dalla trama insolita ma non troppo. Fonda è praticamente impeccabile, Perkins perfetto per il ruolo e si segnala anche la presenza di un giovane ma già inquietante Lee Van Cleef; in tutto questo Mann fa valere il suo buon mestiere, realizzando un western gustoso ma non imperdibile. Voto: 7
voto al film: 
13 agosto 2006 Opinione di anniehall su "Il segno della legge"
Un western con una trama piuttosto anomala, con una grande coppia di protagonisti
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