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Asfalto (1929)

[Asphalt, Germania 1929, Drammatico, durata 72', b/n]   Regia di Joe May
Con Albert Steinrück, Gustav Froelich, Betty Amann, Else Heller



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Asfalto: assente
Ritmo ritmo in Asfalto: forte
Impegno impegno in Asfalto: forte
Tensione tensione in Asfalto: forte
Erotismo erotismo in Asfalto: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Asfalto

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Asfalto (voti: 3 media: 4,00) 3

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La trama

Albert è un poliziotto di Berlino. Una sera arresta una ladra, Elsa, ma costei lo irretisce e lui la lascia libera. I due scoprono di volersi bene, ma l'ex-amante di lei torna improvvisamente e li scopre insieme. Albert lo uccide e poi si costituisce, ma Elsa lo scagiona e si lascia arrestare al suo posto. 

Drammatico racconto dai toni pessimistici ma illuminato dalla capacità di riscatto di personaggi maltrattati dalla sorte ed esponenti di una situazione (la Germania di Weimar) disordinata e preda di violenze. Il regista Joe May sa raccontare i drammi della strada e carica i suoi personaggi di forti valenze erotiche e psicologiche.

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 2010-05-12 11:09:35 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

Sarebbe limitativo circoscrivere alle sole opere di Wiene, Murnau, Robinson o anche del primo Lang, l’influenza prioritaria del movimento espressionista sul cinema tedesco delle origini (quello antecedente al 1933), anche se a rigor di logica sono stati  questi alcuni dei nomi più significativi che hanno meglio di altri “definito” la corrispondente corrente cinematografica, a partire proprio dal suo “manifesto” più esposto, rappresentato appunto dal Caligari, pensato per Lang e realizzato da Wiene ). I  prodromi, i riferimenti, le radici sotterranee di quella particolare “modalità ispirativa”, sono infatti  riscontrabili in un ben più vasto panorama di lavori che a rigor di logica non possono poi essere davvero definiti “espressionisti” a pieno titolo, ma che presentano  “apparentamenti” (a volte più tematici che formali) di straordinaria rilevanza  (quali sono per esempio le analogie “motivazionali” non solo con l’intimismo del  “Kammerspiel”, ma anche e addirittura – azzardo – con le prime prove ispirate al realismo, come appunto questo Asfalto, realizzato da Joe May nel 1929 al quale mi riferisco in questa circostanza).
La formula qui non è più “espressionista” in senso lato, tutt’altro, ma ci sono ugualmente dei parallelismi che mi suggeriscono di parlare di “corrispondenze comportamentali” (e in Asfalto,  mi sembra particolarmente rilevante segnalare “attinenze” proprio un quella che potremmo definire “la situazione umana dei protagonisti”, nel loro velleitarismo oppositivo quasi di rivolta che attecchisce prioritariamente e si alimenta nell’impotenza utopica e un po’ filistea della borghesia dell’epoca, o ancora meglio, “nell’impulso intemperante e poco meditato delle scelte e degli atti compiuti” che non fa riflettere adeguatamente sulle conseguenze che potrebbero derivare, e si estrinseca spesso in azioni e stili di vita totalmente diversi  - persino inimmaginabili o inconcepibili - se riferiti alla normalità un po’ conforme del quotidiano). Ne è un esempio lampante la figura del poliziotto Karl, tormentato dal rimorso di non aver mantenuto fede al proprio dovere soprattutto nell’improvviso scatto di violenza che ha compiuto a causa della passione per una “femme fatale”  che gli ha fatto smarrire il rispetto  dei rigidi principi formativi ed etici che una volta avevano ispirato la sua condotta e costituivano le fondamenta della sua esistenza. L’atto del giovane, con cui compromette l’onore professionale a causa di una puttanella ladruncola (Siegfrid Krakauer) rimane in effetti anche qui solo un isolato momento di (stra)ordinaria follia, poiché successivamente (accettando così passivamente le conseguenze del suo agire), l’uomo tornerà disponibile a sottomettersi al padre, sergente di polizia, e sopratutto ai suoi principi piatti e conformi incapaci di confrontarsi con  i sentimenti e le passioni, ma forti di un rigore che li rende monoliticamente certi e inappellabili come macigni. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Asfalto


2010-05-12 11:09:35 Opinione di spopola su "Asfalto"
spopola

Sarebbe limitativo circoscrivere alle sole opere di Wiene, Murnau, Robinson o anche del primo Lang, l’influenza prioritaria del movimento espressionista sul cinema tedesco delle origini (quello antecedente al 1933), anche se a rigor di logica sono stati  questi alcuni dei nomi più significativi che hanno meglio di altri “definito” la corrispondente corrente cinematografica, a partire proprio dal suo “manifesto” più esposto, rappresentato...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Asfalto (1929)

3 commenti
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