Asfalto che scotta (1960)
Con Lino Ventura, Jean-Paul Belmondo, Sandra Milo, Marcel Dalio
La trama
Abel Davos (Lino Ventura), che ha commesso delitti in vari paesi, cerca di evitare la cattura e di mettere in salvo la famiglia. Affidatosi al giovane Raymond (Jean-Paul Belmondo), si rende conto che la mala parigina lo ha abbandonato al suo destino. Altri crimini, ma poi la stanchezza e la resa. È il secondo lungometraggio di Claude Sautet, un regista che si è fatto le ossa nei film d'azione ma ha poi percorso strade più impegnative, e ricordiamo almeno L'amante, del 1969, e il recente, bellissimo Un cuore in inverno. Notevole il controllo del materiale narrativo, molto buona la direzione degli attori, tutti molto efficaci.
L'opinione più votata
Di dedo scritta il 13/05/2010 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
13 aprile 2012 Opinione di wang yu su "Asfalto che scotta"
Ventura molto bravo nei panni di un malvivente teso e incazzato è tagliato perfettamente per questo ruolo, anche gli altri attori non sfigurano,ma il modo di reagire dei bambini non convince.
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4 luglio 2011 Opinione di bradipo68 su "Asfalto che scotta"
Abel Davos ha una vita votata al crimine.Nonostante abbia con se anche moglie e due figli non cerca di cambiare quelle che sono le sue coordinate morali.Le nasconde semplicemente ai figli anche quando rimangono da soli e in fuga dopo un avventuroso(e sanguinoso,muoiono in un conflitto a fuoco con la polizia il suo amico/complice Raymond e la moglie) rientro in Francia,Solo,braccato riesce a nascondersi(ma è veramente difficile celarsi alla polizia quando si hanno due bambini piccoli...
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13 maggio 2010 Opinione di dedo su "Asfalto che scotta"
Classe tour risques è uno splendido noir diretto da Claude Sautet ispirato da un romanzo di José Giovanni, (scrittore, sceneggiatore e successivamente regista di film di genere di grande successo) dalla trama complessa, ma seguibile con grande facilità. Parla di Abel Davos, noto feroce assassino internazionale, che insieme alla famiglia e ad un amico e complice, Raymond, deve fuggire dall’Italia e ritornare in Francia (ove è stato già giudicato e...
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23 luglio 2009 Opinione di sasso67 su "Asfalto che scotta"
Latitante in Italia dopo una condanna a morte ricevuta in Francia, il malvivente Abel Devos compie una rapina a Milano e rimpatria clandestinamente. Ma il ritorno a Parigi gli costa carissimo, anche perché si accorge di essere stato abbandonato dagli amici di un tempo. Bell’esordio di Sautet nel cinema che conta, nel solco del miglior noir francese, rappresentato innanzitutto da Jacques Becker, con qualche richiamo al fatalismo di Carné. Senza concedere...
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18 aprile 2009 Opinione di joseba su "Asfalto che scotta"
Recensendo lo splendido polar "Asfalto che scotta" (http://www.spietati.it/archivio/recensioni/dvd/2009/asfalto_che_scotta.htm), ho sostenuto che Sautet si fosse rifatto al cinema di Jean-Pierre Melville. In queste settimane, ripensando alla cronologia dei film di Melville e leggendo da più parti recensioni che sottolineavano il debito nei confronti di Jacques Becker (di cui Sautet è stato assistente regista), ho iniziato a tentennare un po'. Non è che mi sia fatto un po' prendere la...
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23 giugno 2008 Opinione di santone su "Asfalto che scotta"
bello con una buona tensione narrativa ed eccellente prova degli attori su tutti lino ventura
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18 dicembre 2007 Opinione di Mr.Klein su "Asfalto che scotta"
A molti di noi,se non a tutti,sarà capitato di vedere Asfalto che scotta molto tempo dopo esserci avvicinati al cinema del Sautet più popolare,quello delle coincidenze amorose e amicali che non sono mai casuali,ma non ne saremo stato sicuramente sorpresi,casomai ammirati,confortati da uno stile che,nel descrivere il tradimento degli antichi patti umani,non ha mai tradito sé stesso. Resta sempre il regista della partecipazione emotiva,dell’invito a constatare quanto l’offesa stenti ad...
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20 luglio 2007 Opinione di teaestefano su "Asfalto che scotta"
Bellissimo film di un tipo di cui si è perso lo stampo, quelli francesi di quegli anni, per capirci. Regia solida e serena, senza fretta ma senza smagliature, attori perfetti, ritratti umani e credibili. Attimi di vera suspense, e come sempre, un bel discorso sull'amicizia. Bellissimo lo sfogo finale di Lino Ventura: il crimine non paga. Pessimista, ma assolutamente non cinico. Ahi, peccato che non ci siete (o non lavorate) più Becker, Sautet, Belmondo, Ventura....
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13 agosto 2004 Opinione di Graziano'75 su "Asfalto che scotta"
Sarò pure troppo "stringato" ma credo che ASFALTO CHE SCOTTA sia uno fra i migliori film NOIR che abbia mai visto
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