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Il seme della violenza (1955)

[The Blackboard Jungle, USA 1955, Drammatico, durata 101', b/n]   Regia di Richard Brooks
Con Glenn Ford, Anne Francis, Louis Calhern, Sidney Poitier



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il seme della violenza: assente
Ritmo ritmo in Il seme della violenza: forte
Impegno impegno in Il seme della violenza: forte
Tensione tensione in Il seme della violenza: forte
Erotismo erotismo in Il seme della violenza: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il seme della violenza

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il seme della violenza (voti: 10 media: 3,90) 10

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locandina di Il seme della violenza

La trama

Richard Dadier è un giovane professore al suo primo incarico. L'ambiente gli è ostile, gli studenti insolenti, la violenza regna nella scuola e nel quartiere. Dadier è costretto a usare anche i pugni per difendersi. Non solo: a sua moglie arriva una lettera anonima che lo accusa di avere una relazione con una collega.  

La metropoli, la violenza giovanile nella scuola, il rock'n'roll che si afferma come fenomeno di massa: un film coraggioso e sincero, che affronta in modo diretto argomenti solitamente snobbati dal cinema hollywoodiano.

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L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 10/11/2010 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Di per sè la storia è piuttosto banale: una classe indisciplinata, arriva il nuovo professorino, inizialmente viene maltrattato, ma lui riesce - con tanta pazienza e altrettanta comprensione - ad instaurare un dialogo con gli scapestrati studenti. Ma si considerino due elementi imprescindibili dell'opera e se ne intuirà il vero valore: il primo è quello sociale-educativo, siamo nel 1955 ed un lavoro del genere è assolutamente anticipatore dei tempi, poichè non liquida facilmente la questione del razzismo con una blanda morale buonista: anzi, i teppistelli della scuola si comportano da veri teppistelli, il linguaggio è rude (quanto poteva esserlo ai tempi: brutto muso di qua, sporco di là), la faccenda viene insomma presa di petto e senza nascondersi dietro i soliti luoghi comuni e le approssimazioni più comode ed orientate ad un cinema per famiglie. Il seme della violenza, inoltre, ha il merito di inquadrare agli esordi della sua comparsa il fenomeno delle gang, delle bande delinquenziali giovanili. E poi, secondo fattore, non dimentichiamoci che questo è il film che lancia il rock and roll a livello popolare: il film di Brooks è l'equivalente cinematografico della Sun Records, l'etichetta che rese celebre Elvis; non fu solo un successo in patria, ma travolse letteralmente l'Europa intera: in Inghilterra, come è noto, il rock prese piede anche più rapidamente che negli Stati Uniti (nella retrograda ed oscurantista Italia si dovranno invece attendere cinque anni circa perchè venga proposta una versione alla camomilla, comunque ritenuta scandalosa ed oltraggiosa per il pubblico pudore, da Celentano e soci). Le cronache del tempo parlavano di cinema messi a ferro e fuoco da giovani spettatori sovraeccitati dalla storia e dalle musiche; mezzo secolo dopo la cosa può fare sorridere o lasciare perplessi, ma questa era la realtà del 1955: prima non si era assistito mai a nulla di simile. Per - almeno - queste due ragioni Il seme della violenza si è guadagnato un posticino di riguardo, divenendo titolo degno di un certo culto non solo per Brooks (la cui carriera sarà caratterizzata da successi anche maggiori, come la traduzione su pellicola del romanzo A sangue freddo, di Truman Capote, nel 1967), ma per la storia o quantomeno l'evoluzione come strumento 'sociale' del cinema; la sceneggiatura è opera del regista, mentre nei panni del protagonista troviamo il bravo Glenn Ford; fra i co-protagonisti c'è anche Sidney Poitier. Sui titoli di testa e di coda, la pietra dello scandalo: Bill Haley & the Comets eseguono Rock around the clock. 7/10.
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SI

Opinioni su Il seme della violenza


16 giugno 2011 Opinione di satura su "Il seme della violenza"
satura

Straordinario film sul razzismo, sull'importanza della scuola, sui paradigmi educativi messi a confronto. La musica gioca un ruolo centrale. Se dovessi sprecare un'abusata categoria, lo definirei veramente "moderno".

voto al film: satura assegna il voto buono a Il seme della violenza (1955)


10 novembre 2010 Opinione di mm40 su "Il seme della violenza"
mm40

Di per sè la storia è piuttosto banale: una classe indisciplinata, arriva il nuovo professorino, inizialmente viene maltrattato, ma lui riesce - con tanta pazienza e altrettanta comprensione - ad instaurare un dialogo con gli scapestrati studenti. Ma si considerino due elementi imprescindibili dell'opera e se ne intuirà il vero valore: il primo è quello sociale-educativo, siamo nel 1955 ed un lavoro del genere è assolutamente anticipatore dei tempi,...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Il seme della violenza (1955)

2 commenti
[utile per 2 utenti]


3 agosto 2008 Opinione di will kane su "Il seme della violenza"
will kane

Quanti potenziali rifacimenti ha generato "The blackboard jungle" ( "La jungla della lavagna", letteralmente) di Richard Brooks, che fu tra i film che maggiormente contribuì a fare accorgere al pubblico americano che stava montando un disagio giovanile ( oggi infatti non così considerato, e si vede) innescato dalla divisione in classi della società, la fine ancora fresca di una guerra di proporzioni mondiali, e conflitti generazionali finalmente esplosi: diretto da un regista fieramente...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Il seme della violenza (1955)


23 giugno 2005 Opinione di Neve Che Vola su "Il seme della violenza"
Neve Che Vola

Per me è semplicemente sensazionale. Lo vedo e lo rivedo da quando era bambino, e continua ad emozionarmi. Non si tratta solo di analisi sociale, di avere ragione o torto sull'argomento. Non sono in totale disaccordo coi delinquenti del film, eppure adoro Brooks ed ogni battuta del film. Emotivamente è perfetto: lo vedo e lo rivedo, ed ogni volta il finale arriva puntuale come quello di una sinfonia di Beethoven. Li', al momento giusto, con i dialoghi giusti, lo spirito giusto.....

voto al film: Neve Che Vola assegna il voto ottimo a Il seme della violenza (1955)



31 maggio 2005 Opinione di emmepi8 su "Il seme della violenza"
emmepi8

Un film capostipite del genere, ma oltre che capostipote anche originale nel suo genere, senza dare stereotipi di cui i suoi "figli" hanno vissuto. La generazione di cui parla era una realtà di quegli anni, il mondo nascente del rock, era il sintomo principale della generazione venuta dalla guerra ed il regista, forte di una sua scrittura ha saputo caratterizzare molto, mediando con personaggi di routin, che hanno aiutato a svolgere la storia con penetrazione. Vedendolo oggi, con il...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Il seme della violenza (1955)


19 marzo 2003 Opinione di zio_ulcera su "Il seme della violenza"
zio_ulcera

Grande film sul disagio giovanile. Uno sguardo impietoso sulla società statunitense agli albori del rock'n'roll. Glenn Ford e Sidney Poitier sono celestiali.

voto al film: zio_ulcera assegna il voto buono a Il seme della violenza (1955)



18 ottobre 2002 Opinione di woody su "Il seme della violenza"
woody

Si balza letteralmente dalla poltrona udendo le note della “Rock Around The Clock”, sicuramente un’apertura sonora fustigante - e storica - preludio ideale di “brutalità” anche visive. Lo spaccato di vita giovanile mostrato (in degradati quartieri urbani) era perfettamente in grado di impressionare il pubblico di allora benché la messinscena fosse quanto di più vicino ci sia ad una semplice ed innocua rappresentazione scolastica. Forse perché quando la violenza “entra” in...

voto al film: woody assegna il voto sufficiente a Il seme della violenza (1955)



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