Il seme della violenza (1955)
Con Glenn Ford, Anne Francis, Louis Calhern, Sidney Poitier
La trama
Richard Dadier è un giovane professore al suo primo incarico. L'ambiente gli è ostile, gli studenti insolenti, la violenza regna nella scuola e nel quartiere. Dadier è costretto a usare anche i pugni per difendersi. Non solo: a sua moglie arriva una lettera anonima che lo accusa di avere una relazione con una collega.
La metropoli, la violenza giovanile nella scuola, il rock'n'roll che si afferma come fenomeno di massa: un film coraggioso e sincero, che affronta in modo diretto argomenti solitamente snobbati dal cinema hollywoodiano.
L'opinione più votata
Di mm40 scritta il 10/11/2010 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
16 giugno 2011 Opinione di satura su "Il seme della violenza"
Straordinario film sul razzismo, sull'importanza della scuola, sui paradigmi educativi messi a confronto. La musica gioca un ruolo centrale. Se dovessi sprecare un'abusata categoria, lo definirei veramente "moderno".
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10 novembre 2010 Opinione di mm40 su "Il seme della violenza"
Di per sè la storia è piuttosto banale: una classe indisciplinata, arriva il nuovo professorino, inizialmente viene maltrattato, ma lui riesce - con tanta pazienza e altrettanta comprensione - ad instaurare un dialogo con gli scapestrati studenti. Ma si considerino due elementi imprescindibili dell'opera e se ne intuirà il vero valore: il primo è quello sociale-educativo, siamo nel 1955 ed un lavoro del genere è assolutamente anticipatore dei tempi,...
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3 agosto 2008 Opinione di will kane su "Il seme della violenza"
Quanti potenziali rifacimenti ha generato "The blackboard jungle" ( "La jungla della lavagna", letteralmente) di Richard Brooks, che fu tra i film che maggiormente contribuì a fare accorgere al pubblico americano che stava montando un disagio giovanile ( oggi infatti non così considerato, e si vede) innescato dalla divisione in classi della società, la fine ancora fresca di una guerra di proporzioni mondiali, e conflitti generazionali finalmente esplosi: diretto da un regista fieramente...
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23 giugno 2005 Opinione di Neve Che Vola su "Il seme della violenza"
Per me è semplicemente sensazionale. Lo vedo e lo rivedo da quando era bambino, e continua ad emozionarmi. Non si tratta solo di analisi sociale, di avere ragione o torto sull'argomento. Non sono in totale disaccordo coi delinquenti del film, eppure adoro Brooks ed ogni battuta del film. Emotivamente è perfetto: lo vedo e lo rivedo, ed ogni volta il finale arriva puntuale come quello di una sinfonia di Beethoven. Li', al momento giusto, con i dialoghi giusti, lo spirito giusto.....
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31 maggio 2005 Opinione di emmepi8 su "Il seme della violenza"
Un film capostipite del genere, ma oltre che capostipote anche originale nel suo genere, senza dare stereotipi di cui i suoi "figli" hanno vissuto. La generazione di cui parla era una realtà di quegli anni, il mondo nascente del rock, era il sintomo principale della generazione venuta dalla guerra ed il regista, forte di una sua scrittura ha saputo caratterizzare molto, mediando con personaggi di routin, che hanno aiutato a svolgere la storia con penetrazione. Vedendolo oggi, con il...
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19 marzo 2003 Opinione di zio_ulcera su "Il seme della violenza"
Grande film sul disagio giovanile. Uno sguardo impietoso sulla società statunitense agli albori del rock'n'roll. Glenn Ford e Sidney Poitier sono celestiali.
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18 ottobre 2002 Opinione di woody su "Il seme della violenza"
Si balza letteralmente dalla poltrona udendo le note della “Rock Around The Clock”, sicuramente un’apertura sonora fustigante - e storica - preludio ideale di “brutalità” anche visive. Lo spaccato di vita giovanile mostrato (in degradati quartieri urbani) era perfettamente in grado di impressionare il pubblico di allora benché la messinscena fosse quanto di più vicino ci sia ad una semplice ed innocua rappresentazione scolastica. Forse perché quando la violenza “entra” in...
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