Sentieri selvaggi (1956)
Con John Wayne, Jeffrey Hunter, Vera Miles, Natalie Wood, Dorothy Jordan
La trama
Dopo una caccia durata cinque anni, ritrovano la ragazza rapita dai Comanches.
Finita la guerra di Secessione, Ethan torna a casa. Ritrova il fratello, la cognata, le loro due figlie Debbie e Lucy e il figlio adottivo Martin, di origine indiana. Un giorno arriva alla fattoria il reverendo Clayton con un gruppo di coloni e convince Ethan e Martin a unirsi a loro per dare la caccia agli indiani che razziano il bestiame. Ma mentre gli uomini sono via, i Comanches attaccano la fattoria, massacrano i genitori e rapiscono le due ragazze. Lucy è ritrovata morta; Ethan si mette alla ricerca di Debbie, insieme con Martin.
Ideologicamente molto più sfumato di quanto non dica il soggetto (ne testimonia la complessità del personaggio interpretato da John Wayne), il film è affascinante sia sul piano narrativo sia su quello visivo, uno dei più belli di Ford. Una malinconica, crudele ballata sullo scorrere del tempo e sulla crisi del mito americano.
L'opinione più votata
Di steno79 scritta il 28/11/2010 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
Riconosciuto al giorno d'oggi come il capolavoro di Ford e uno dei migliori film del cinema americano, al momento della sua uscita Sentieri selvaggi non raccolse assolutamente consensi così eclatanti: si trattava di un'opera per molti versi spiazzante e che trattava argomenti controversi come il passato razzista dell'America, che era preferibile ignorare. Indubbiamente, si tratta di una storia piuttosto cupa, per quanto spesso alleggerita da tocchi di commedia e di humour, dove giganteggia il fosco e ambiguo personaggio di Ethan, magistralmente interpretato da un John Wayne di inedita sottigliezza psicologica: Ethan è un personaggio solitario, nevrotico e ossessionato da un passato violento, non privo di contraddizioni in quanto, nonostante il suo odio viscerale per la razza indiana, spesso sembra essere più vicino agli Indiani che ai Bianchi nel suo modo di agire. Il film è una nuova odissea fordiana che inevitabilmente richiama altri film del maestro come Ombre rosse e Furore, girata con immensa maestria visiva dal fidato operatore Winton C. Hochin una grande varietà di paesaggi, fra cui quelli leggendari della Monument Valley. Le sequenze d'azione sono girate benissimo, i momenti più brillanti sono assai gradevoli (ad esempio la scena del matrimonio), e il film resta sempre una gioia per gli occhi; nel cast, oltre a un Wayne da Oscar, da ricordare il bravo Jeffrey Hunter, il mitico caratterista fordiano Ward Bond, l'affascinante Vera Miles e, nella parte di Debbie, la grande Natalie Wood (ma anche il figlio di Wayne, Patrick, nella piccola parte di un giovane tenente che infilza per sbaglio Ward Bond con la sua spada, ribattezzata "lo spiedo").
- negative [4]
- sufficienti [3]
- positive [56]
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2 maggio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Sentieri selvaggi"
Solita, becera propaganda di stato. Gli americani, i gringos, son tutti fighi e maschi, dai sani principi. I selvaggi invece sono barbari, ignoranti, perdenti. Del resto, bastano due americani (di cui uno ferito) a fare il mazzo ad una trentina di comanches egualmente armati ma sgraziati e inetti. Il personaggio di Wayne sarà pure psicologicamente tratteggiato ma è un razzista da due soldi che concede l'unica eccezione alla sua regola "indiano uguale morto" ad una parente e ad un ragazzo...
voto al film: 
24 aprile 2012 Opinione di scandoniano su "Sentieri selvaggi"
Texas, 1868. Ethan Edwards (John Wayne), tornando dalla guerra di secessione, non ha nemmeno il tempo di riabbracciare (si fa per dire) i suoi sparuti affetti che i Comanche attaccano il villaggio e ammazzano fratello e cognata, rapendo le sue due nipoti… Ethan parte alla loro ricerca assieme a un nugolo di temerari; ma suoi modi scontrosi assottigliano il gruppo , tanto che nella ricerca disperata di Debbie, l’unica nipote superstite, l’uomo rimane da solo con il giovane Martin...
voto al film: 
5 febbraio 2012 Opinione di armonica1996 su "Sentieri selvaggi"
Capolavoro western magnifico ed immortale, insuperabile. Be del resto con alla regia John Ford e come attore John Wayne non ci si poteva che aspettare un capolavoro.
voto al film: 
12 novembre 2011 Opinione di giuseppedimarco94 su "Sentieri selvaggi"
Il film è la narrazione di un nostos ciclico e caratterizzante l'esistenza umana, dalla partenza da casa all'abbandono delle abitudini e della felicità, al ritorno momentaneo a lidi di spensieratezza effimera. Belle e suggestive tutte le fasi narrative, rimpolpate da una messinscena che accoglie le profondità di una gola, le prospettive gettate dai canyon, la bruma e la neve davanti al cammino. Dalla tragedia della casa violata all'andamento da comoedìa tra ethan e marty, al ritorno di...
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3 novembre 2011 Opinione di panflo su "Sentieri selvaggi"
Non sono d'accordo nel definirlo "uno dei più belli di Ford" nè "un capolavoro senza se e senza ma" come dice Mauro Gervasini; indubbiamente è un gran bel western , ma la storia è una delle tante con la fattoria assalita dai Comanche, le bambine portate via, gli agguerriti coloni che cercano vendetta ecc...ecc... Ciò che invece è eccezionale è la fotografia di quei luoghi della nuova frontiera che mai Ford aveva ripreso con tanto amore e passione; tutta la prima parte del film è...
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1 novembre 2011 Opinione di wang yu su "Sentieri selvaggi"
Si tratta di un ritratto perfetto di amore, odio e vendetta,ogni tanto si ride Comunque non sono mai stato davvero catturato dalla trama, non ero sempre interessato a quello che stava accadendo. Infine, non sono stato emotivamente legato nessun personaggio.La prova generale degli attori mi è sembrata buona,la paesaggistica superba. Di western migliori di questo ce ne sono parecchi.voto 6
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22 settembre 2011 Opinione di vincenzo carboni su "Sentieri selvaggi"
Sentieri selvaggi… Il titolo risuona araldico, nella ellissi della una ricerca di una bambina intorno al buco creato dal massacro dei Comanchi Noyeki. Il Reale come accadimento, come evento nucleare, nell’etimo dell’infinitamente piccolo che allarga il proprio centro all’infinitamente grande nella sua deflagrazione, crea il buco nero, selvaggio e incapace di mediazione, di negoziazione con l’altro, che può avvenire solo per scambiare una donna con un cappello, un cavallo per...
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25 luglio 2011 Opinione di popcorn su "Sentieri selvaggi"
SENZA CA(U)SA Cinque anni dopo la fine della Guerra Civile americana il Paese è ancora alla ricerca del proprio destino lungo i sentieri selvaggi del Texas, insanguinati dagli Indiani Comanches. E' un'America dura, che si va costruendo pian piano, un'America nella quale i pionieri aprono strade che porteranno molti a procedere nel proprio cammino di realizzazione, magari non tutti: non certo il nostro eroe Ethan Edwards, destinato a rimanere eroe vendicatore senza una...
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20 giugno 2011 Opinione di OGM su "Sentieri selvaggi"
Il far west non è solo una regione ostile, ed una terra di conquista. È anche un orizzonte bello da guardare, ed un posto in cui tornare a casa. In questo film, le sterminate praterie americane sono ancora il teatro di crude battaglie tra indiani e cowboy, eppure in quei luoghi selvaggi cominciano a farsi strada i primi lembi della civiltà. Soprattutto, inizia ad insediarsi un primo senso della famiglia, del bene privato da proteggere contro gli attacchi esterni: una...
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20 maggio 2011 Opinione di Axeroth su "Sentieri selvaggi"
Una massa di trasandate teste calde, alla caccia del pellerossa 'cattivo' che ha rapito la nipote di un bastardo di famiglia alla lontana, e quindi un inferiore. Si vaga per anni nel nulla a dire boiate e a mostrare la propria virilità a sparare a caso a bufali e esseri inferiori di razza pellerossa. Ciò che è peggio è che gran parte degli attori che interpretano indiani sono indiani.... hanno venduto l'anima al diavolo, e fanno pena. Il film è: distese di...
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