Sette giorni a maggio (1963)
Con Burt Lancaster, Kirk Douglas, Ava Gardner, Fredric March
La trama
Negli Stati Uniti, in un ipotetico 1980, sono sventati i piani golpisti di un generale.
Nel 1980 gli Usa e l'Urss firmano la fine della guerra fredda. Ne deriva una crisi dell'industria degli armamenti, con conseguente disoccupazione e malessere sociale. Negli Stati Uniti, il generale Scott prepara un colpo di stato. Il colonnello Casey, da parte sua, avverte del grave pericolo il Presidente. Prende il via un'inchiesta rapida e rischiosa sulla congiura in atto. In capo a sette giorni le trame segrete vengono svelate e il generale obbligato a dimettersi. Appassionante film di fanta-politica, che interpretava le tensioni e le paure caratterizzanti i primi anni Sessanta, in piena paura atomica. Il film uscì poco tempo dopo la morte di Kennedy, e questa circostanza ne aumentò ulteriormente la credibilità.
L'opinione più votata
Di carlos brigante scritta il 19/10/2010 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Questa a grandi linee è la trama di “Sette giorni a maggio”, coinvolgente film di fantapolitica che a quasi cinquant’anni di distanza non mostra alcun segno di invecchiamento (nonostante qualche piccolo inciampo moraleggiante nell’ultima parte).
John Frankenheimer conferma (qui) di sapere il fatto suo “aiutato” anche ad una sceneggiatura blindatissima e da un cast di prim’ordine che oltre a Lancaster, Douglas e la Gardner, può contare su una notevole presenza scenica di Fredric March. Il regista americano gioca con un asfissiante senso dell’attesa, limitando l’azione e imprigionando lo spettatore in spazi chiusi. Spazi chiusi ampi e profondi, spesso ripresi in oggettive (fisse) che amplificano il pathos. Non si pensi, però, ad una regia immobile e costituita solamente da lenti movimenti di macchina. Frankenheimer sa quando calcare la mano ed entrare nel vivo dell’azione. Basti pensare all’incipit in cui con telecamera a mano si divincola come un reporter d’assalto tra i manifestanti di due picchetti in protesta davanti alla Casa Bianca.
Il film uscì nel 1963-64 in un periodo delicato per la democrazia americana. Mentre i traumi per l’assassinio di Kennedy e per la crisi missilistica di Cuba non erano ancora stati assorbiti, in Vietnam la situazione iniziava a degenerare, accrescendo così in maniera esponenziale l’inquietudine dell’opinione pubblica.
Con uno scenario socio-politico del genere un film come “Sette giorni a maggio” deve aver avuto all’epoca un impatto davvero dirompente!
17 luglio 2011 Opinione di sasso67 su "Sette giorni a maggio"
La guerra fredda è sullo sfondo, ben presente, ma non ci sono spie russe a minacciare la democrazia statunitense. Anche perché gli americani ci riuscivano benissimo da soli. Qui siamo in quel "cinema del complotto", cui ha recentemente dedicato una bella playlist Marcello Del Campo. Frankenheimer, che un paio d'anni prima aveva prefigurato, con Va' e uccidi, il possibile omicidio del Presidente, qui fa un passo ulteriore, anche se in senso opposto. La presa del potere è,...
voto al film: 
19 ottobre 2010 Opinione di carlos brigante su "Sette giorni a maggio"
Il vento gelido della Guerra Fredda soffiava ancor più forte in quei terribili giorni di maggio 1980. Mentre gli Stati Uniti avevano appena firmato con l’Unione Sovietica un trattato per un progressivo disarmo nucleare, il Capo di Stato Maggiore James Scott (Burt Lancaster), appoggiato da un gruppo di senatori, tramava alle spalle. La democrazia era dunque in pericolo! Il Presidente americano Lyman Jordan (Fredric March) e il colonnello Martin Casey (Kirk Douglas) dovettero...
voto al film: 
1 gennaio 2009 Opinione di bradipo68 su "Sette giorni a maggio"
Prove di guerra fredda su celluloide.Non è affatto strano che in quegli anni in cui il fermento politico ribolliva di inquietudini di guerra totale,c'era un pullulare di titoli di cosiddetta fantapolitica che sotto un apparente esoscheletro di fantascienza,di snodi politici talmente arditi da farli sembrare impossibili raccontavano con dovizia di particolari tutto quel groviglio di ansie ed inquietudini che pervadeva all'epoca il globo terracqueo.Perchè pur raccontando di futuro come in...
voto al film: 
20 ottobre 2008 Opinione di LorCio su "Sette giorni a maggio"
Curioso come si possa ambientare un film al futuro con così grande semplicità. È uno di quei rari casi in cui il futurismo messo in scena è puramente evocativo e simbolico, e non rappresentato attraverso un buffo e fasullo progresso tecnologico. È già tanto che il duello tra il generale Scott e il presidente non si svolga sulla Luna. Le questioni sono troppo terrene per essere soggette ad elaborate contestualizzazioni “fantascientifiche”. La paura che l’era nucleare (così la...
voto al film: 
1 ottobre 2007 Opinione di will kane su "Sette giorni a maggio"
"Formidabili quegli anni", recitava il titolo di un libro che parlava di anni Sessanta, da una certa prospettiva ,ovviamente, uscito diverso tempo fa, di Mario Capanna, e verrebbe da esclamare tale frase pensando a un'era in cui c'era un cinema che parlava di gravi problemi su scala mondiale rivestendoli da intrattenimento de luxe, con grandi attori celebri a dare interpretazioni di qualità: "Sette giorni a Maggio" è un thriller di fantapolitica, ambientato in un 1980 molto dissimile da...
voto al film: 
27 maggio 2005 Opinione di emmepi8 su "Sette giorni a maggio"
Un Frankenheimer d'annata, ma di quelle buone. Ancora era in essere la sua collaborazione con Lancaster che ha dato ottimi frutti. Qui c'è un tema da colpo di stato, ma con personaggi che, grazie ad un cast fantastico, prendono le redini di un racconto non facile senza scadere nell'ovvietà. C'è anche una venatura romatica, ma che si rivela non come una pezza di appoggio per un pubblico femminile, ma un importante risvolto psicologico che arricchisce il racconto. Questo film è stato...
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1 settembre 2004 Opinione di The Doctor su "Sette giorni a maggio"
aaaaaaaaaaaaa
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