Sette spose per sette fratelli (1954)
Con Jane Powell, Howard Keel, Russ Tamblyn, Tommy Rall
La trama
Scatenato corteggiamento di alcuni boscaioli in competizione con damerini rivali.
In una cittadina del West ci sono sei ragazze nubili. Al loro "assalto" muovono sei boscaioli del luogo, i quali devono però fare i conti con i giovanotti della città che corteggiano a loro volta le fanciulle. I boscaioli non si danno per vinti e decidono di rapire le ragazze, ispirati dalla storia del ratto delle Sabine che l'unica donna della loro casa , la moglie del maggiore dei fratelli, ha raccontato loro. Una nevicata improvvisa taglia fuori dal mondo rapitori e rapite: e le ragazze, mentre insegnano le buone maniere ai boscaioli, cominciano anche ad apprezzarli. Donen ha firmato un film allegro, dinamico, colorito, dove i numeri coreografici (di Michael Kidd) rifiutano le costrizioni del palcoscenico per risplendere all'aria aperta: notevolissime, per esempio, le sequenze della gara di agilità e della costruzione a tempo di record di una casa fatta di tronchi d'albero. Apoteosi del movimento e dell'inventiva.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 23/07/2010 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
lonesome, sad and blue
'cause i ain't got no femine polecat
vowin' to be true,
oooh, oooh, oooh, oooh,
can't make no vows
to a herd o' cows,
oooh, oooh, oooh, oooh.
I'm a mean old hounddog
bayin' at the moon
'cause i ain't got no lady friend hounddog
here to hear my tune,
oooh, oooh, oooh, oooh.
A man can't sleep
when he sleeps with sheep,
oooh, oooh, oooh, oooh.
I'm a li'l old hoot owl
hootin' in the trees
'cause i ain't got no little gal owl fowl
here to shoot the breeze,
oooh, oooh, oooh, oooh,
can't shoot no breeze
with a bunch o' trees
oooh, oooh, oooh, oooh.
[Lonesome Polecat - musica di Gene De Paul, testi di Johnny Mercer]
Il ratto delle sabine nell'Oregon del 1850: Adam (Howard Keel), il maggiore dei sette fratelli boscaioli Pontipee, sposa durante una visita in città l'affascinante Milly (Jane Powell), cuoca in una locanda, che si ritrova suo malgrado costretta ad "accudire" sette uomini rozzissimi e scatenati (e dal nome biblico, da Adamo a Gedeone, come le spiegano: "Fu un'idea di mamma. E invece fu papà a volerli in ordine alfabetico: la sua intenzione era di usare tutte le lettere fino a Zaccaria, ma quando vide Gedeone si buttò giù da un albero"...). Ma Milly non ha nessuna intenzione di sobbarcarsi un'impresa così titanica: li ripulisce, gli insegna cortesia e buone maniere e li scarrozza alla festa del paese per fargli trovare una giovane compagna. Naturalmente i sei aitanti boscaioli, che dovranno vincere la concorrenza della gioventù locale, scoprono immediatamente, quando la malinconia ne rabbuia gli umori, di non poter resistere alle gioie inebrianti dell'amore (come cantano mestamente nella citata Lonesome Polecat: "Sono un piccolo vecchio gufo che canta sugli alberi perchè non ho con me una piccola gufa con cui scambiare due parole"): desiderosi di conquistare il cuore di sei fanciulle, decidono, perciò, di rapirle e condurle con loro sulle montagne. Un delizioso e coloratissimo musical, tra commedia brillante e western, diretto (in poco più di un mese e mezzo di riprese) da uno Stanley Donen in forma smagliante, che partendo da Plutarco e dalla sua Vita di Romolo, citato nel testo di Sobbin' Women (Tell you 'bout them sobbin' women who lived in the Roman days / it seems that they all went swimmin' while their men was off to graze / Well, a Roman troop was ridin' by and saw them in their me-oh-my / so they took 'em all back home to dry / 'least that's what Plutarch says...), immerge negli spazi aperti delle scenografie low budget allestite da Cedric Gibbons e Urie McCleary una vicenda sgangherata e di amabile ed irresistibile coinvolgimento, sorretta da una vitalità e da una grazia nell'ispirazione di straordinario impatto spettacolare, che emerge prepotentemente nel divertimento sfrenato e di fanciullesca goliardia delle gag (le spassose lezioni di galateo di Milly ai sei fratelli) e nei virtuosismi della messinscena (su tutte, la celebre sequenza della gara per la costruzione della casa), esaltati dal ritmo travolgente della narrazione (lo script, tratto dal racconto The Sobbin' Women del poeta e premio Pulitzer Stephen Vincent Benet, è firmato da Albert Hackett insieme alla moglie Frances Goodrich, con la collaborazione di Dorothy Kingsley, autrice di gag per gli spettacoli radiofonici di Bob Hope e divenuta poi sceneggiatrice di fiducia per i musical con Esther Williams e Debbie Reynolds), incorniciato nel tripudio di colori dello scintillante Cinemascope di George J. Folsey e scandito dalle spumeggianti canzoni della colonna sonora (premio Oscar) composte da Gene De Paul (musica) e Johnny Mercer (testi) e dalle coreografie acrobatiche e trascinanti delle danze, curate dal leggendario Michael Kidd.
19 luglio 2011 Opinione di XANDER su "Sette spose per sette fratelli"
Ecco un musical più leggero dell'aria. Ottime scenografie, le coreografie sono eccellenti e alcune musiche sono talmente orecchiabili che rimangono nella testa. Jane Powell supera tutti nel film. Per una serata in relax con un classico degli anni '50.
voto al film: 
31 gennaio 2011 Opinione di ROBERTO800 su "Sette spose per sette fratelli"
Bellissimo, Coinvolgente, un Capolavoro insomma....
voto al film: 
23 luglio 2010 Opinione di FABIO1971 su "Sette spose per sette fratelli"
I'm a lonesome polecat lonesome, sad and blue 'cause i ain't got no femine polecat vowin' to be true, oooh, oooh, oooh, oooh, can't make no vows to a herd o' cows, oooh, oooh, oooh, oooh. I'm a mean old hounddog bayin' at the moon 'cause i ain't got no lady friend hounddog here to hear my tune, oooh, oooh, oooh, oooh. A man can't sleep when he sleeps with sheep, oooh, oooh, oooh, oooh. I'm a li'l old hoot owl hootin' in the trees 'cause i ain't got no little gal owl fowl here to shoot the...
voto al film: 
26 gennaio 2009 Opinione di bradipo68 su "Sette spose per sette fratelli"
Boscaioli,omaccioni teneri di cuori e svelti di piede.Un musical che fa della natura una splendida coprotagonista.Abituati a film musicali costretti da seppur bellissime scenografie in spazi chiusi qui Donen ha l'idea splendida di trasferire i numeri di canto e ballo all'aperto dando luogo a un musical frizzante,allegro di quell'allegria contagiosa e con splendidi scenari naturali a fare da sfondo ai notevoli numeri acrobatici.La storia non ha nulla di particolare ma è un film semplice che...
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1 gennaio 2009 Opinione di steveun su "Sette spose per sette fratelli"
Un bellissimo film musicale, appena visto su sky, pieno di vitalita' e allegria, con coreografie perfette e musiche coinvolgenti: molto brillante tutto il cast.
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18 marzo 2008 Opinione di teaestefano su "Sette spose per sette fratelli"
Bellissimo, delizioso, movimentato, dolce, con bellissimi balli (e acrobazie). E dire che i produttori, molto scettici e sfiduciati, gli ridussero i finanziamenti di due terzi, e Donen dovette fare miracoli per starci dentro coi soldi (girando, ad es., forse troppo in teatri di posa). Naturalmente poi fu un successo strepitoso. Penso si possa parlare di capolavoro. Comunque una cosa è certa: film così non sanno più farli.
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19 novembre 2007 Opinione di will kane su "Sette spose per sette fratelli"
Certo che il musical, quando ci si mette, è davvero entusiasmante, e riesce nell'impresa, lodevole davvero, di fare entrare lo spettatore in una sorta di isolamento provvisorio dalla realtà, quella in cui la musicalità è ottenibile solo su induzione , con strumenti offerti dalla tecnologia. I migliori film musicali degli anni Cinquanta, quel modello di musical, come questo e tanti altri classici, sono dei prodigi: si perdona loro la tendenziale ingenuità del copione, le facilonerie, il...
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23 giugno 2007 Opinione di scandoniano su "Sette spose per sette fratelli"
Stanley Donen inscena uno dei suoi più famosi musical cinematografici, narrando la storia di 7 scapestrati fratelli, redenti e condotti sulla via dell’educazione e delle buone maniere da Milly (Jane Powell), giovane sognatrice che sposa dopo un colpo di fulmine il maggiore dei 7 fratelli Pontipee, Adamo (interpretato da Howard Keel). La storia è semplice e, dichiaratamente, ispirata al “Ratto delle Sabine” da parte dei romani, ma non è assolutamente il plot ciò che si deve...
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21 gennaio 2006 Opinione di Bellociuffo su "Sette spose per sette fratelli"
Buon musical, anche se purtroppo gli spettacolari balletti sono inferiori alle numerosi canzoni cantate dai protagonisti... Se fosse durato qualche minuto in meno e si fossero aggiunte qualche sequenza di danza in più a discapito di qualche momento prettamente canoro sarebbe stato perfetto.
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20 aprile 2005 Opinione di willow77 su "Sette spose per sette fratelli"
uno dei piu' belli musical mai realizzati...veramente ben fatto musiche bellissime..risate infinite...un cult!
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