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La sfida (1957)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La sfida: assente
Ritmo ritmo in La sfida: presente
Impegno impegno in La sfida: presente
Tensione tensione in La sfida: forte
Erotismo erotismo in La sfida: presente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La sfida (voti: 13 media: 3,77) 13

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locandina di La sfida

La trama

Vito riesce, con la violenza, a piazzare i suoi prodotti al mercato ortofrutticolo, dove è padrone incontrastato un potente camorrista. Per evitare conseguenze dannose i due vengono a patti. Tempo dopo, Vito è ormai ricco e, fidandosi troppo della sua nuova condizione, commette l'errore di sfidare ancora una volta l'avversario.  

Rosi, con piglio americano, ma con sensibilità ancora neorealista, si confronta con il tema della delinquenza organizzata. L'ambientazione accurata e l'abbinamento di cronaca e spettacolo sono già nello stile del Rosi maturo.

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L'opinione più votata

Di sasso67 scritta il 26/03/2012 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Ispirandosi al famoso fatto di cronaca dell'omicidio di Pascalone 'e Nola (successivamente vendicato dalla giovane moglie Pupetta Maresca), Rosi esordisce nel cinema con un film che, pur nascondendo la sua duplice derivazione (dal cinema di Visconti, di cui era stato assistente, e dal dramma sociale americano in stile Fronte del porto), ha tratti di vera originalità. Come hanno giustamente fatto notare i due curatori del Castoro su Rosi, La sfida è un saggio cinematografico di «controinformazione ante litteram». Il regista napoletano, infatti, riempie di contenuto quelle zone d'ombra che il nostro cinema, attento agli aspetti avventurosi o foschi, aveva sempre trascurato di rappresentare. Ecco i cortili dove il "guappetiello" si comporta come un reuccio di quartiere, i caffè biliardo dove si consumano trattative usurarie, le campagne in cui si concludono affari che hanno conseguenze sui mercati cittadini, le tavolate dove i boss si spartisocno le zone d'influenza. Certo, Rosi svilupperà il suo discorso di corrosiva denuncia in maniera più matura e consapevole con i suoi futuri capolavori Salvatore Giuliano e Le mani sulla città, ma qui sono già presenti tutte le linee guida del suo cinema. In questo senso, il vero dualismo non è tra Vito Polara e Salvatore Ajello, ma tra quest'ultimo, "malamente" da vecchia sceneggiata, ed il fratello Fernando, boss già proiettato verso una camorra di tipo nuovo, più da consiglio d'amministrazione che da duello rusticano. E sarà questo tipo di malavita a tenere sotto il tallone Napoli e la Campania negli anni che ci portano all'oggi.
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SI

Opinioni su La sfida


26 marzo 2012 Opinione di sasso67 su "La sfida"
sasso67

Ispirandosi al famoso fatto di cronaca dell'omicidio di Pascalone 'e Nola (successivamente vendicato dalla giovane moglie Pupetta Maresca), Rosi esordisce nel cinema con un film che, pur nascondendo la sua duplice derivazione (dal cinema di Visconti, di cui era stato assistente, e dal dramma sociale americano in stile Fronte del porto), ha tratti di vera originalità. Come hanno giustamente fatto notare i due curatori del Castoro su Rosi, La sfida è un saggio cinematografico di...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a La sfida (1957)

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28 aprile 2011 Opinione di mm40 su "La sfida"
mm40

La sfida rappresenta il debutto dietro la macchina da presa per Francesco Rosi, già 35enne e con esperienze da aiuto regista (anche per Visconti) e sceneggiatore alle spalle. Napoletano, Rosi si immerge subito nella realtà partenopea con il piglio verista e cronachista che lo contraddistinguerà nel corso di tutta la sua futura carriera, intraprendendo un sotterraneo percorso di analisi sociale, sempre in secondo piano rispetto all'intreccio di pura fiction che...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a La sfida (1957)

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29 gennaio 2011 Opinione di hupp2000 su "La sfida"
hupp2000

Splendido esordio di Francesco Rosi alla regia di un lungometraggio. Il film sarebbe di per sé una chicca in ragione del suo taglio documentaristico e antropologico. La Napoli anni ’50 che ci viene mostrata è di un realismo impressionante. Che si tratti dei mercati generali, degli edifici con ballatoi su cui si svolgono scene di vita vera e varia umanità, dei casali e delle aziende agricole dell’epoca, delle processioni religiose, delle automobili o dei...

voto al film: hupp2000 assegna il voto buono a La sfida (1957)

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31 agosto 2009 Opinione di jonas su "La sfida"
jonas

In occasione di uno sciopero dei camionisti, un piccolo contrabbandiere di sigarette si rende conto di quanto possa essere redditizio il controllo del mercato ortofrutticolo e decide di cambiare settore di attività: si fa largo fra i concorrenti, si arricchisce, ma poi commette uno sgarro e viene ucciso da uno dei boss subito dopo il proprio matrimonio. Rosi, al suo esordio, mostra già uno sguardo acuto sui meccanismi delle attività delinquenziali e descrive a tratti...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a La sfida (1957)



23 dicembre 2008 Opinione di teaestefano su "La sfida"
teaestefano

Buon esordio di Rosi. E' un film adatto al grande pubblico che sa catturare l'attenzione di tutti. E' un atto di accusa alla camorra napoletana, che intrallazza e vessa per controllare il mercato ortofrutticolo e tenere alti i prezzi. Ma sarebbe molto riduttivo vedere il film solo come un atto di denuncia sociale, cioè come l'innocente e onesto che sida i corrotti per amore della giustizia. Io vi vedo senza dubbio anche una parabola sull'avidità umana, sulla voglia di strafare per...

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a La sfida (1957)


4 ottobre 2008 Opinione di Mathiasparrow su "La sfida"
Mathiasparrow

Il fortunato film d’esordio di Rosi racchiude in sé già gran parte delle caratteristiche che il regista napoletano svilupperà durante gli anni successivi nei film-inchiesta che lo hanno contraddistinto fino ad oggi. Una piccola ma significante vicenda di mafia delle sue terre che non cerca affatto soluzioni comode o sotterfugi, ma è coerente con sè tessa fino alla fine. Magari non serviva essere eroi, ma per girare certi film nel ’57 un po’ di coraggio bisognava averlo eccome.

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a La sfida (1957)



22 agosto 2008 Opinione di rosario su "La sfida"
rosario

Esordio possente di Rosi tra neorealismo e cinema USA.

voto al film: rosario assegna il voto buono a La sfida (1957)


19 agosto 2008 Opinione di bradipo68 su "La sfida"
bradipo68

Un esordio memorabile questo di Rosi con una torbida vicenda di camorra che avvince e appassiona fino al terribile finale.Lo stile è ancorato da una parte al neorealismo(si vedano le sequenze delle feste in paese,o la piazza brulicante di gente,i palazzi della periferia stracolmi di gente,molti personaggi che parlano in dialetto )ma d'altra parte è memore della lezione del cinema d'impegno americano dando una forma cinematografica evoluta e gia'matura nonostante si tratti piu'o meno di un...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a La sfida (1957)

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28 settembre 2006 Opinione di emmepi8 su "La sfida"
emmepi8

Esordio alla regia o quasi di Rosi, dato che aveva fatto due cooregie con Alessandrini prima, in Camice Rosse e Gassman poi, in Kean, e qualche sceneggiatura rilevante con Emmer e Zampa. Sotto l'egidia di Cristaldi con cui ebbe una bellissima collaborazione (Salvatore Giuliano, Le Mani sulla Città), soggetto e sceneggiatura dello stesso Rosi con Suso Cecchi D'Amico e Enzo Provenzale. Un esordio di valore con nessun difetto di opera prima, certo con alcune approssimazioni sui personaggi...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a La sfida (1957)



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