Il signor Max (1937)
Con Vittorio De Sica, Assia Noris, Rubi Dalma, Umberto Melnati, Adonella
La trama
La doppia vita del giornalaio Gianni, in arte Max, sedicente aristocratico. Grazie a un biglietto gratuito Max s'imbarca per una crociera; viene scambiato per un nobile e lui naturalmente sta al gioco. Sulla nave ci scappa anche la storia galante con una nobildonna. Quintessenza delle commedie dei "telefoni bianchi", diretto da un Camerini dalla classe inarrivabile.
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 16/12/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
Basta poco al regista per dar via al confronto: un berretto a forma di cigno come oggetto di un coup de foudre e come segno del destino. Subito ci perdiamo in un tempo che non esiste più, fatto di sigarette di cioccolato, delicate riverenze e garbo, fissato sullo schermo dalla quintessenza del lavoro di Camerini e dai suoi intervalli farseschi esposti a regola d’arte. Grazie a un ritmo alquanto rapido e a un montaggio flessibile e lineare, l’interpretazione di Vittorio De Sica risulta naturale e piacevole, pur dovendo provvedere a un personaggio dalle doppie e difficili vesti. Nel “Signor Max” le azioni e il loro svolgimento sono collegate e poi definite, i personaggi entrano ed escono dalle inquadrature quasi come fossero su di un magnifico palco teatrale mobile, nel tempo e nello spazio; un’arena caricaturale allegra e delicata.
Troncate le brame sulle lezioni di tennis, bridge ed equitazione, e i chiacchiericci futili e pettegoli sui rami delle famiglie borghesi, Gianni si accorge di esser stato vittima del fascino di doti effimere che non appartengono al suo bagaglio emotivo e alla sua classe sociale. Giusto un ballo e un primo bacio sono sufficienti per far emergere l’onestà a discapito dell’inganno, l’intendimento al posto della parvenza e la leggerezza piuttosto che la gravosa maschera.
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11 febbraio 2012 Opinione di sasso67 su "Il signor Max"
Tra gli aspetti positivi dei film di Camerini vi era l'assoluta assenza del fascismo e della sua propaganda, che, nei film del periodo, faceva spesso capolino (quando non capolone) in forme più o meno mascherate. Per il resto, smentirei che si tratti di un film dei telefoni bianchi (non mi pare che si vedano telefoni in giro) e che si tratti di un'opera conformista e/o moralista. L'invito del film, infatti, mi sembra, più che all'immobilità sociale ed al classismo, ad essere sé stessi,...
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19 maggio 2011 Opinione di luisasalvi su "Il signor Max"
Gianni (De Sica) ha interrotto gli studi liceali alla morte del padre per continuarne il lavoro di edicolante, ma sogna il bel mondo cui si unisce per pochi giorni ogni anno in vacanze lussuose. Un suo ex-compagno di scuola, il conte Max Varallo, molto noto nel bel mondo, gli procura un biglietto gratis su un piroscafo da Napoli a Genova e gli presta la sua macchina fotografica su cui è scritto il suo nome. Leggendolo, la ricca signora Paola lo crede Max, e lui lo lascia credere e...
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16 dicembre 2010 Opinione di PompiereFI su "Il signor Max"
Ci sono persone irraggiungibili nella loro altezzosa e abbagliante superiorità. Dalla loro sembrano avere tutto: denaro, classe, compagnie elitarie, tempo da spendere e da perdere. Guai a subirne il fascino quando si è semplici giornalai col sogno di fuggire via lontano vestiti in frac, e col miraggio di fare la vita da signori, cercando di appartenere al gran mondo dorato e beneficiare dei suoi vantaggi. Per narrare i divari ampissimi tra l’alta società e il...
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2 gennaio 2010 Opinione di michel su "Il signor Max"
VORREI ESSERE UGUALE A ME Gli idoli delle riviste illustrate attori famosi e nobili si chinano verso l’italiano qualunque per dirgli "Sii te stesso, non lasciarti abbagliare dallo scintillio dell'oro (vero o finto che sia)". Si può raccontare con affetto l'ingenuità senza essere ingenui e si può persino denunciare uno stile di vita senza offendere nessuno, cercando di mostrare le cose così come stanno, con semplicità.
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6 maggio 2009 Opinione di jonas su "Il signor Max"
Forse la miglior commedia italiana d’anteguerra, all’altezza dei prodotti hollywoodiani coevi. L’espediente dello scambio di persona è trito, ma è interessante la dialettica che si crea fra ambiente aristocratico e ambiente popolare e l’evoluzione interiore del protagonista: dapprima abbagliato dalle apparenze del bel mondo, piano piano si rende conto di trovarcisi come un pesce fuor d’acqua e impara ad apprezzare la sua vita quotidiana (aiutato...
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15 settembre 2008 Opinione di mm40 su "Il signor Max"
Commedia d'altri tempi, con vago intento moralistico e buon mestiere, dalla regia al cast. Opinione personale: in questo ruolo meglio Sordi che De Sica (padre o figlio che sia). Il finale, cui manca la rivelazione dell'inganno alla ragazza, è un po' misero: tutti contenti, ma qualche perplessità per lo spettatore.
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19 luglio 2008 Opinione di emmepi8 su "Il signor Max"
L'originale, l'unico Signor Max, successo grosso per De Sica che fu imposto al grande pubblcio con una regia ben dosata di Camerini.ll doppio ruolo che fa capolino in un ambeinte non suo è inresistibile e con l'arte della sintesi nella recitazione di De Sica si raggiunge il culmine della scuola nella commedia e diciamo che per quegli anni fu anche un faro nella nebbia, nel cinema ed in special modo bel cinema brillante. Soldati, aiuto regista e cosceneggiatore, consigliò De Sica come...
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2 ottobre 2006 Opinione di scream su "Il signor Max"
Simpatica e divertente commedia che mette alla berlina uno stile di vita, quello aristocratico, ormai al tramonto. Ed è l'amore a svelarne il vuoto e la superficialità.
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